Coi cambiamenti climatici rischiamo di perdere metà delle piantagioni di caffè

di Luca Scialò del 10 settembre 2016

Brutte notizie per i caffè-dipendenti. Secondo un rapporto del Climate Institute di Sydney, denominato ‘A Brewing Storm’ (qui il link al report) le aree preposte alla coltivazione di caffè potrebbero addirittura dimezzarsi entro il 2050. Motivo? Sempre il solito: i drastici cambiamenti climatici in atto.

I danni sarebbero ovviamente ingenti e non certo circoscritti solo al piacere di bersi un caffè. Di fatto, questo fenomeno provocherà un drastico aumento dei prezzi e un abbassamento della qualità del prodotto. Proprio perché saranno in pochi a produrlo e in modo intensivo e scarsamente controllato. Il tutto, minacciando l’economia di oltre 120 milioni di persone, tra cui alcuni tra i più poveri al mondo, collegati, soprattutto, appunto al settore del caffè.

SPECIALE: I paesi poveri sono quelli più a rischio per il cambiamento climatico

Il fenomeno è in realtà già molto evidente, nonostante il fatto che manchi ancora un po’ al 2050. infatti, in alcune zone la produzione di caffè ha già subito delle riduzioni. Si pensi a Messico, Guatemala e Nicaragua. Con relativo aumento di malattie e parassiti, che influiscono su rendimenti e qualità.

L’industria del caffè vanta a livello globale un giro di affari di 19 miliardi di dollari. Più di 2,25 miliardi di tazzine vengono consumate nel mondo ogni giorno e la produzione è più che triplicata dal 1960. A queste cifre, fa da contraltare il fatto che l’80-90% dei 25 milioni di produttori di caffè sono piccoli proprietari. Peraltro proprio i più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.

I piccoli produttori si trovano soprattutto in Guatemala, Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia e Indonesia. Paesi con un’economia già molto complicata. Un’ulteriore pericolo è la minaccia a foreste e zone oggi incontaminate, giacché i piccoli produttori proveranno ad insediare le proprie coltivazioni in queste zone.

Infine, il rapporto mette in guardia sul fatto che entro il 2080 il caffè selvatico, importante risorsa per gli agricoltori, potrebbe sparire.

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