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Nucleare, smontiamo le ultime motivazioni nucleariste
Ciao a tutti amici di Tuttogreen, da tempo che vi seguo e ne approfitto per condividere qualche cifra e considerazione sull'opportunità assai scarsa del nucleare in Italia oggi.
Faccio una doverosa premessa a tutela di chi legge.
NON sono un esperto e sono del resto ben felice di non esserlo dopo avere avuto conferma, dalla crisi a Fukushima, che sono i cosiddetti esperti sono la più seria garanzia di cantonata in qualsiasi contesto.
Del resto, il fatto che gli "esperti" stessi siano divisi su ogni tema ci dice che dobbiamo cercare di ragionare con la nostra testa.
Ragionare su numeri, naturalmente, non su emozioni.
Il tema su cui ragiono è il ritorno al nucleare.
Ora che la frottola sulla presunta sicurezza del nucleare (che adesso si rinnova con la favola secondo cui le centrali di terza o quarta generazioni sarebbero 100% sicure, ma è una prerogativa di ogni generazione del nucleare che viene puntualmente disattesa, quindi non so quanto convenga crederci) non è più vendibile, sono sostanzialmente una l'argomentazione dei nuclearisti.
La chiameremo l'argomentazione del "Non possiamo farne a meno".
Un'argomentazione che anziché essere dimostrata da fatti e cifre diventa un'assioma nella bocca di chi dice che senza il nucleare dovremmo ridurre di percentuali iperboliche i nostri consumi di energia elettrica, che non avremmo più corrente elettrica per alimentare scuole e ospedali (alla faccia di chi dice che non bisogna giocare con le paure, detto poi da chi negli ultimi vent'anni ha lucrato soffiando sulle paure verso gli immigrati o i cambiamenti in generale... ma qui lascio perdere perchè davvero è un altro discorso).
L'esempio più lampante della posizione del "non possiamo fare a meno del nucleare" lo si trova in un articolo pubblicato dal Corriere del genetista Edoardo Boncinelli: L'alternativa inesistente - Corriere della Sera
"al nucleare non ci sono vere alternative e le nazioni più sviluppate e civili ce lo hanno e lo usano da anni. Sviluppare il primo argomento richiederebbe pagine e pagine, scomodando una quantità impressionate di cifre".
Peccato che di cifre Boncinelli non ne tiri fuori nemmeno una in tutto un articolo e questo è davvero paradigmatico.
Un brutto vizio tutto italico quello del "potrei tirare fuori delle cifre", brandendo la clava di numeri immaginari e non confutabili proprio perchè immaginari.
Per non parlare delle argomentazioni apocalittiche di chi dice: "ve la sentireste di ridurre del 40% i vostri consumi di elettricità (perchè non abbiamo il nucleare)?". Ecco, sarebbe interessante capire da dove viene questo 40%, ma non bisogna essere un'aquila per capire che è un altro di quei numeri a caso, inventati per dare peso alle proprie "sensazioni".
Io invece ruberò spazio alle parole e agli slogan proprio per fare posto alle cifre.
La prima cifra è data dai consumi elettrici in Italia, storici e tendenziali.
Uno degli assiomi dei nuclearisti è infatti che attorno al 2020 ci troveremo con un fabbisogno di energia elettrica molto maggiore all'attuale.
E qui abbiamo la prima, chiamiamola così, sorpresa: i consumi elettrici in Italia non sono affatto in vertiginosa crescita come ci vogliono fare credere, hanno anzi subito una forte battuta d'arresto nell'ultimo biennio.
Questa è la serie storica degli ultimi dieci anni.
Anno Consumi energia elettrica in GWh
2001 285.492
2002 290.960
2003 299.789
2004 304.490
2005 309.817
2006 317.533
2007 318.953
2008 319.037
2009 299.915
2010 305.500
E' bene ricordare che la parte che importiamo (in massima parte da Francia e Svizzera che ci vendono la loro energia prodotta col nucleare è di 45.761 GWh, pari al 14% del totale richiesta, al lordo di quei 20.000 GWh di perdite che sembra non si riesca a ridurre).
Ricordatevi questo numero: 14%.
La causa della battuta di arresto nei consumi è da imputarsi alla crisi economica in corso dal 2008, che ha fortemente penalizzato l'industria, che è il primo comparto consumatore di energia elettrica (pesa per il 44% nel 2010).
