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Fiori di montagna, spettacolari opere d’arte della natura

Tante specie che puoi incontrare suddivise per colore e le app per riconoscerle

Dalla rara stella alpina al magico botton d’oro, i fiori di montagna sono davvero tanti e tutti bellissimi. Hanno forme particolari e soprattutto colori straordinari. Alcuni crescono solo a determinate quote.

Contenuti

A meno che non siate esperti botanici, di sicuro ne saprete riconoscere pochi… Ma se l’argomento vi interessa, ecco qui un articolo in cui abbiamo passato in rassegna alcuni tipi di fiori, tra quelli che più facilmente è possibile incontrare in montagna.

Ricordate che, quasi sempre, si tratta di specie protette: ammiratele, fotografatele ma non raccoglietele!

Fiori di montagna blu

I fiori blu, rari e abbastanza inusuali, sono una prerogative delle specie di montagna. Ecco quale esemplare.

Genziana e Genzianella (Gentiana acaulis – Gentiana verna)

Tra un blu brillante e un viola intenso, la genziana, o meglio le genziane (ce ne sono davvero tanti tipi, circa 400!) è un fiore a forma tubolare con 5 petali disposti in modo da formare una stella.

Genziana in una pendice di montagna

Sbocciano in alta quota, camminando sopra i 1000 metri di altitudine, non è difficile incontrarle in estate.

Delphinium (spennella)

Pianta di altezza variabile (fra 50 e 200 cm) che teme il caldo e si trova prevalentemente in zone fresche o fredde. In giugno-agosto emette una spiga floreale con piccoli e numerosi fiori.

Delphinium (spennella)

I colori sono vari e, oltre alle tinte classiche dal bianco al rosa, si riconoscono le affascinanti sfumature dell’azzurro del blu.

Scilla Silvestre (Scilla bifolia L.)

Pianta di 10-20 cm che presenta 2 lunghe foglie lunghe fino a 10cm. Le infiorescenze, costituite da 2-8 fiori, sono a loro volta composte da 6 petali disposti a forma di stella di un bel colore blu intenso. Questa pianta vive in boschi decidui e umidi, e fiorisce tra marzo e aprile. Possibile anche, ma più raramente, incontrarne esemplari bianchi o rosa.

Scilla Silvestre (Scilla bifolia L.)

Vedovella alpina (Globularia nudicaulis L.)

In piena estate, su prati sassosi e calcarei, dal fondovalle fino a 2600 metri di altitudine, è abbastanza facile incontrare questa pianta di 5-25cm, un’erbacea caratterizzata da rosette solitarie. Con foglie obovate, rotondeggianti all’apice, e lunghe quasi tutto il fusto, i suoi capolini blu sono larghi 15-25mm.

Vedovella alpina (Globularia nudicaulis L.)

Muscari ignorato (Muscari neglectum Guss.)

Pianta di 10-20cm con 3-6 foglie strette e lineari, semicilindriche e un po’ flaccide. Tra aprile e maggio fanno la loro comparsa dei fiori profumati di forma ovoidale, di colore blu con bordo bianco, lunghi 4-5mm. Diffusa sui dirupi assolati e i prati poveri.

Muscari ignorato (Muscari neglectum Guss.)

Lino celeste (Linum perenne L.)

Pianta di 20-80cm con molti fusti. Ha foglie lanceolate larghe 1-2mm, rugose sul margine. Vive su prati poveri e pinete aride; tra giugno e agosto fanno la loro comparsa delicati fiori blu pallido.

Lino celeste (Linum perenne L.)

Fiordaliso (Centaurea cyanu L.)

Pianta che purtroppo sta diventando sempre più rara.

Alta 30-80cm con pelosità feltrosa-bianca, ha foglie lanceolate larghe 2-5mm. I capolini floreali solitari, di circa 2-3cm di diametro, sono blu, e compaiono nel periodo giugno-ottobre

Fiori di montagna viola

Appariscenti e decisi sono poi i fiori di montagna purpurei. Eccone alcuni.

