Come scegliere un succo di frutta in base ai suoi ingredienti

di Valerio Guiggi del 12 agosto 2015

I succhi di frutta non sono tutti uguali e non solo per la differenza nella frutta di partenza, ma anche negli ingredienti che vengono aggiunti: ecco come scegliere un succo di frutta genuino.

Quando abbiamo sete, la mattina durante la colazione o anche lontano dai pasti, alla classica acqua possiamo alternate il bere uno dei prodotti che possiamo trovare in tutte le case degli italiani: i succhi di frutta, ma sappiamo come scegliere un succo di frutta vero e proprio rispetto alle sue imitazioni, in cui, a volte, la frutta non è neppure presente…

Spesso pensiamo che le cose, in questo ambito, siano molto semplici: si tratta di frutta strizzata, estratto il succo ed imbottigliato. Ma non è tutto. Esistono tanti tipi di succhi di frutta, e non tutti sono proprio così genuini. Vediamo perché e come riconoscerli.

I succhi di frutta, a livello molecolare, sono costituiti da acqua e zucchero. Del resto, ogni frutto, che sia una mela, un’arancia o una pera, è costituito da circa 80% di acqua e una buona percentuale di zucchero, oltre che vari nutrienti presenti in quantità minori come le vitamine o i sali minerali. Per migliorare i propri margini, perché la frutta comunque costa ben più dell’acqua, qualcuno ha cominciato a mettere un po’ meno frutta nel prodotto ed “allungarlo” con una miscela di acqua e zuccheri, questi ultimi possono essere sciroppo di glucosio oppure saccariosio.

Ad un certo punto i prodotti a base di frutta era tanti, e diversi, che è stato necessario avere una regolamentazione, peraltro fatta molti anni fa: problema fondamentale è che la normativa, sebbene venga rispettata dai produttori, non la conosce nessuno, e questo porta spesso a non saper scegliere un succo di frutta in modo adeguato. Per questo andiamo a vedere le distinzioni.

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Come scegliere un succo di frutta: i tipi di bevande alla frutta presenti in commercio

Quando si cercano queste denominazioni sulle confezioni non vanno cercate le scritte grandissime e psichedeliche che compaiono in grande sulla confezione, bensì tra quelle più piccole, vicino all’elenco degli ingredienti. Elenchiamo qui i vari tipi di bevande alla frutta che potremo trovare in un supermercato e quale percentuale di frutta le componga, partendo dal vero succo di frutta al 100% fino alla bevanda al gusto di…

  • Quando si parla di succo di frutta, si intende proprio quello che possiamo immaginare: solo frutta, spremuta. 100% di frutta. Proprio per la presenza di frutta i succhi di frutta sono più costosi delle altre bevande (che vedremo dopo), le persone non li comprano perché non capiscono la differenza e, di conseguenza, questi prodotti non vendono. Per cui trovare i veri succhi di frutta nei supermercati è difficilissimo, anche se sarebbero quelli più naturali in assoluto, perché hanno solo frutta, niente conservanti, niente aromi e niente coloranti (che sono vietati per tutte le tipologie di bevanda alla frutta).
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I succhi di frutta non sono tutti uguali e non solo per la differenza nella frutta di partenza, ma anche negli ingredienti che vengono aggiunti: ecco come scegliere un succo di frutta genuino.

  • Le spremute, anche queste introvabili, sono la stessa cosa del succo di frutta, quindi 100% frutta, ma derivanti solo da agrumi. Visto che non si trovano e visto che sono semplici da fare anche in casa con uno spremiagrumi, conviene comprare la frutta e farsele per conto proprio.
  • I nettari di frutta sono, in pratica, i succhi ‘buoni’ che si possono trovare nei supermercati. Qualitativamente sono inferiori ai succhi di frutta, ne contengono una minore percentuale, ma ne hanno comunque il sapore e, generalmente (ma per esserne sicuri bisogna guardare sulla confezione perché non c’è un vincolo normativo) contengono solamente aromi naturali. Devono avere minimo il 50% di frutta, ma la quantità deve essere indicata comunque sulla confezione (ad esempio, 60%). Il resto è costituito da acqua e zucchero.
  • Le bevande analcoliche di frutta. Queste sono ancora peggiori, perché devono avere minimo un 12% di frutta, la cui percentuale deve comunque deve essere indicata sulla confezione. Il resto è anche in questo caso acqua e zucchero, e gli aromi sono di solito artificiali perché sono più intensi; la frutta, del resto, è così poca che altrimenti il sapore non si sentirebbe.
  • Le bevande al gusto di… sono i succhi peggiori in assoluto: le chiamiamo succo di frutta ma la frutta non l’hanno mai vista. Sono solo acqua zuccherata a cui si aggiungono aromi artificiali per dare il sapore e il colore tipico del frutto che si vorrebbe mettere; non apportano alcun vantaggio nutrizionale, non hanno né una vitamina, né un sale minerale della frutta.Evitateli.
Come scegliere un succo di frutta in base ai suoi ingredienti

Come scegliere un succo di frutta in base ai suoi ingredienti

Adesso, quando andrete al supermercato, sarete più consapevoli del succo di frutta che state scegliendo: se la scelta è tra bere acqua zuccherata o un vero succo di frutta e la seconda opzione non è disponibile beh… Forse risparmiamo di più a bere un bicchiede d’acqua con un cucchiaino di zucchero.

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Ultimo appunto per i succhi di frutta biologici: non sfuggono alla precedente classificazione, ma ci sono dei dubbi sul fatto che apportino reali vantaggi alla nostra salute. Se tra una mela bio e una mela non bio ci sono differenze, le mele per i succhi, anche per i succhi di Frutta veri e propri, sono cotte, pastorizzate, pelate, frullate. Subiscono tanti di quei processi industriali che alla fine la differenza si riduce fino a scomparire.

Invece di spendere soldi comprando succhi bio, quindi, forse sarebbe meglio comprare direttamente il frutto bio. Spenderemo un po’ di più ma almeno una differenza esiste.

Immagine via shutterstock.

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