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Alghe azzurre: la forma di vita più antica, che apporta numerosi benefici

Caratteristiche, proprietà e settori di utilizzo

Le alghe azzurre rappresentano una delle forme di vita più antiche in assoluto. Risalgono a più di 3 miliardi di anni fa e, con grande probabilità, si sono conquistate il primato di essere i primissimi colonizzatori della Terra, in grado di produrre il proprio nutrimento grazie alla fotosintesi. Ricche di importanti proprietà, alcune specie sono coltivate a scopo curativo e fitoterapico.

Cosa sono le alghe azzurre

Sono batteri unicellulari procarioti ed autotrofi aventi origini antichissime. Risalgono infatti a oltre 3 miliardi di anni fa.

Sono state ritrovate sotto forma di resti fossili in Canada, Africa meridionale e Australia. Le alghe verdi-azzurre sono sono state i primi produttori di ossigeno del Pianeta e stanno all’origine sia della catena biologica che della catena alimentare.

Ne esistono circa 2.000 specie. Tra queste, troviamo le più note microalghe come la Spirulina, la Klamath e la Clorella. Molte sono edibili e, in quanto tali, considerate una delle fonti alimentari più concentrate che si conoscano. Forniscono un ottimo apporto energetico e nutrizionale.

Alghe azzurre, nomi

Comunemente sono note come cianobatteri. Scientificamente, si parla di Cyanobacteria, Cianofita, Mixoficee, Schizoficee o Cianoficee.

Perché si chiamano alghe azzurre

Perché azzurre lo sono per davvero, nel senso letterale del termine. Questi organismi assumono infatti la caratteristica colorazione azzurro-verde per la presenza della ficocianina, un pigmento verdognolo o bluastro che riesce a coprire il colore verde brillante della clorofilla alla perfezione.

Caratteristiche delle alghe azzurre

Come avviene nelle alghe brune e nelle alghe rosse, il cui colore marrone-olivastro e rossastro è dato da pigmenti (come la fucoxantina), e generalmente contengono clorofilla di tipo A e C associate a vari carotenoidi, anche nelle azzurre troviamo dei pigmenti, quali alloficocianine e le ficoeretrine.

I primi sono responsabili delle sfumature azzurre, mentre i secondi contribuiscono ad una sfumatura che vira verso il rosso. Altri pigmenti presenti sono la zeaxantina, β-carotene, mixoxantofilla ed echinone.

Oltre al loro particolare colore, le alghe azzurre sono munite di granuli di cianoficina, un composto di sostanze di riserva caratterizzato da asparagina ed arginina: aminoacidi presenti in uguali quantità.

Tali batteri sono dotati inoltre di speciali cellule, i cosiddetti eterocisti, utili per fissare l’azoto atmosferico e per convertire l’azoto elementare in ammoniaca.

Rispetto alle alghe brune e rosse, pluricellulari, possono essere spesso anche unicellulari.

Dove vivono le alghe azzurre

Vivono in ambienti molto diversi: dalle regioni polari o dalle vette innevate alle calde acque termali. Una loro caratteristica ben specifica è quella di vivere spesso all’interno di altri organismi: dai più semplici, come amebe, funghi, altre alghe e protozoi, alle piante superiori.

Riescono dunque a vivere in condizioni di vita estreme. Attraverso la sporulazione, si trasformano in spore. Quando vivono in simbiosi con i funghi, danno origine ai licheni.

Perché le alghe azzurre sono azzurre

Le alghe azzurre, o che presentano sfumature verdi-azzurrognole, vengono chiamate volgarmente ‘azzurre’ proprio per il loro colore, che viene loro conferito grazie a un pigmento chiamato ficocianina, il quale è in grado di nascondere il colore verde della clorofilla.

Nei cianobatteri, oltre al predetto pigmento, troviamo anche le alloficocianine.

Come si riproducono le alghe azzurre

Trattandosi di procarioti, le alghe azzurre si riproducono attraverso il meccanismo asessuato per scissione. I fattori principali che favoriscono la replicazione delle alghe azzurre sono le alte temperature e l’alcalinità delle acque.

Tuttavia, è comunque possibile trovare queste alghe anche da varie altre parti che non presentano tali specifiche caratteristiche.

Le alghe azzurre sono organismi acquatici ubiquitari, ovvero che sono in grado di vivere sia nelle acque termali o fredde, dolci o salate.

Cosa hanno prodotto per prime le alghe azzurre

Si ritiene che siano state i primi organismi ad aver prodotto l’ossigeno atmosferico, come scarto della fotosintesi ossigenica.

Questi organismi, come del resto tutte le alghe rosse, danno luogo a vere e proprie piattaforme carbonatiche sia in ambiente marino che lacustre.

A cosa servono le alghe azzurre

Tutte le varietà di alghe azzurre sono in grado di produrre cianotossine, tossine utili alle stesse alghe come difesa dalle altre alghe unicellulari, protozoi o microorganismi potenzialmente pericolosi.

In quanto edibili, le alghe azzurre rappresentano un’ottima fonte alimentare ricca di proteine, ferro e vitamine del gruppo B.

Proprietà e benefici delle alghe azzurre

Alcune specie di cianobatteri, come ad esempio la Spirulina e la Klamath, vengono coltivare a scopo curativo .

Una volta fatte crescere, raccolte, essiccate e liofilizzate, costituiscono una buona base per la preparazione di integratori alimentari, poiché sono ricche di proteine.

La Arthrospira platensis, in particolare, è ricca di sali minerali, vitamine ed acido gamma-linolenico, oltre che di vitamina B12.

Inserite in alcuni integratori, vantano proprietà antiossidanti, immunostimolanti ed antitumorali.

Tra le altre vitamine presenti, ricordiamo:

Ambito estetico e cosmetico

Date le peculiarità dei loro principi attivi, i cianobatteri sono spesso utilizzate anche nella formulazione di prodotti cosmetici e di cura estetica.

In particolare, vengono impiegate per la talassoterapia e l’algoterapia.

Per quanto concerne il campo cosmetico, la ricchezza in sali minerali (fra cui lo iodio ad alte concentrazioni), le rende capaci di attivare i meccanismi fisiologici negli strati profondi dei tessuti, favorendo quindi il drenaggio, la tonificazione ed il rassodamento. In tal senso, le alghe azzurre si rivelano pertanto particolarmente utili per combattere la cellulite, la ritenzione idrica e il rilassamento cutaneo.

Sono numerosi, per esempio, i benefici della clorella.

Alghe azzurre e tiroide

In generale, tutte le alghe sono controindicate per i soggetti sensibili allo iodio e per coloro che soffrono di ipertiroidismo.

Lo stesso vale quindi anche per questa famiglia di cianobatteri. In soggetti in cui il metabolismo basale è già piuttosto veloce rispetto alla media, verrebbe ulteriormente accelerato proprio dallo iodio.

Controindicazioni delle alghe azzurre

Come già detto, le alghe azzurre – e le alghe in genere – sono controindicate ai soggetti sensibili allo iodio e che soffrono di ipertiroidismo.

Le alghe sono inoltre sconsigliate anche a chi deve seguire regimi alimentari iposodici piuttosto rigidi.

Per quanto riguarda l’eventuale interazione con determinati farmaci, potrebbero interferire con gli immunosoppressori, in quanto potrebbero aumentare il funzionamento del sistema immunitario, riducendo così l’efficacia dei loro principi attivi.

Nulla è stato accertato in termini di sicurezza circa la loro assunzione in gravidanza e allattamento.

Infine, sono sconsigliate anche in caso di malattie autoimmuni e di fenilchetonuria.

Contaminazioni da alghe

Come tutte le alghe, anche quelle azzurre possono essere soggette alla possibile contaminazione da parte di microcistine o metalli pesanti e sostanze tossiche. Purtroppo, si tratta di un problema che interessa la gran parte delle falde acquifere del Pianeta.

Eventuali contaminazioni potrebbero causare danni epatici, male allo stomaco, nausea, vomito, sete, debolezza, accelerazione del battito cardiaco e shock. Nei casi più gravi, si può addirittura arrivare ad esiti fatali.

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Published by
Federica Ermete

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