Crocus (Crocus vernus)

Meravigliosi fiori che fanno la loro comparsa a inizio primavera, quando l’ultima neve non si è ancora del tutto sciolta. Dal bianco al viola, i suoi piccoli fiorellini (meno di 10 cm) con 6 leggeri petali, riempiono i prati. Avere la fortuna di trovarsi di fronte ad un’intera distesa è l’occasione per fare una foto straordinaria.

Anemone (Anemone sulphurea – Anemone pulsatilla)

Di anemoni se ne trovano tantissimi, non tutti appartenenti alla stessa famiglia.

Nei prati in alta montagna si possono trovare gli anemoni gialli dalle foglie pelose, conosciuti come Anemone sulfurea, e la Pulsatilla montana, un anemone dal colore viola-bordeaux scuro con stelo peloso. Questi fiori bellissimi sono protetti: vietato raccoglierli.

Anemone (Anemone sulphurea – Anemone pulsatilla)

Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus)

Nota anche con il nome di “pianella della Madonna”, si tratta di un’orchidea con foglie verde intenso e fiore di color bruno-violaceo con il labello di un bel giallo acceso.

Come suggerisce il nome stesso, la forma di questo fiore è molto particolare: ricorda infatti una pantofola!

Anche in questo caso, si tratta di una pianta protetta, da ammirare e lasciare dov’è.

Campanule (Campanula spp.)

Come per le genziane, anche di campanule se ne trovano di numerosissime specie. Le diverse varietà differiscono per altezza e dimensione nonché per colore dei fiori (le più diffuse sono gialle e viola).

Clematide alpina (Clematis alpina)

Piccola pianta perenne, rampicante a foglie caduche, che all’inizio della stagione estiva produce graziosi fiori di color lilla. È molto diffusa nei boschi montani.

Clematide alpina (Clematis alpina)

Elleborina comune

Conosciuta anche come Mughetto pendolino, è una pianta erbacea perenne con fusto eretto robusto e flessuoso, alto 15–100 cm (e spesso 30–60 cm). Presenta dalle 4 alle 15 foglie, di forma ovato-ellittica e inserite a spirale. I fiori peduncolati, e poco profumati, sono rosa-violaceo con evidenti nervature.

Cresce nei boschi di latifoglie (quercia, castagno, faggio), radure, margini dei boschi, cespuglieti e su terreni ricchi di humus da 50 a 2000 metri, con predilezione per le zone ombrose o a mezz’ombra.

Erba unta amalfitana (Pinguicula crystallina subsp.hirtiflora)

Pianta erbacea perenne alta 5–10 cm, con rosetta basale di foglie a lamina oblanceolata spesso involute ai margini. Da marzo a maggio fiorisce e compare un solo fiore campanulato, con sperone verdastro rivolto verso il basso lungo circa 1 cm; i petali, bilobati o trilobati, vanno dall’azzurro al viola, con parte centrale bianca e tubo interno giallo.

Cresce bene su rupi calcaree, terreni serpentinosi, paludi con sfagno e prati umidi, da 300 a 1700 metri di altitudine. In Italia è diffusa in Campania, sui Monti Lattari e sulla Penisola Sorrentina, e in Calabria.

Giaggiolo susinario (Iris graminea L.)

Appartenente alla famiglia delle Iridaceae, si tratta di una pianta erbacea perenne, alta 40–60 cm con foglie lineari e appiattite (larghe circa 1 cm e lunghe 30-80 cm). I fiori, che fanno la loro comparsa nei mesi di maggio e giugno, vanno da 1 a 3, hanno diametro di 5-6 cm e presentano un peduncolo circondato da spata erbacea con sfumature gialle e violette.

Il termine “iris”, dal greco, significa “arcobaleno” e si riferisce alle sfumature di colore che caratterizzano i fiori; il nome comune si riferisce invece al profumo emanato dai fiori che ricorda quello della susina.

