Luce in abbondanza e terriccio ben drenato, sono questi i fattori principali da tenere in considerazione quando coltivate un Adromischus, meravigliosa succulenta che regala grandi soddisfazioni con pochissime cure. Pur prediligendo temperature comprese tra i 20 e i 25°C, resiste bene anche al freddo. Per di più non necessita di grandi vasi perché si sviluppa in larghezza più che in altezza, mantenendo sempre dimensioni contenute. Molto apprezzata per la sua estetica, è la pianta ideale anche per chi non ha il pollice verde. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per coltivarla e quali sono le principali varietà tra cui scegliere.
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Il suo nome è di origine greca, deriva infatti dal termine “adros“, che significa spesso, e dal termine “mischos“, che significa stelo. Quindi la parola letteralmente si traduce come “stelo spesso”.
La particolarità di questa pianta grassa sta nella colorazione delle foglie e dei fiori, che variano in base a una serie di fattori, tra cui il clima, il tipo di suolo e l’esposizione solare, e ovviamente la varietà, che sono numerose.
Succulenta originaria del Sud-Africa e della Namibia appartenente alla famiglia delle Crassulaceae, l’Adromischus è una piccola pianta con foglie carnose che si sviluppano a cespi. Facilissima da coltivare, si sviluppa più in larghezza che in altezza, e produce per brevi periodi piccoli fiori di vari colori, a seconda delle varietà.
Ne esistono numerose varietà dai colori e dalle forme molto diverse, soprattutto per quanto riguarda le foglie, che possono essere rotonde, piatte, quadrate o allungate. Ecco le principali.
Dato che esistono molte varietà di Adromischus, i fiori prodotti dalla pianta possono presentare caratteristiche e colori diversi. I fiori dell’A. phillipsiae, per esempio, sono tubolari di colore arancione e rosa, mentre l’A. hemisphaericus presenta fiori marroni tendenti al verde.
Uno dei motivi per cui l’Adromischus riscuote tanto successo è la facilità di coltivazione. Non richiede infatti particolari cure ed è molto resistente, purché collocato in un luogo ben illuminato ma non esposto direttamente ai raggi solari. Il sole infatti può far comparire sulle foglie screziature di colore giallo o di altre tonalità o farle raggrinzire. La pianta può essere coltivata sia all’aperto che in vaso.
Ama il caldo ma resiste bene anche al freddo, purché le temperature non scendano oltre i 5-10 gradi sotto lo zero. Se è collocata in vaso all’esterno, attenzione a ripararla dalla pioggia perché i ristagni idrici possono causare marciume. La temperatura di coltivazione ideale è compresa tra i 20 e i 25°C.
Durante l’anno l’Adromischus va annaffiato regolarmente eccetto nei mesi invernali, quando è sufficiente bagnarlo una volta al mese, a meno che non sia collocato all’interno di casa, quindi in un luogo dalle temperature più elevate. In ogni caso, prima di annaffiare la succulenta, accertatevi che il terreno non sia ancora bagnato onde evitare il rischio di marciume radicale.
Il terriccio più adatto alla coltivazione di questa succulenta dev’essere ben drenato, preferibilmente composto da torba, sabbia e un po’ di ghiaino.
L’Adromischus non richiede concimazione durante la stagione invernale mentre in estate è opportuno fertilizzare il terreno almeno una volta al mese, utilizzando apposito concime per succulente.
Potete moltiplicare l’Adromischus da talea rimuovendo una foglia dalla base, facendo attenzione a non spezzarla. Lasciatela cicatrizzare per due giorni e posizionatela in un vasetto riempito con un mix di torba e sabbia. Dalla punta pian piano si svilupperà una nuova piantina.
Il rinvaso va preferibilmente effettuato in primavera quando le temperature iniziano a essere più miti. O verso la fine dell’inverno se il clima non è eccessivamente rigido.
Sono due i principali problemi per questa resistente succulenta, vale a dire gli afidi e il marciume radicale.
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