Ora, è vero che un biennio di stop non fa un trend, ma è anche vero che non è certo probabile aspettarci uno scenario di vertiginosa crescita dei consumi industriali. Non ce ne sono semplicemente i presupposti, guardando anche l'evoluzione tendenziale del nostro PIL, per cui ritengo addirittura pessimistico fare la proiezione 2011-2020 sulla base del trend 2001-2010.
Ma prendiamo questa ipotesi per buona e vediamo dove atterreremmo nel 2020, con un tasso di crescita costante annuo dello 0,75%, che sarebbe il tasso di crescita medio anno su anno del decennio appena passato.
Atterreremmo ad un totale consumi elettrici di 329.201 GWh.
previsioni consumi energia elettrica 2020 1.jpg
Uno scenario molto diverso da quello disegnato dal Ministero Attività Produttive nel 2005.
E' anche uno scenario molto diverso da quello che aveva preso in considerazione il governo del 2008 con l'annuncio del ritorno al nucleare.
Se invece facciamo un'ipotesi più aggressiva e assumiamo che i consumi crescano ad un tasso annuale doppio (1,5%), arrriviamo a 354.545 Gwh di consumi nel 2020.
Attenzione, qui stiamo dicendo che la crisi economica che ha cambiato le carte in tavola a livello mondiale nel 2008 non conta, la festa riprende come prima.
Improbabile, ma è sempre un'eventualità cui prepararci.
previsioni consumi energia elettrica 2020 2.jpg
Ora si tratta di capire come si inseriscono le rinnovabili e il nucleare in questo schema.
Per quanto riguarda le rinnovabili abbiamo 5 tipi di fonti nel nostro mix:
- Produzione idrica netta da apporti naturali (idroelettrica, che ipotizzeremo sia stabile nei prossimi anni, essendo saturata)
- Produzione geotermica netta (per cui andremo a fare la stessa ipotesi di cui sopra
- Produzione termica da biocombustibili
- Produzione eolica netta
- Produzione fotovoltaica netta
Per quanto riguarda le rinnovabili, abbiamo questo quadro recente di produzione netta:
rinnovabili 2008 2010.jpg
Il peso delle rinnovabili sul consumo energetico a fine 2010 è quindi stimato attorno al 24%.
peso rinnovabil 2008 2010.jpg
(Fonte: Tutti i dati li potete trovare tutti sul sito di Terna).
Ora la parte difficile: dobbiamo fare delle ipotesi di crescita per il decennio 2011-2020.
Per i biocombustibili, l'eolico e il fotovoltaico, il record recente parta chiaro. Il loro apporto è limitato, ma il loro tasso crescita è importante.
Per capire quanto potranno pesare non ragioniamo proiettando nel futuro i tassi di crescita annuale, che si ipotizza siano eccezionali e non sostenibili, altrimenti le rinnovabili finirebbero per esplodere, il che è chiaramente inipotizzabile: facciamo invece l'ipotesi che i biocarburanti e l'eolico continuino a portare 1 GWh aggiuntivo all'anno, che è poco più della metà di quanto portato in media nell'ultimo biennio.
Per il fotovoltaico facciamo un discorso a parte: si arriverà a 8 GWh già quest'anno e le ultime previsioni sono di arrivare a 18 GWh nel 2020.
Per la produzione idrica da fonti rinnovabili e geotermica, faremo invece l'ipotesi conservativa che rimangano stabili (specie nel caso della geotermica, siamo conservativi)
Facendo questa proiezione "ignorante" arriviamo al 2020 con le rinovabili che coprono il 33% del fabbisogno di energia elettrica (o 31% nel caso dei consumi che crescono molto).
peso rinnovabili al 2020.jpg
(...segue...)
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Junior Member
(...continua...)
OK, è chiaro che quanto sopra non ha alcun valore predittivo, che andrebbe usata un'altra metodologia bottom-up, che consideri tutti i parametri critici della domanda e della produzione di ciascun segmento, ma quello che mi propongo è fare semplicemente dei rapporti di ordini di grandezze.
Ricordo a questo punto tre cose:
1) quanto sopra è appena in linea con gli impegni presi dal nostro paese in sede Europea in termini di energia prodotta da fonti rinnovabili al 17% del consumo finale entro il 2020 (che equivale a dire 30% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili).
