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Urea: valori, cause, sintomi e rimedi

La sostanza presente nel sangue che ci indica se i nostri reni stanno funzionando bene

Si sente parlare di urea quando si vuole valutare la funzionalità dei reni, in particolare la capacità del nostro organismo di sostenere il normale processo metabolico evitando eccessivi accumuli di azoto.

Urea: valori, cause, sintomi e rimedi

Vediamo insieme cos’è, quali sono i valori fisiologici da tenere in considerazione e tutte le eventuali applicazioni di questa sostanza.

Cosa è l’urea nel sangue

Si tratta di un composto chimico osservabile attraverso analisi del sangue e delle urine (urea urinaria), il cui valore ci dice molto sulla salute dei reni e sul loro corretto funzionamento.

È il prodotto delle reazioni metaboliche delle proteine e costituisce il mezzo attraverso il quale il nostro organismo si libera dell’azoto in eccesso. Una componente dell’urea, infatti, è proprio l’azoto.

Il monitoraggio di questo valore è quindi importante per misurare le concentrazioni di azoto nel sangue e il loro impatto sulle principali funzioni del metabolismo espletate dal nostro organismo.

Chimicamente è definita come un’ammide dell’acido carbammico, ovvero una polvere di cristalli idrosolubili naturalmente presente anche nella pelle.

Dove e come si forma l’urea

Si tratta di una molecola prodotta dal fegato nella fase finale della sintesi proteica. Da qui, viene poi trasportata, attraverso il sangue, ai reni per l’escrezione urinaria.

Dove è contenuta l’urea

È presente nel sangue e nell’urina. È il prodotto finale del catabolismo delle proteine. Viene eliminata dai reni tramite l’urina.

Quali sono i valori normali dell’urea nel sangue

I valori di riferimento di una persona sana, per quanto riguarda la concentrazione ematica di urea, dovrebbero essere compresi tra i 15 e i 55 milligrammi per decilitro.

Urea ematica alta

Si parla di azotemia alta quando nel sangue la concentrazione di azoto e, di conseguenza, di questo composto derivante dall’ossidazione di alcuni amminoacidi, supera determinati valori di riferimento.

Deriva dall’ossidazione di alcuni amminoacidi impiegati dall’organismo durante la sintesi proteica e la sua funzione consiste proprio nel limitare le concentrazioni di azoto nel sangue responsabili delle principali alterazioni del pH fisiologico.

La maggior parte di questo composto viene espulsa dall’organismo tramite l’urina e, in percentuali inferiori, attraverso la sudorazione.

Si tratta di:

  • un prodotto di scarto dell’attività metabolica proteica, espletata da fegato e reni.
  • la sua concentrazione nel sangue dipende dal corretto funzionamento dei reni che hanno il compito di filtrarla e favorirne l’espulsione. Questo processo viene denominato anche ciclo di urea, o sintesi di urea.

Si tratta di un’attività continua che in condizioni normali stabilizza le concentrazioni ematiche di azoto a 15-40 mg/dL.

Quando queste concentrazioni superano i valori ottimali si parla di azotemia o uremia che, a seconda della gravità, possono rappresentate il primo campanello d’allarme di una condizione di insufficienza renale.

Il tasso di urea dipende, infatti, dal funzionamento dei reni, dalla quantità di proteine introdotte con l’alimentazione e dal livello di idratazione. Alcune cause patologiche scatenanti alti valori di questa sostanza nel sangue possono essere:

  • Digiuno
  • Disidratazione
  • Diabete mellito
  • Emolisi
  • Emorragie
  • Gotta
  • Insufficienza cardiaca
  • Ipertensione
  • Ipertiroidismo
  • Neoplasia renale
  • Tumori renali
  • Ustioni
  • Eccessivo consumo di alimenti proteici
  • Traumi
  • Condizioni di shock
  • Cirrosi epatica
  • Assunzione eccessiva di farmaci cortisonici e diuretici

La gravità dell’uremia deve essere valutata anche in base alla causa che l’ha determinata. Se i valori sono alti non ha origine patologica, e potrà essere controllata e curata facilmente con delle diete adeguate alla situazione.

