Gelsomino: come coltivarlo e curarlo

by Alessia on 16 giugno 2016

Gelsomino: andiamo a conoscere meglio le caratteristiche di questa pianta sempreverde e come coltivarla nei nostri giardini e terrazzi.

Il gelsomino è una pianta arbustiva sempreverde, appartenente alla famiglia delle oleaceae. Nasce originariamente in India, ma poi è stato trapiantato anche in Europa, apprezzato per il profumo dolce sprigionato dai suoi fiori stellati di colore bianco e giallo. Esistono almeno 200 specie diverse di gelsomino, anche se le più diffuse sono lo jasminus officinale (capace di resistere a temperature sotto lo zero), il grandiflorum (molto delicato) e lo jasminum umile.

In Italia la sua comparsa si deve a Cosimo I de Medici il quale, narra la leggenda, era gelosissimo dei suoi fiori e non voleva che potessero essere tagliati, temendo che la pianta potesse crescere altrove. In realtà un giovane innamorato rubò alcuni fiori per la sua donna e fu così che il gelsomino si diffuse un po’ ovunque.

Un tempo questa pianta era utilizzata per estrarre un olio, ritenuto uno dei rimedi naturali per migliorare la vita sessuale. Ancora oggi i fiori di gelsomino sono associati alla sensualità e alla dolcezza. Se volete coltivare il gelsomino in casa, studiate bene le caratteristiche dei vostri spazi e poi scegliete se piantarlo in vaso sul balcone oppure se lasciarlo crescere nel vostro giardino.

Gelsomino: come coltivarlo in vaso

Se decidete di coltivare il gelsomino in vaso dovete armarvi di pazienza, perchè saranno necessarie più cure ed attenzioni. Difatti la coltivazione in vaso è senz’altro più rara rispetto a quella in giardino. Innanzitutto dovete procurarvi un vaso abbastanza grande (largo almeno 30 centimetri), considerando che alcune piante arriveranno a raggiungere le dimensioni di almeno un metro. Sul fondo andrete a sistemare della ghiaia o dell’argilla espansa, da cui potrà filtrare l’acqua. Successivamente sistemate il terriccio arricchito di compost inumidito. Le specie suggerite per la coltivazione in vaso sono il sambac e l’odoratissimum, piante delicate che hanno necessità di riparazione durante la stagione invernale.

Gelsomino in vaso.

Gelsomino: come coltivarlo in vaso.

Inserite anche dei sostegni di legno all’interno del vaso, per permettere alla pianta di arrampicarsi e di estendersi in altezza. Se la potatura avviene prima della primavera, potrete apprezzare presto la comparsa dei primi fiori. Il gelsomino ha bisogno di luce, ma teme i raggi del sole troppo forti, così come il vento. Di conseguenza il vaso andrà collocato in una zona del terrazzo o del balcone ben protetta. Ricordatevi di annaffiare la pianta più volte alla settimana.

Il rinvaso andrà fatto a cadenza annuale: se avete scelto una pianta che fiorisce a primavera dovrete farlo nel mese di settembre, mentre se la pianta fiorisce in inverno il rinvaso avverrà a primavera. Generalmente questa pianta è ben resistente agli attacchi di afidi e insetti, quindi è raro che possa ammalarsi.

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Gelsomino: come coltivarlo in giardino

Il gelsomino coltivato in giardino spesso è la soluzione ottimale per personalizzare delle grate o dei muri di cinta. Scavate una buca profonda e abbastanza larga (almeno il doppio delle dimensioni del vaso). Qui andrete a piantare le radici o un arbusto già germogliato, arricchendo il terreno di compost organico e aggiungendo anche dell’acqua per favorire la crescita iniziale. Sul fondo mettete sempre dello stallatico maturo.

gelsomino in giardino

Gelsomino in giardino, ottimo per le staccionate

Anche in questo caso ricordatevi che il terreno dovrà essere costantemente umido, quindi durante la stagione secca innaffiatelo spesso. Normalmente la pianta cresce anche solo mediante le piogge stagionali. Scegliete una zona in penombra, ma se vivete al nord Italia potete lasciarlo anche in un angolo soleggiato. Il gelsomino si riproduce per talea, una tecnica molto più semplice e rapida rispetto alla riproduzione per seme: si taglia una parte della pianta (almeno 10 centimetri) all’altezza del nodo e la si inserisce all’interno di un nuovo vaso o in un diverso appezzamento di giardino.

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Potatura del gelsomino

Questa pianta non ama le potature a cadenza regolare, sarà sufficiente eliminare i rami secchi solo all’inizio della primavera, estirpandoli alla base. Dopo la fioritura, potete tagliare i rami fino alla gemma, di modo da aumentare la fioritura per l’anno successivo e accorciare lunghezze che potrebbero dare fastidio sul balcone. Per evitare di potare troppo questa pianta che necessita di spazi e ama espandersi, scegliete sempre con cura la specie adatta all’ambiente in cui andrete a coltivarla. Ci sono piante di gelsomino che non superano i 30 cm, come il parkeri, e quindi sono adatte da coltivare in vaso, mentre altre possono superare i 15 metri, come l’officinale e si prestano più a giardini e ampi spazi esterni.

olio essenziale di gelsomino

L’olio essenziale di gelsomino e le sue proprietà

Gelsomino proprietà

Il gelsomino possiede numerose proprietà che lo rendono un rimedio naturale utilizzato in molti campi, dalla cosmetica alla fitoterapia, così come l’omeopatia. L’olio essenziale di gelsomino è molto apprezzato per il suo profumo, tanto che molte creme, lozioni e profumi lo utilizzano tra gli ingredienti base.

In campo erboristico sono note le sue proprietà antireumatiche e antispasmodiche. È utile per tenere a bada i dolori mestruali, migliora tosse e catarro, ma è anche un buon rimedio contro l’irritabilità e la depressione. I sali da bagno di gelsomino riescono inoltre ad infondere la giusta serenità e tranquillità. In omeopatia invece, si utilizza la tintura madre dalle radici del fiore di gelsomino contro emicrania, insonnia, raffreddore e perdita di memoria.

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