Vitamina K, a cosa serve e dove si trova

di Elle del 16 ottobre 2016

La vitamina K è una di quelle fondamentali per alcune funzioni del nostro organismo, come la coagulazione del sangue e il benessere delle ossa. Scopriamo come assumerla con l’alimentazione.

La vitamina K è costituita da un gruppo di sostanze liposolubili (naftochinoni) ed è molto utile per il benessere e il corretto sviluppo e funzionamento dell’organismo. Pur essendo poco nota tra le vitamine, è una sostanza sfortunatamente familiare a chi presenta problemi di coagulazione del sangue.

Una dieta sana e ben bilanciata solitamente è in grado di apportare questa importante sostanza.

Vitamina K, a cosa serve

In particolare, essa garantisce due aspetti fondamentali per il benessere del nostro organismo:

  • supporta i processi di coagulazione del sangue, favorendo la corretta cicatrizzazione delle ferite;
  • assicura il benessere delle ossa, contrastando l’insorgenza di patologie come l’osteoporosi.

Vitamina K, dove si trova

Nella sua forma naturale (K1), questa sostanza si trova soprattutto nelle piante, per cui si facilmente assumere con il consumo alimentare.

In particolare, ne sono ricchi alcuni alimenti:

  • ortaggi a foglia verde (spinaci, broccoli, cavolfiore, lattuga, asparagi, ecc.)
  • legumi (come la soia, i piselli e i fagioli)
  • olive
  • cereali

Altri cibi, come carne latte e latticini e frutta, ne contengono, invece, quantità più ridotte.

Gli ortaggi a foglia verde sono alimenti ricchi di vitamina K.

Gli ortaggi a foglia verde sono alimenti ricchi di vitamina K.

Vitamina K e neonati

Possibili carenze di questa vitamina si possono presentare anche nei neonati, in relazione a fattori di rischio. Tra questi, le caratteristiche del latte materno, che presenta scarsa quantità della vitamina, la scarsa capacità della placenta di lasciarla passare.

Inoltre, occorre considerare che l’intestino dei neonati inizialmente è sterile e il fegato non è subito in grado di produrre una sufficiente quantità di fattori di coagulazione.

Carenza di vitamina K

Nonostante il nostro corpo necessiti di un ridotto apporto di questa vitamina, generalmente garantito dall’alimentazione, si possono verificare delle carenze. Queste ultime si verificano soprattutto in relazione a disturbi gastrointestinali o patologie epatiche.

Altri manifestazioni di questa carenza vitaminica possono verificarsi a seguito di stati di malnutrizione cronici, che possono anche essere conseguenti alla dipendenza da alcol.

Infine, alcuni farmaci anticoagulanti possono contribuire a ridurre i livelli di questa vitamina.

Integrazione di vitamina K

In situazioni di carenza, può essere utile favorire l’apporto di questa vitamina attraverso l’assunzione di appositi integratori. In ogni caso, questa opzione deve essere valutata e prescritta da un medico, a seguito di opportuni approfondimenti diagnostici.

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