Animali in città: pochi gli spazi e i servizi per loro

by Luca Scialò on 13 aprile 2016

L’ultimo rapporto “Animali in città” dipinge il quadro di un paese amante degli animali, che però è ancora indietro nell’effettiva tutela e nei servizi offerti ai cittadini e ai loro compagni d’affezione.

Se è vero che gli italiani amano molto gli animali (certo, non tutti, come quelli che li abbandonano per partire per le vacanze) è anche vero che il nostro Paese offre ancora pochi servizi per loro e per i loro padroni.

Secondo l’indagine di Legambiente, che ha pubblicato il “Rapporto Animali in Città” 2016, dedicato ai servizi e alle attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli animali, è presente uno spazio a loro dedicato solo ogni 28.837 cittadini. Per arrivare a questi dati, Legambiente ha inviato un questionario a 104 Amministrazioni comunali, a cui hanno risposto 81 enti locali.

L’indagine mette in evidenza come l’86% delle amministrazioni comunali possegga un apposito ufficio comunale o un assessorato dedicato alla risoluzione delle problematiche animali; mentre il 72% tra esse abbia solo chiesto alle Asl quale fosse il numero dei cani iscritti all’anagrafe canina. Fanno eccezioni regioni quali Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, che impongono ai Comuni di avere un proprio registro. Un numero poco confortante rispetto al problema del randagismo nel nostro Paese.

I numeri sono negativi anche su altri fronti. Solo quasi la metà dei Comuni sostiene di aver adottato regolamenti per l’accesso degli amici a quattro zampe in uffici e/o locali aperti al pubblico. Numero che cala ancora di più (meno di 4 su 10) per quanto concerne l’adozione di un regolamento per l’accesso dei nostri amici a quattro zampe al mare o al lago. Numeri ancor più disarmanti riguardano la conoscenza della biodiversità animale presente in città: solo 2 comuni su 10 ha realizzato una mappatura delle specie animali presenti sul territorio.

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Ad affrontare in modo efficiente le necessità degli animali in città sono soprattutto le città di medie dimensioni, con Prato, Bolzano e Modena sul podio. Le grandi e piccole città invece sono ancora indietro, con le prime tra le grandi città che non raggiungono neppure la sufficienza: Padova, Firenze e Verona. Tra le piccole, il podio è occupato da Pordenone, Chieti e Biella; sebbene solo la prima superi la sufficienza.

Quanto al campione utilizzato, è stato composto in questo modo: 15 grandi città con più 200mila abitanti, 44 medie città con popolazione tra 80mila e 200mila abitanti e 45 piccole città con meno di 80mila abitanti. Al questionario hanno risposto 13 grandi città, 37 medie città e 31 piccole città. Come detto, dunque, hanno risposto poco più di 80 enti locali su 100 chiamati in causa.

animali in città

Animali in città: ancora poco lo spazio e i servizi a loro destinati

Legambiente, per bocca del direttore generale Rossella Muroni, afferma che per gli animali in città bisogna ripensare e arricchire i centri urbani garantendo servizi e strutture di qualità a cittadini e ai loro amici a quattro zampe. Ciò può essere fatto soprattutto grazie all’impegno delle amministrazioni, le quali devono avere obbligatoriamente un’anagrafe canina e per la sterilizzazione degli animali.

Tramite delibere, devono invitare i propri cittadini ad avere comportamenti virtuosi nel rispetto dell’ambiente, dei loro concittadini e del proprio animale stesso. Ancora, devono mettere a disposizione dei cittadini uno sportello per aiutare i cittadini che hanno soccorso un animale libero in difficoltà.

Tanti servizi che ancora mancano in quasi tutte le città del nostro Paese.

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