Se non li centriamo, saremo multati. Nel piano di azione presentato a Bruxelles lo scorso luglio di parla di coprire per il 29% la domanda di energia elettrica tramite rinnovabili.
Quindi stiamo parlando della stessa cosa, può variare il mix, ma la montagna da scalare è questa.
2) l'energia elettrica prodotta dal nucleare che importiamo da Francia e Svizzera è di circa 45.761 GWh. Guarda a caso è simile all'incremento della produzione di energie rinnovabili che dobbiamo PER FORZA realizzare entro il 2020.
3) il nucleare cui pensa il governo per ridurre emissioni e costi in bolletta (altre due fantasie, come vedremo) non produrrà un solo GWh prima del 2020. 4 centrali nucleari, successivamente copriranno circa il 2% del fabbisogno energetico italiano.
Insomma, stiamo parlando del 2% mettendoci un problema in casa, senza parlare del 98%.
Ora, l'argomentazione finale: LA BOLLETTA COSTERA' MENO con nucleare?
NO!
La bolletta costerà di più: secondo le ultime stime dell'Energy Outlook 2010 elaborate dal Governo USA per nuove centrali stimano in 85 Euro a MWh il costo. La stessa Associazione nucleare italiana fa una stima compresa tra 75 e 110 Euro/MWh.
Questo è già sopra alla stima del costo medio di produzione dell'elettricità delle nuove centrali a gas (61 Euro/MWh).
E c'è da dire che in Italia c'è una grossa differenza tra costo di produzione e costo in bolletta, sarebbe da intervenire anche lì.
Ora, mi piacerebbe avere delle previsioni affidabili di costo di produzione dell'elettricità da fonti rinnovabili, ma è chiaramente complesso.
Per alcune fonti (idroelettrica) è già meno cara del nucleare.
Per le biomasse se si recupera anche il calore, oltre a produrre elettricità, il costo diventa altrettanto competitiivo.
Per l'eolico esistono previsioni (come quella del Dipartimento Energia dell’Amministrazione USA) che stimano l’eolico al 2020 più economico del nucleare.
Per il solare fotovoltaico, i cui costi sono in forte calo, le previsioni al 2020 sono assai incerte: ma la cosa certa è che c'è una curva di apprendimento positiva e ampi margini di guadagno in termini di costo ed efficienza, mentre lo stesso non può dirsi del nucleare.
A questo punto mi sembra sia chiara una cosa.
Che dietro al nucleare ci sono interessi particolari, di individui e gruppi.
Quanto sopra, per smentire le ultime due argomentazioni nucleariste e l'infondata percezione per cui il prezzo in bolletta diminuirebbe.
Circa l'argomentazione per cui dimunuiremmo la nostra dipendenza energetica dall'estero stendo un velo pietoso.
La nostra dipendenza è destinata a rimanere altissima nel breve / medio termine (sopra l'80%) e solo le rinnovabili nel lungo periodo, non una tecnologia obsoleta comprata dalla Francia, assicurano una riduzione della dipendenza energetica dall'estero, oltre che una buona ricaduta occupazionale e la riduzione delle emissioni.
Esistono poi altre motivazioni, anche più ovvie, che spiegano perché il nucleare è un binario morto.
Insomma, una chiara truffa al popolo italiano.
Altro che "NON POSSIAMO FARNE A MENO"
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Junior Member
Non possiamo permetterci di investire nel nucleare, viviamo nel paese del sole, potremmo impegnarci ad investire in energia pulita e siamo ancora qui a parlare di nucleare, poi mi sembra incredibile sentir dire che le scorie non sarebbero dannose per l'uomo...ma dove viviamo??? Ancora più incredibile è sentire di tagli agli incentivi per il fotovoltaico...siamo già il fanalino di coda d'Europa per tantissime altre motiviazioni, ci mancava giusto il nucleare! Sono molto arrabbiata e lo dovremmo essere tutti, viviamo in uno stato di continua ignoranza, di letargia mentale, non sappiamo a cosa andiamo incontro rinunciando alle fonti rinnovabili...scusate lo sfogo, alle volte vorrei telestrasportarmi da un'altra parte...
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