Cresce in boscaglie, bordi dei boschi e radure, ad un’altezza variabile da 0 a 900 metri.

Orchis colemanii

Della famiglia delle Orchidaceae, è una pianta alta tra 10 e 30 cm. Da aprile a giugno compaiono i fiori, in genere color rosato o viola chiaro, con il labello trilobato e di colore oscillante tra il giallo e il viola.

Molto diffusa nell’Italia centro-meridionale, cresce bene nei prati e nei pascoli sassosi, macchie, margini dei boschi, preferibilmente su calcare, da 0 a 2000 metri di altezza.

Fiori di montagna gialli

Molto diffusi, vediamo ora i fiori più solari che è possibile incontrare in montagna.

Botton d’oro (Trollius europaeus)

Di un giallo intenso, il botton d’oro merita il suo nome per la sua bellezza ma soprattutto per la somiglianza ad un vero bottone! denominato anche ranuncolo di montagna, ha uno stelo lungo tra i 20 e i 50 centimetri. Si tratta tuttavia di una pianta velenosa, meglio accontentarsi di ammirarla ed evitare di toccarla.

Botton d’oro (Trollius europaeus)

Anemone

Come più sopra già detto, di anemoni ce ne sono davvero tanti.

Nei prati di alta montagna è abbastanza facile imbattersi in anemoni gialli, con foglie pelose, conosciuti come anemone sulfurea. Di contro, la pulsatilla montana, è invece un anemone viola-bordeaux scuro con stelo peloso. Specie protetta, vietato raccogliere i suoi fiori.

Ambretta strisciante

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, è una pianta erbacea perenne alta da 10 a 30 cm con foglie per lo più basali a rosetta. Nota anche come Cariofillata delle pietraie,

i suoi habitat naturali sono costituiti da pietraie, morene, macereti, ghiaioni e detriti, per lo più su fondo siliceo, da 1900 a 3400 metri di quota. In piena estate (luglio e agosto) compaiono i fiori: di diametro di 3-4 cm, sono isolati e di un bel giallo vivo, con 6 – 7 petali.

Arnica

Nota soprattutto per le sue proprietà medicamentose, l’arnica è una pianta erbacea perenne alta 20 – 60 cm, con fusto eretto e peloso provvisto di 2-4 rami. Le foglie basali sono riunite in rosetta mente il capolino è costituito da un fiore giallo-arancione, in genere solitario, talvolta in gruppi di 2-4 esemplari.

Conosciuta anche come Arnica montana e Tabacco di montagna, cresce in prati e pascoli, nonché su brughiere su terreno acido tra 500 e 2800 metri di altitudine. Si trova sull’intero arco alpino.

Borracina acre

Pianta erbacea perenne alta 5-15 cm, con fusto esile e strisciante. Le foglie sono ovali e carnose, lunghe 2-6 mm e disposte a spirale su diverse file. L’infiorescenza, presenta 1-3 fiori caratterizzati da 5 petali ciascuno di color giallo oro, lunghi 5–7 mm. Cresce su rupi, muri, ghiaie, rocce e prati asciutti da 0 a 1800 metri di quota.

Presente in tutta Italia, isole comprese, è comunque più frequente al nord e al centro.

Cariofillata montana

Chiamata anche Ambretta montana, si tratta di una pianta molto diffusa sull’intero arco alpino e sull’Appennino Tosco Emiliano. In particolare, cresce bene su pascoli alpini e subalpini, su terreno acido tra 1500 e 2800 metri di quota.

In piena estate, tra giugno e agosto, ecco comparire una fioritura molto appariscente, caratterizzata da 5 o 6 petali giallo oro, più lunghi del calice del doppio.

Cinquefoglia comune

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, si tratta di una pianta erbacea perenne con fusto strisciante. Le foglie basali sono riunite in una rosetta, mentre quelle del fusto sono simili ma più piccole. Da maggio a settembre compaiono i fiori: solitari e con petali giallo oro smarginati all’apice e cuneati alla base.

