Olmo: storia, proprietà e controindicazioni di questo albero

di Eryeffe del 18 febbraio 2018

L’olmo è uno dei più caratteristici e diffusi alberi italiani. Lo si trova da nord a sud a quasi tutte le latitudini e si distingue per l’inconfondibile attaccatura asimmetrica delle foglie al picciolo. Ma di che pianta si tratta, come si coltiva e quali sono gli usi fitoterapici più conosciuti? Ecco una guida tutta dedicata a questa magnifica pianta da giardino oggi minacciata da una malattia fungina letale.

Olmo: storia, proprietà e controindicazioni di questo albero

L’olmo è conosciuto sin dall’antichità non solo per l’eleganza e l’imponenza del suo aspetto, ma anche per le sue proprietà medicamentose. In particolare, l’uso dell’olmo come rimedio naturale è documentato già da Plinio il vecchio che ne decantava la sua capacità di cicatrizzare le ferite. 

In Oriente e in Occidente, questa pianta era molto utilizzata per curare i soldati e i cavalieri colpiti in battaglia, e perfino gli sciamani americani sfruttavano le sue proprietà come rimedio officinale per molto malattie.

FOCUS: quali sono le principali medicine alternative?

Oggi l’Olmo europeo è sempre più minacciata da una malattia fungina che si propaga rapidamente di pianta in pianta, la cosiddetta grafiosi dell’olmo. I principali responsabili della diffusione di questa malattia sono gli scolitidi, insetti che nutrendosi del legno di esemplari malati propagano il fungo ad alberi sani.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono le applicazioni fitoterapiche più conosciute dei suoi principi attivi.

Olmo

Olmo: pianta, cure e coltivazione

Come abbiamo visto, l’olmo (Ulmus minor) è una latifoglia molto diffusa in Europa e sulla nostra penisola che vive bene fino a mille metri di altitudine. Si tratta di un albero dal portamento fiero e imponente, capace di raggiungere e superare anche i 30 metri di altezza e di vivere per 500 anni. In condizioni ottimali, dunque, l’olmo è dunque particolarmente longevo.

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La sua chioma si distingue per la forma a cono leggermente arrotondata e le foglie seghettate presentano un’inconfondibile asimmetrica proprio in corrispondenza dell’attaccatura al picciolo. La corteccia che avvolge il tronco è di colore marrone scuro, rugosa e percorsa da incisioni e screpolature.

 

Anche i rami dell’olmo presentano una caratteristica distintiva: sono pelosi quando la pianta è ancora giovane per poi diventare lisci superati i due anni di vita. I fiori sono  riuniti in mazzi e fioriscono da febbraio ad aprile in un bel colore rosso. Quando appassiscono, lasciano il posto ad un frutto di colore giallo che dopo qualche tempo cade a terra ruotando come un’elica. La bacca è del tutto inodore e ha un sapore aspro.

Questo albero è diffuso in Europa, Asia, America settentrionale, Caucaso. Vive bene nei boschi ma anche nei campi incolti vicino al mare. Grazie alla sua resistenza al freddo e alle intemperie, un tempo era molto utilizzato anche per l’alberatura stradale.

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Un albero in pericolo

Oggi, l’olmo è un albero quasi dimenticato, la cui sopravvivenza è minacciata dalla grafiosi provocata da un fungo e dagli scolitidi. Questi insetti si nutrono del legno del tronco e scavano delle ‘gallerie’ in cui iniettano il fungo nel flusso linfatico della pianta. In molti casi, questo determina l’ostruzione dei canali in cui scorre la linfa e nel giro di un paio di stagioni avviene il disseccamento totale della chioma e la conseguente morte della pianta.

Per prevenire la grafiosi dell’olmo in un pianta adulta messa a dimora in giardino, il consiglio è di evitare la potatura e preservare quanto più possibile l’integrità della corteccia. Questo per ridurre le possibilità di esposizione della pianta alla penetrazione del fungo.

olmo

Olmo proprietà

I due tipi di olmo utilizzati in fitoterapia a scopo curativo sono quello americano (Ulmus americano Ulmus rubra) il campestris (o minor), il più diffuso sul territorio italiano.

In generale, si attribuiscono ai principi attivi contenuti nella corteccia, nelle radici e nelle foglie dell’olmo le seguenti proprietà:

  • depurative
  • astringenti
  • sudorifere
  • antinfiammatorie 
  • cicatrizzanti

Gli estratti medicamentosi di questa pianta sono reperibili sotto forma di tisane, tinture madri, capsule e gemmoderivati.

I principi attivi a cui si ricollegano tali benefici sono sopratutto tannini, flobafeni, fitosferina, sostanze amare e minerali. Le mucillagini tanniche svolgono un’azione protettiva sulle pareti intestinali, rivestendole con un film che le rigenera. Per questa ragione, l’olmo è considerato uno dei rimedi naturali più efficaci per la cura dei problemi che affliggono il tratto gastrointestinale.

Infine, è un prezioso alleato per sciogliere il muco ed espellere le tossine dall’organismo, migliorando sensibilmente la funzionalità di diversi organi.

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Olmo usi

In fitoterapia si può usare per uso interno consiste principalmente nel consumo di decotti di corteccia, utili per il trattamento di malattie stagionali, tosse e raffreddore.

Il gemmoderivato di olmo, invece, ha proprietà lenitive, purificanti ed emollienti ed è indicato per il trattamento specifico dell’acne (30 gocce in due dita di acqua, per 2 o 3 volte al giorno).

Per quanto concerne l’uso esterno, le mucillagini tanniche di questa pianta sono applicabili sotto form di gel su ferite, abrasioni e punture di insetto in quanto svolgono una profonda azione cicatrizzante e antinfiammatoria.

Il decotto, infine, è un ottimo aiuto come impacco esterno per la cura della pelle irritata, grassa o afflitta da acne, ezemi, dermatiti ed herpes.

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Olmo controindicazioni

L’utilizzo degli estratti di olmo non presentano particolari controindicazioni o effetti collaterali. È sempre bene, tuttavia, chiedere consiglio al medico di base o al proprio erborista di fiducia ed evitare accuratamente il fai-da-te.

Nessuna particolare controindicazione è legata all’utilizzo dei prodotti a base di olmo. In via precauzionale, se ne sconsiglia l’uso alle donne in gravidanza o che allattano.

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