Ecco la versione elettrica della prima bici mai inventata

di Martina Pugno del 17 settembre 2014

I dati relativi alle vendite di automobili e di biciclette negli ultimi due anni lasciano ben sperare i sostenitori della due ruote, per un domani nel quale la mobilità individuale possa essere prevalentemente ciclabile.

Se la bici è il mezzo del futuro, però, c’è anche chi la utilizza per gettare uno sguardo verso il passato: un’azienda tedesca, la Ding 3000, ha progettato una bicicletta elettrica che sfrutta la più moderna tecnologia, ma che per quanto riguarda il design riprende le linee della prima bicicletta mai realizzata. Un modello che farà la gioia di tutti i nostalgici, ma che sarà anche in grado di rispondere alle esigenze anche dei ciclisti più esigenti.

La bicicletta E-Velocipede “Concept 1865” è una versione elettrica della prima bici mai inventata e presenta le classiche ruote di diverse dimensioni e il manubrio ormai celebre del primo velocipede, ma le sue prestazioni sono decisamente diverse, grazie alla propulsione in parte elettrica e ai materiali innovativi pensati per la realizzazione. Se l’aspetto è quello di una bicicletta di ieri, le prestazioni sono quelle dei migliori modelli di oggi.

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L’E-Velocipede “Concept 1865” è dotata di un motore elettrico da 250W integrato nella ruota posteriore. Una batteria ricaricabile è integrata nella sella, che a fine giornata può essere facilmente rimossa con motore annesso, per riporlo al sicuro e per ricaricarlo con tutta calma a casa.

La bici è progettata per la realizzazione in fibra di carbonio, comprensiva di pedali in Ultrason, materiale resistente ad elevatissime temperature. I copertoni sono fatti di un particolare tipo di poliuretano termoplastico chiamato Infinergy, caratterizzato da durevolezza ed elasticità. Per una maggiore sicurezza, il progetto prevede anche una striscia di Led integrati sulla ruota posteriore che rendono la bici ben visibile anche nelle ore serali e notturne.

Che dire? Non crediamo che questo prototipo verrà mai commercializzato, ma è sicuramente suggestiva l’idea di rivisitare invenzioni  del passato con le più moderne tecnologie, a volte i risultati sono sorprendenti.

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