Sarchiatura: cos’è, come si esegue e perché è ancora utile

di Elle del 19 dicembre 2017

Per giardini, orti e terreni coltivati alcune operazioni di pulizia e manutenzione sono indispensabili. È il caso della sarchiatura, facile da eseguire anche manualmente con rastrello o zappa.

Sarchiatura: cos’è, come si esegue e perché è ancora utile

La sarchiatura rappresenta una tecnica colturale di lavorazione del terreno realizzata con macchine agricole o a mano. Essa riguarda lo strato più superficiale, che viene rimescolato per rimuovere ed eliminare eventuali elementi estranei. In particolare, permette di togliere le erbe infestanti e di favorire la respirazione delle radici delle piante.

Il terreno libero dalle colture viene così lasciato arieggiare. Lo si espone, inoltre, in misura maggiore al calore della luce solare soprattutto durante i mesi invernali. In altri periodi dell’anno, tale operazione serve anche a ridurre l’evaporazione dell’acqua per trattenere l’umidità.

Questo intervento può essere realizzata sia per grandi terreni sia per piccoli orti o giardini. Alcune colture risultano aver maggior bisogno di questa raschiatura superficiale del terreno.

Si parla, infatti, di colture sarchiate a proposito di piante come mais, barbabietola, patata, leguminose, tabacco. Non sono tipiche colture sarchiate, invece, altre piante come frumento, orzo, riso, canapa, etc.

Sarchiatura: quando eseguirla

Le operazioni per sarchiare i terreni non rispettano necessariamente delle cadenze di tipo stagionale. L’intervento si effettua generalmente solo quando è necessario e con le piante già seminate.

Tende ad essere realizzato soprattutto con la comparsa dei primi germogli o quando si notano erbe indesiderate da estirpare. Una prima applicazione della tecnica è consigliata una volta trascorse circa quattro settimane dal momento della semina.

In tempi successivi, è utile se il terreno è troppo compatto a causa di una prolungata siccità. In tal caso, occorre far attenzione quando le piante sono già cresciute. Si rischia, infatti, di compromettere la crescita della vegetazione o delle sue radici. Il momento migliore in cui svolgere questi interventi dipende dal tipo di colture e dalle rapidità con cui tendono a crescere le erbe infestanti.

Sarchiatura manuale

Ancora oggi floricoltori, orticoltori e giardinieri realizzano manualmente queste operazioni. Data la semplicità di questa attività, può essere facilmente realizzata con il fai-da-te. Non occorre pertanto essere necessariamente dei professionisti del settore.

sarchiatura

Sarchiatura: manualmente si può eseguire utilizzando il rastrello.

La tecnica si sofferma sullo strato più superficiale del terreno arrivando a circa 3-4 centimetri di profondità. Bisogna in effetti prestare attenzione poiché si rischia di danneggiare le radici delle colture andando troppo in profondità. Questa semplice operazione di pulizia e manutenzione del terreno a mano, senza l’impiego di particolari macchine. Serve però approfittare dell’ausilio di appositi strumenti per ottenere i risultati sperati.

Gli attrezzi per la sarchiatura

Tra gli attrezzi necessari a questo scopo non può mancare il rastrello. La scelta del tipo di strumento (grandezza e numero di denti) va effettuata tenendo conto delle dimensioni del terreno da curare.

L’impiego del rastrello è consigliato quando si intende preparare un terreno in previsione della semina.

Grazie ad una leggera pressione dell’attrezzo, si rompono le croste presenti sul terreno a seguito di un periodo di piogge. Un altro strumento utile per realizzare queste operazioni è costituito dal sarchio, detto anche sarchiatoio o sarchiatore.

Da questo attrezzo prende il nome la manovra stessa. Si tratta di una sorta di pala dotata di lame leggermente ricurve. Grazie alle lame è possibile tagliare il terreno ed effettuare la lavorazione. In alternativa al sarchio, soprattutto se i terreni sono abbastanza soffici, è sufficiente di munirsi di una zappa.

Con quest’ultima si lavora la terra intorno alla coltura che si intende trattare.

SPECIALE: Pacciamatura, tecniche e materiali da conoscere

Sarchiatura meccanica

Per quanto riguarda le coltivazioni di grandi terreni, questa operazione può essere realizzata con apposite macchine. I mezzi meccanici hanno il vantaggio di ridurre i tempi di lavorazione e risparmiare fatica.

sarchiatura industriale con macchinari

Sarchiatura: per grandi terreni si può effettuare con apposite macchine

A livello industriale e professionale si adoperano sarchiatrici meccaniche munite di appositi attrezzi rotanti per rimescolare superficialmente il terreno. Insieme al rimescolamento, spesso è necessario affiancare la manovra di rincalzatura. Questa tecnica prevede di ammucchiare la terra intorno al fusto delle piante. Tale intervento è utile soprattutto per rinforzare l’apparato radicale delle piante.

Sarchiatura: effetti ambientali

Oltre ad essere un intervento necessario e utile per la produzione agricola, presenta interessanti benefici per l’ambiente. Sarchiare il terreno, infatti, può avere risvolti ecologici perché permette di ridurre il consumo di acqua.

Disgregando gli strati più superficiali del terreno si impedisce all’acqua di risalire e quindi di disperdersi per evaporazione. Si tratta sicuramente di un risparmio non così importante per la manutenzione di piccoli orti o di giardini domestici.

In caso di terreni più estesi, invece, il risparmio idrico realizzato con questo tipo di intervento può farsi più importante. Si può dire a tal proposito che questa operazione vale più di un’irrigazione.

Altri articoli a tema che potrebbero interessarti:

Outbrain

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment