Barbaforte: proprietà benefiche e usi in cucina del rafano rusticano

di Elle del 8 febbraio 2018

Utilizzata nella cucina popolare e nella tradizione erboristica, la barbaforte è una radice che sprigiona un’essenza molto aromatica e piccante. Scopriamone le proprietà terapeutiche e gli usi in cucina.

Barbaforte: proprietà benefiche e usi in cucina del rafano rusticano

La barbaforte (Armoracia rusticana) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Crucifere. È conosciuta anche con altri nomi, come rafano rusticano o rafano tedesco oppure ancora cren.

Possiede notevoli proprietà terapeutiche ed è diffusamente impiegata in cucina per il suo particolare gusto. La radice si usa cruda, grattugiata oppure se ne ricava una gustosa salsa.

Barbaforte pianta

Questa pianta rustica perenne fiorisce in estate. Essa produce fiori piccoli e bianchi e presenta grandi foglie ruvide. Cresce in terreni asciutti e fertili ed è originaria delle zone dell’Europa Orientale.

Viene coltivata anche in Europa, America del Nord e Asia occidentale soprattutto per ricavarne una salsa. In Italia è diffusa in particolar modo in Trentino Alto Adige e in alcune regioni meridionali.

La varietà asiatica usata in Giappone è verde e impiegata per ottenere il wasabi con cui accompagnare il sushi. La varietà di colore marroncino, invece, internamente possiede una polpa biancastra e ha un odore abbastanza neutro.

Tagliata e schiacciata, invece, presenta un gusto dolce e leggermente piccante con intense note aromatiche e balsamiche. Il sapore pungente tipico della radice è dovuto alla presenza di un olio essenziale in essa contenuto.

Quando la si grattugia sprigiona un’essenza molto piccante in grado di provocare irritazione delle mucose e lacrimazione.

barbaforte

Barbaforte: la radice della pianta contiene un olio essenziale responsabile del suo gusto pungente e leggermente piccante.

Barbaforte valori nutrizionali

Anche nella tradizione popolare sono riconosciute numerose proprietà terapeutiche a questo particolare tubero. Dal punto di vista nutrizionale è essenzialmente formato da acqua e da un’abbondante quantità di fibre. Presenta un’elevata concentrazione di vitamine, in particolare del gruppo B1 e C.

Aiuta in questo modo a rafforzare il sistema immunitario. Contiene anche numerosi sali minerali, tra cui soprattutto zolfo, potassio, fosforo, ferro, silicio e cloro. I componenti più importanti di questo tubero sono i glucosinati, sostanze inodori e insapori. Queste però si trasformano in isotiocianati, in grado di attribuire il tipico sapore pungente e piccante del cren.

Barbaforte proprietà

Innanzitutto questa pianta possiede importanti proprietà antibatteriche grazie ad un glucosinato, la sinigrina, contenuta anche nella senape. Il rafano rusticano presenta, inoltre, virtù espettoranti e depurative. Per questo si rivela utile come rimedio naturale per alleviare i sintomi in caso di bronchiti o altre affezioni dell’apparato respiratorio.

Permette anche di ottenere benefici sulla circolazione sanguigna e ha efficacia analgesica su dolori muscolari e artrite. Utile anche per problemi a carico dell’apparato digerente, favorisce la produzione della bile e stimola la digestione.

Come potente stimolante gastrico aiuta anche a combattere il senso di inappetenza. Esercita, inoltre, un’azione diuretica stimolando la produzione di urina. La pianta, infine, è utile anche per uso esterno in caso di irritazioni della pelle o eczemi e scottature.

Barbaforte controindicazioni

Il consumo del rafano è sconsigliato per le donne in gravidanza o in fase di allattamento e per i bambini. Meglio evitarne l’assunzione anche in caso di gastriti, ulcere e patologie a carico delle vie urinarie. In generale, un consumo eccessivo rischia di provocare irritazione alle mucose.

Anche chi soffre di compromissioni renali dovrebbe farne un uso molto moderato. Si tratta, inoltre, di un alimento poco idoneo per soggetti affetti da una condizione di ipotiroidismo. Le sostanze presenti nella radice potrebbero, infatti, ulteriormente compromettere la funzionalità della tiroide.

Per l’uso esterno, infine, è sempre opportuno valutare preventivamente un’eventuale ipersensibilità individuale. Alcune sostanze presenti nella pianta rischiano di produrre effetti collaterali. In particolare possono presentarsi nausea, mal di testa o bruciore agli occhi.

Barbaforte: dove si compra?

Non sempre facilmente reperibile in Italia, questo tubero si trova in commercio anche come sott’aceto. Presente soprattutto nella tradizione gastronomica del Triveneto e della Basilicata, è stato a lungo poco conosciuto.

Gradualmente si sta assistendo ad una riscoperta di questo tubero e delle sue preziose proprietà. Tuttavia, potrebbe risultare introvabile nei piccoli mercati ortofrutticoli di alcune realtà regionali.

Ricette con la barbaforte

Questo tubero non è conosciuto in tutta Italia ma è tipico delle tradizioni gastronomiche di alcune regioni. In generale, la radice del rafano può essere consumata sia fresca oppure grattugiata per ottenerne una salsa. La radice fresca, tagliata alla julienne, può essere utilizzata come ingrediente da aggiungere alle insalate.

barbaforte

Barbaforte: può essere affettato e aggiunto alle insalate o inserito nelle minestre come condimento.

Può essere anche usata per accompagnare patate, legumi o per il condimento di minestre. Il rafano può essere grattugiato e mescolato con aceto e pangrattato per ottenere la salsa di cren. Quest’ultima viene impiegata soprattutto per accompagnare secondi a base di carne o arrosti.

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