Comune in tutta Italia, si trova lungo i sentieri, le zone incolte, i ruderi, i prati erbosi e i luoghi umidi, da 0 a 1600 metri di quota.

Costolina alpina

Appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è una pianta erbacea perenne con fusto eretto semplice avente diametro di 3-6 mm, e ingrossato fino a 8-15 mm sotto il capolino fiorale. Le foglie basali (lunghe 9-15 cm e larghe 2-3 cm) sono raccolte in rosetta e presentano forma lanceolata con margine dentellato e aspetto superficiale ruvido a causa di peli rigidi.

L’infiorescenza, che compare da luglio a settembre, presenta un unico capolino emisferico apicale con diametro di 4-7 cm di colore giallo dorato.

Presente su tutto l’arco alpino, il suo habitat naturale è caratterizzato da luoghi erbosi magri e sassosi, brughiere alpine su substrato acido, da 1500 a 2600 metri.

Cresta di gallo apuana

Pianta erbacea annua con foglie opposte di forma ovato-lanceolata e fiori di colore giallo, a differenza di altre congeneri che presentano fiori violacei.

Specie tipica delle Alpi Apuane e dell’Appennino Lucchese, cresce sia su terreni calcarei che silicei, senza particolari esigenze, da 300 a 1700 metri.

Si tratta di una pianta inclusa nella Lista Rossa Toscana delle specie vegetali protette.

Draba di Bertoloni

Della famiglia delle Brassicaceae, è una pianta perenne sempreverde, alta 5-15 cm, con fusti legnosi. Le foglie verde scuro sono rigide e glabre con 8-10 setole su ogni lato delle due facce. I fiori, che compaiono tra maggio e giugno, sono piccoli, gialli e a 4 petali.

Cresce su pietraie, ciottoli, detriti, fessure delle rupi a substrato calcareo o siliceo, da 1450 a 1945 metri di quota.

Genepì dei ghiacciai

Noto anche come Artemisia genepì nero, Genepì nero, Assenzio nero, Assenzio dei ghiacciai… è una specie appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Pianta erbacea perenne aromatica, dalle sfumature argentee, alta 5-15 cm con base del fusto parzialmente lignificata, interamente ricoperta da una densa pelosità biancastra. Le foglie basali formano un cuscinetto grigio-argenteo. Per quanto riguarda la fioritura, ogni capolino presenta diametro di circa 4-6 mm ed è formato da 30-40 fiori tubulosi con corolla gialla circondata da un involucro lanoso grigiastro.

Tipica delle Alpi Occidentali, cresce su rupi e detriti morenici (più raramente pascoli pietrosi o rocciosi) a quote che vanno da 1800 a 3300 metri.

Ginestra stellata

Piccolo arbusto alto 20 – 60 cm con fusto legnoso molto ramificato. Le foglie sono opposte e sessili, l’infiorescenza è costituita da un capolino di 2–8 fiori peduncolati di color giallo carico.

Presente fra 200 e 1700 metri di quota in tutto il nord, sia sulle Alpi che nell’Appennino Settentrionale, è anche presente in altre sezioni appenniniche della Toscana, delle Marche, dell’Umbria, dell’Abruzzo e del Molise.

Linaria

Conosciuta anche come Linajola comune, Lniajola campestre, Tentennino ed Erba strega, si tratta di una pianta erbacea perenne alta 30-80 cm con fusto eretto ramoso e peloso nella parte superiore. Le foglie sono sessili, alterne, acute, i fiori eliotropici, peduncolati con corolla di colore giallo zolfino

Presente in tutta Italia, tranne in Sicilia, fiorisce da giugno a novembre e cresce bene in zone aride ed assolate, bordi delle strade, prati incolti, ruderi da 0 a 1500 metri.

