Aumenta CO2 nell’atmosfera e i satelliti rischiano di cadere

di Erika Facciolla del 23 maggio 2013

Rischiano di precipitare i satelliti lanciati nello spazio per monitorare i cambiamenti climatici sulla superficie terrestre e la colpa, manco a dirlo, è ancora una volta degli altissimi livelli di CO2 raggiunti in questi anni.

Secondo i ricercatori del Naval Research Laboratory, infatti, le alte concentrazioni di anidride carbonica prodotte dall’inquinamento umano starebbero causando un raffreddamento degli strati superiori dell’atmosfera, raffreddamento che diminuisce considerevolmente la resistenza offerta dall’atmosfera ai satelliti orbitanti intorno al nostroPianeta e ai cosidetti ‘rifiuti spaziali’.

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Quindi, se da una parte gli strati bassi dell’atmosfera si surriscaldano provocando i disastri ambientali a cui siamo ormai tristemente abituati, dall’altra gli strati superiori subiscono il processo termico inverso, perdendo la naturale ‘resistenza’ che normalmente i satelliti incontrano a oltre 50 km di altezza.

Ricercatori e scienziati ora si interrogano sulle possibili soluzioni adottabili attraverso uno strumento di calcolo (Atmospheric Chemistry Experiment Fourier Transform Spectrometer) installato a bordo del satellite Canadian SCISAT-1.

I dati rilevati da questo sofisticato congegno mostrano che negli ultimi 10 anni si è verificato un incremento di circa 23,5 parti per milione (ppm) di ossido di carbonio a un’altitudine di 100 km, e questo è un fenomeno molto più rapido di quanto prevedessero le stime.

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La priorità, dunque, è dotarsi di modelli previsionali più aggiornati che descrivano l’atmosfera in modo preciso ed esaustivo, in modo da ponderare i prossimi lanci spaziali e scongiurare il rischio ‘cadute’ sulla terra di frammenti (o intere parti) di satellite, come accaduto nel 1979 quando la sonda americana ‘Skylab’ precipitò spargendo frammenti in un’area molto vasta a sud-est di Perth (Australia) senza provocare però danni alle persone.

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