Molto più complesso è invece il quadro clinico in presenza di uremia patologica. Nelle situazioni più gravi si deve procedere con la dialisi, che depura il sangue dalle sostanze chimiche in eccesso.

Cosa comporta avere l’urea alta

Tra i sintomi più comuni dell’urea alta a livello ematico ci sono:

  • stanchezza
  • perdita di peso
  • vomito
  • aumento della pressione
  • tremori
  • tachicardia
  • riduzione nella quantità di urina prodotta
  • pallore

Il rimedio migliore per abbassare i livelli nel sangue è modificare l’alimentazione e lo stile di vita, diminuendo le quantità di proteine animali. Banditi anche il fumo e l’alcol, che sono un’altra causa di azotemia alta.

Sempre dal punto di vista alimentare, sarà necessario introdurre molti liquidi (2 l di acqua al giorno) in tutte le stagioni dell’anno, in modo da stimolare i reni e mantenerli attivi e funzionali al metabolismo.

Urea Breath Test

L’Urea Breath Test è un esame di prima scelta tra le metodiche disponibili per diagnosticare la presenza di Helicobacter pylori, un batterio in grado di sopravvivere nell’ambiente acido dello stomaco, dove aderisce alla mucosa gastrica e la danneggia. Questo provoca la gastrite, ovvero un’infiammazione cronica.

Nei casi più gravi, l’Helicobacter pylori può inoltre provocare ulcera gastrica, ulcera duodenale e, in alcuni pazienti predisposti, un linfoma gastrico a bassa malignità. Infine, è un noto fattore di rischio per l’insorgenza del tumore dello stomaco.

L’esame consiste nella raccolta di un primo campione di aria espirata. In seguito, al paziente viene data da bere una bevanda a base di urea-C13. Dopo circa mezz’ora viene raccolto un secondo campione di aria espirata.

Dal momento che l’Helicobacter pylori scinde l’urea in bicarbonato (e quindi anche CO2) e ammoniaca, il paziente affetto da questo battere avrà una maggiore concentrazione di CO2 nell’espirazione effettuata dopo 30 minuti.

Il test si effettua la mattina, dopo un digiuno di almeno 6 ore. Il paziente non deve aver fumato, fatto attività fisica e assunto gastroprotettori né farmaci non essenziali nel mese precedente l’esame.

Urea nella cosmesi

Si tratta di una componente naturale della pelle. Può essere prodotta sinteticamente ed impiegata in ambito cosmetico per assolvere a varie funzioni: idratante ed esfoliante soprattutto.

In concentrazioni differenti viene usata per la produzione di creme cosmetiche, lozioni, pomate e shampoo per sfruttarne le proprietà idratanti e cheratolitiche, in quanto favorisce il distacco delle cellule morte dai tessuti e la rigenerazione cutanea.

Nello specifico, vediamo qui di seguito le diverse concentrazioni e i relativi utilizzi:

  • uguali o inferiori al 10%: prodotti cosmetici idratanti (creme idratanti, shampoo, balsami rivitalizzanti cheratinici, unguenti cicatrizzanti)
  • pari o superiori al 20% come cheratolitico, utile quindi per la dispersione degli strati cornei superficiali e il rinnovamento cutaneo. In questa modalità, troviamo l’urea in alcuni gel scrub e creme per la pulizia della pelle
  • superiori al 40% aiuta il rinnovamento cellulare e l’esfoliazione delle cellule morte di piedi e mani, nonché il trattamento della dermatite atopica. Sotto questa forma è spesso contenuta in prodotti specifici per calli, duroni, e anche in preparati farmaceutici per curare varie forme di dermatite

Urea in agricoltura

È un fertilizzante azotato tra i più noti e utilizzati per favorire l’accrescimento delle piante su superfici di grandi dimensioni.

La sua efficacia dipende nell’alta concentrazione di azoto (46%) che assicura un ottimo apporto di questo minerale senza alterare il pH del terreno. Il concime a base di questa sostanza viene ricavato da urine e reazioni chimiche.

Altre informazioni

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Published by
Erika Facciolla