Narciso trombone

Noto anche come Giunchiglia o Narciso giallo, è una pianta erbacea annuale bulbosa alta 20-40 cm, con foglie basali lunghe e strette, colore verde chiaro. Da marzo a maggio compaiono i fiori: solitari e sorretti da una spata di colore pallido, presentano una grande e vistosa corolla con diametro pari a 35-50 mm di colore giallo intenso.

Presente in molte zone della penisola italiana, il suo habitat naturale è costituito da prati umidi, boscaglie e pascoli da 0 a 2100 metri.

Piè di gallo

Appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae, si tratta di una pianta erbacea perenne alta circa 10 cm, con fusto glabro e quasi lucido. Le foglie, in prevalenza basali, sono lungamente picciolate; mentre i fiori, che fioriscono da gennaio ad aprile, hanno un diametro di 2–3 cm, presentano 5-8 sepali di colore giallo limone e altrettanti piccoli petali tubuliformi e nettariferi.

Presente in tutta Italia, tranne in Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, si trova sui margini di prati e campi, bordi di torrenti e fossi, arbusteti, da 100 a 700 metri si altitudine.

Fiori di montagna bianchi

Stella alpina

Il fiore di montagna per eccellenza. Il suo vero nome è Leontopodium alpinum. In genere cresce in zone molto secche e assolate, come le pareti rocciose, ad un’altitudine compresa tra i 1700 e 3400 metri. Specie protetta, vietato raccoglierla!

Stella Aplina (Edelweiss)

Bucaneve

Tra i fiori di montagna, un altro esemplare universalmente noto è questo. Come il nome stesso suggerisce, è uno dei primi fiori ad apparire alla fine dell’inverno. Molto resistente alle basse temperature, presenta piccoli fiori bianchi che le hanno valso l’attributo di “simbolo di purezza”.

Bucaneve

Mughetto

Profumatissimo fiore bianco dalla forma a campanula, il mughetto nasce e fiorisce spontaneamente in alta quota. Nonostante sia molto bello da vedere, è molto velenoso in ogni sua parte.

Carlina acaulis

Pianta spinosa che forma capolini durevoli che vengono spesso essiccati. Spontanea sui monti in Italia, anche in alta quota, si tratta di una specie protetta e non va né raccolta né estirpata. Resiste al freddo intenso, mentre i suoi fiori sbocciano in estate: capolini costituiti da squame che si aprono a stella con il tempo secco e si chiudono con l’umido. I francesi hanno soprannominato questa pianta “barometro”.

Achillea moscata

Pianta erbacea perenne alta 10-20 cm, quasi completamente glabra con foglie verde chiaro. L’infiorescenza, biancastra, è formata da numerosi capolini composti da 5-12 fiorellini.

Il suo habitat naturale sono i luoghi sassosi e rocciosi delle Alpi, da 1400 a 2800 metri. In Italia si trova in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto.

Dalle sue foglie si estraggono un olio essenziale e una sostanza amara (l’achilleina) ampiamente utilizzata per l preparazione di liquori e digestivi a base di erbe alpine.

Androsace carnicina

Appartenente alla famiglia delle Primulaceae, è nota anche come Gelsomino di montagna.

Pianta erbacea perenne alta 2-8 cm con foglie lineari, talvolta dentate, più o meno carnose, glabre o con peli ramificati. Al centro della rosetta si trova lo scapo che porta un’ombrella con 3 – 5 fiori, ognuno dei quali presenta diametro di 5 – 9 mm ed è caratterizzato da 5 petali obovati e arrotondati di colore bianco o rosa.

Specie endemica delle Alpi Occidentali, è presente in Piemonte, in Valle d’Aosta e nelle attigue valli in territorio francese. Cresce ad una quota compresa tra i 1500 e i 3000 metri.

Arabetta alpina

Pianta erbacea perenne alta 5-40 cm con fusti fioriferi ascendenti ed eretti. Le foglie sono pelose e fortemente dentate, i fiori sono raccolti in infiorescenze, ognuno caratterizzato da 4 petali di forma ovata e di colore bianco.

Presente sui rilievi di tutta Italia, tranne in Sardegna, cresce su terreni ghiaiosi e con substrato calcareo, da 100 a 3000 metri di quota.

Camedrio alpino

Nota anche come Driade, fa parte della famiglia delle Rosaceae.

Si tratta di una pianta perenne nana artico-alpina alta 8-12 cm a portamento strisciante. In piena estate fanno la loro comparsa fiori solitari, molto decorativi (di 2-4 cm di diametro), con petali ellittici color bianco-candido. Di solito hanno 8 petali, ma possibile osservarne anche 7, 9 e addirittura 10.
Cresce bene su pascoli sassosi, rupi, pendii, ghiaia fine e detriti consolidati su terreno calcareo, da 1500 a 2600 metri di quota. Eccezionalmente raggiunge i 3000 metri, ad esempio sulle Dolomiti (Monte Pelmo).

In Italia è diffusa sull’intero arco alpino.

Carlina segnatempo

Denominata anche Carlina bianca e Cardo di S.Pellegrino, ha foglie basali coriacee e spinose disposte a rosetta, al centro è presente il fiore, piuttosto appariscente (può infatti raggiungere i 15 cm di diametro). Nel dettaglio, il capolino è circondato da brattee, quelle esterne fogliari, le mediane brune e spinose, e quelle interne lineari di colore bianco.

Comune nel centro e nel nord Italia, cresce fino a 2200 metri di quota.

Cinquefoglia biancastreamiglia

Chiamata anche Potentilla alba, è una pianta erbacea perenne alta da 5 a 25 cm, con fusto legnoso strisciante di colore bruno. Le foglie sono di colore verde scuro con pagina inferiore bianco-argentea. I fiori, che compaiono in genere tra aprile e maggio, sono spesso solitari, con diametro di 12-22 mm e presentano 5 petali bianchi.

Diffusa nel nord Italia, cresce prevalentemente nei boschi misti (spesso castagneti), ai margini dei boschi, nelle peccete, nei prati e in pascoli aridi, collinari e montani, da 0 a 1600 metri di quota.

Latte di gallina

Appartenente alla famiglia delle Liliaceae, si tratta di una perenne che cresce su qualunque terreno con vegetazione rada da 0 a 1500 m di altezza. Non teme l’aridità né il terreno calcareo ed è quindi comune anche ai lati delle strade o nei terreni incolti.

Tra aprile e maggio ha luogo la fioritura; l’infiorescenza è costituita al massimo da una ventina di fiori bianchi di forma stellare. Larghi 4 cm e con una banda verde sulla parte inferiore dei petali, quando il cielo si rannuvola si chiudono.

L’intera pianta è tossica, e il suo nome deriva dal lattice bianco che fuoriesce dallo stelo del fiore quando viene spezzato.

Peverina a foglie strette

Pianta erbacea perenne alta 15 – 40 cm, con fusto strisciante e rami fioriferi eretti. Le foglie sono oblunghe, opposte, in genere ricurve lungo il bordo. La fioritura avviene da maggio ad agosto.

Presente praticamente in tutt’Italia, il suo habitat naturale sono i prati poveri, i pascoli e i bordi delle strade, da 0 a 2900 metri di quota.

Piroletta soldanina

Pianta erbacea perenne alta 5 – 12 cm, con foglie raccolte in rosetta basale, finemente dentellata, color verde chiaro. La corolla è pendula (diametro 10-25 mm) ed è formata da 5 petali bianchi, ovati, un po’ cerosi e ristretti verso la cima.

Diffusa nei boschi di conifere, soprattutto peccete, su suolo acido ricco di humus, in stazioni ombreggiate da 900 a 2300 metri.

Tesio alpino

Piuttosto comune sulle Alpi, cresce in prati e pascoli alpini e subalpini, su suoli secchi e sassosi ma freschi, da 1100 a 2400 metri di quota.

Si tratta di una pianta erbacea perenne alta 10-30 cm, foglie lineari e alterne con lunghezza compresa tra 1 e 4 cm e larghezza tra 1 e 4 mm, di color verde giallastro ad una sola nervatura. I fiori, di diametro di 2-4 mm, presentano 4 piccoli tepali bianchi internamente e verdastri esternamente.

Fiori di montagna fucsia

Vediamo ora qualche fiore che è possibile incontrare durante una passeggiata in montagna e con non può passare inosservato per la sua tinta cangiante.

Nigritella

Dal colore e dal profumo intensi, la nigritella è un piccolo fiore di alta montagna. Un bottoncino fucsia che spicca in cima ad uno stelo di circa 10 cm. Emana un gradevolissimo aroma dolciastro che ricorda la vaniglia e il cioccolato.

Si tratta di una piccola orchidea ed anche questa è una specie protetta. Esiste anche la versione rosa-rosso intenso, conosciuta come Nigritella rubra.

Sassifraga Biflora

Pianta erbacea perenne nana (è alta appena 1-5 cm), dal portamento prostrato. Le foglie sono opposte, da rotonde a obovate, di un bel verde acceso , mentre i fiori, che compaiono in agosto, si presentano a gruppi di 2 – 9 elementi con petali, ben distanti fra loro, di colore variabile tra il rosa e il rosso carminio con interno giallo.

Cresce a quote comprese tra i 2100 e i 3000 metri. In Valle d’Aosta raggiunge quote anche più elevate, e sul Cervino è stata trovata all’incredibile quota di 4200 metri!

La sorprendente Sassifraga Biflora

Fiori di montagna verdi

In montagna è anche possibile incontrare bellissimi fiori dall’insolito colore verde. Ecco qualche esempio.

Dafne Laurella

Arbusto a foglie sempreverdi alto da 30 a 120 cm, con fusto legnoso color grigio – rosato e foglioso verso l’apice. Le foglie, di forma obovato-lanceolata, sono coriacee e di colore verde lucido nella pagina superiore, possono raggiungono i 12-15 cm di lunghezza. Da febbraio ad aprile fanno la loro comparsa i fiori, raccolti in racemi ascellari, e di colore verde-giallastro.

Presente in tutta Italia, da 200 a 1000 metri di quota, e il suo habitat naturale sono i boschi di latifoglie (querce, carpino, castagneti). Predilige le aree dalla bassa collina alla zona submontana, risultando pertanto assente in pianura.

Si tratta di una pianta velenosa in tutte le sue parti.

Elleboro verde

Pianta erbacea perenne con fusti alti fino a 30-50 cm, con grandi foglie basali. I fiori, del tutto privi di profumo, sono di colore verde e fioriscono prima della fine dell’inverno; hanno un diametro di 3-5 cm e risultano rivolti verso il basso.
Si trova perlopiù in zone boscose ombreggiate, da 0 a 1600 metri di altitudine.

Gramignola alpina

Appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, si tratta di una pianta erbacea perenne artico-alpina alta 4-12 cm. Glabra e con fusto semplice ed eretto, presenta foglie che possono essere più lunghe dell’infiorescenza, risultando pari a 30 – 60 mm, con larghezza di 1,5 – 2 mm. L’infiorescenza è costituita da una spiga apicale (lunga 1,5 – 4 cm), semplice ma densa, di forma cilindrica, con 5 – 15 fiori piccoli ed inodori, di color verdastro sfumate di viola verso l’esterno.

Diffusa in praterie alpine e subalpine, cresce ad altitudini variabili dai 1600 ai 2700 metri. In Italia è presente solo sulle Alpi ma, a causa delle sue ridotte dimensioni e il colore poco appariscente, difficilmente si riesce a notare.

Veratro comune

Della famiglia delle Liliaceae, è una pianta erbacea perenne alta da 50 a 150 cm, conosciuta anche come Elabro, Elleboro bianco, Velatro, Giglio verde, Veratro bianco e Falsa genziana.

In piena estate, da giugno ad agosto, compaiono i fiori: raccolti in una pannocchia all’apice del fusto, sono numerosi e di color verdastro o giallo-verdastro.

L’intera pianta emana un odore poco gradevole.

Presente in Italia sulle Alpi e sull’Appennino (si spinge fino alla Campania), cresce in pascoli, praterie, boschi cedui, presso fonti o in luoghi umidi, a quote comprese tra 800 e 2200 metri.

Fiori di montagna protetti

Come avrete capito passando in rassegna la nostra dissertazione, alcune specie di fiori di montagna sono protette. È possibile ammirarli, fotografarli, ma e assolutamente vietato coglierli.

Si tratta di ferree normative che rientrano in un più ampio progetto di tutela e salvaguardia ambientale diffuse in tutte le regioni del nostro Paese.
Va infatti ricordato che l’importanza dei fiori riguarda il fatto che sono molto utili quale fonte alimentare per uccelli, insetti e mammiferi.

Sul sito del Ministero dell’Ambiente, è possibile consultare un lungo e dettagliato elenco della flora italiana protetta.

Tra i fiori più comuni, che assolutamente vanno lasciati dove sono, ricordiamo il bucaneve, la campanula, il ciclamino e la genziana. Ed ovviamente la rara stella alpina, simbolo per eccellenza della flora montana.

Come riconoscere i fiori di montagna

Quando si cammina sui sentieri di montagna è abbastanza facile imbattersi in una o più delle specie sopra descritte, un po’ più difficile saperle riconoscere ed attribuire ad ognuna il nome corretto.

Ma la tecnologia oggigiorno ci viene in soccorso!

Da qualche anno a questa parte, sono infatti disponibili varie App per Android e iOS dedicate proprio al riconoscimento di erbe, piante e fiori. Utilissime per riconoscere i fiori di montagna, ma anche la classica pianta misteriosa che si incontra appena usciti di casa.

Ecco le principali:

Pl@ntnet

Scaricabile in italiano da PlayStore e App Store, è una delle migliori applicazioni fra quelle gratuite.

Si scatta una foto del fiore che si vuole riconoscere e questa viene messa in relazione con un database di altre immagini catalogate in moda da individuare le più probabili corrispondenze.

L’individuazione delle corrispondenze può ancor più raffinata attivando il sistema di geolocalizzazione dello smartphone.

Herbarium

Applicazione gratuita in lingua italiana disponibile soltanto per Android.

Si tratta di un vasto erbario offline in cui la consultazione, e l’identificazione della specie designata, non avviene tramite confronto automatico con l’immagine acquisita dalla fotocamera, ma attraverso una progressiva spunta dei caratteri dell’elemento che si vuole identificare (colore, numero di petali…).

C’è la sezione “Le mie erbe” dove è possibile catalogare e georeferenziare tutti i propri avvistamenti di piante e fiori.

iForest

Applicazione in lingua italiana disponibile sia per Android che iOS.

Si tratta di un progetto messo a punto dall’Ufficio federale svizzero dell’Ambiente, focalizzato sul riconoscimento e l’acquisizione di informazioni sulle principali specie arboree e arbustive del Centro Europa.

Vi è un database che contiene oltre 2000 piante, ognuna delle quali è associata a una dettagliata scheda testuale e una gallery di 16 immagini, dai semi fino alla chioma.

È possibile procedere ad un riconoscimento basato sulla selezione e l’incrocio di diversi campi di ricerca, oppure attraverso la fotografia della pianta acquisita con il proprio smartphone.

Rispetto alle altre sopra citate, in questo caso l’applicazione è a pagamento: 15,99 euro, e il 10% dei proventi derivanti dalle vendite della App viene devoluto a Bergwaldprojekt, fondazione che si dedica a promuovere la conservazione, la cura e la protezione del bosco e del paesaggio rurale nelle regioni di montagna.

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Published by
Federica Ermete

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