Giverny: la casa e i giardini di Claude Monet, quando la Natura è Arte

di Salvo del 23 dicembre 2017

Giverny è conosciuta nel mondo grazie ai quadri di Claude Monet. Qui il pittore francese, uno dei padri dell’impressionismo, visse dal 1883 fino alla morte, avvenuta nel 1926, traendone grande ispirazione e consegnando questo villaggetto all’immortalità grazie alle sue opere.

Giverny: la casa e i giardini di Claude Monet, quando la Natura è Arte

Ogni anno più di mezzo milione di turisti si reca a Giverny, in Normandia, per visitare un luogo magico visto soprattutto nei dipinti.

Si tratta di un’affascinante casa colonica rosa con persiane color verde smeraldo, incastonata tra aiuole brillanti che traboccano di tulipani, lavanda o girasoli, a seconda della stagione. I visitatori seguono le indicazioni che li portano attraverso un’oasi di salici piangenti e bambù, si aggirano lungo uno stagno pieno di ninfee e altre piante galleggianti, prima di attraversare una familiare galleria fiorita e vedere un altrettanto noto ponte giapponese coperto di glicine.

La cosa che realizzano in questa indimenticabile passeggiata è che, oltre ad essere un elemento di ispirazione per le opere di Monet, questi giardini sono essi stessi un’opera d’arte. Un pensiero non dissimile a quello che doveva avere avuto Marcel Proust, quando poco più di un secolo fa scrisse che Giverny era una “trasposizione dell’arte“.

Oggi, la casa di Claude Monet e i suoi giardini, il luogo dove il maestro impressionista ha vissuto e lavorato per quasi tutta la seconda parte della sua vita, sono un luogo di pellegrinaggio non solo per gli amanti dell’arte, ma anche per gli appassionati di botanica.

Di recente il governo francese ha chiesto che questo sito venisse inserito tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO. La circostanza non sorprende affatto chi ha avuto la fortuna di visitare questo luogo incantato.

La curiosità: i bellissimi giardini di Giverny continuano a crescere e splendere grazie soprattutto al contributo di una singola persona, il giardiniere-capo del complesso, che si chiama Gilbert Vahé e che cura ininterrottamente – fatta salva una parentesi in cui fu scelto un giardiniere inglese – i giardini di Giverny da ben 40 anni, dal 1977! Vahé vive proprio accanto alla casa di Monet e ovviamente ha un proprio giardino, ovviamente splendido, che spesso i turisti in cerca della casa di Claude Monet si fermano ad ammirare.

La storia della casa di Monet a Giverny

Monet visse a Giverny per ben 43 anni. Quasi tutta la seconda parte della sua prolifica vita.
Arrivò in questa cittadina sulla riva destra della Senna affascinato dalla sua luce, che riteneva essere “unica”. Qui visse un idillio con il luogo che lo circondava, rappresentandolo spesso nelle sue opere.

Dipinse più volte lo splendido giardino, il laghetto con il ponte giapponese, le piante in fiore. Addirittura passò gli ultimi anni della vita dipingendo incessantemente specchi d’acqua costellati da ninfee.

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Una bella istantanea della casa, con le sue caratteristiche imposte verde smeraldo.

La presenza di Claude Monet a Giverny attirò all’epoca molti artisti di varie nazionalità, che contribuirono a mitizzare ulteriormente il luogo.

Monet si fece spesso pubblicamente vanto dei suoi giardini, considerati come una sua creazione personale, oltre che suo studio all’aperto.

Anche se il tempo trascorso da Monet a Giverny è spesso associato alle opere più “scure” dell’artista ed ai periodi di grossi travagli personali, si dice che i giardini abbiano infuso nell’artista un profondo senso di gioia e di pace. Probabilmente ebbero anche il non del tutto secondario effetto di motivarlo a creare le opere che in seguito avrebbero avuto il merito di spingere la pittura occidentale verso l’astrattismo.

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La nota galleria fiorita che porta alla casa

Giverny dopo Monet

Alla sua morte, la casa passò agli eredi, che mantennero la casa del padre fintanto che l’ultimo figlio dell’artista, Michel, rimase in vita. Quando, nel 1966, Michel Monet venne a mancare, lasciò la proprietà all’Académie des Beaux-Arts di Parigi con l’intenzione di renderla una casa-museo.

Purtroppo, per diverse ragioni, tra cui anche una cronica mancanza di fondi, il giardino non venne risparmiato dall’incuria per più di un decennio, fino al restauro iniziato nel 1977, avvenuto soprattutto per iniziativa del filantropo e curatore Gérald Van der Kemp, noto anche per aver guidato il restauro del Palazzo di Versailles. Lo stesso Van der Kemp divenne il primo direttore e curatore di Giverny.

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Uno dei punti da cui il maestro dell’impressionismo prendeva ispirazione per le sue opere

Giverny in tempi recenti

Dopo essere stati restaurati e diventati un riferimento unico per gli amanti di arte e di natura, la casa di Monet ed i suoi splendidi giardini hanno portato… frutti altrettanto belli.

Nel 1992 è stato inaugurato il MAAG, Musée d’Art Américain de Giverny, che celebra la colonia di artisti giunti soprattutto da oltreoceano per raccogliere il testimone del maestro dell’impressionismo e che attesta il carattere internazionale del movimento e della “nidiata” di artisti cresciuta sulle spalle di Monet. Nel 2009 il MAAG è diventato il Museo degli Impressionisti di Giverny, che rappresenta ovviamente un’attrazione da non perdere.

Dal punto di vista botanico, il giardino di Givenchy riflette l’influenza che ebbero le piante delle stampe giapponesi che Monet collezionava. Probabilmente gli ispirarono una idea di giardino giapponese adattato.

Le azalee, i pioppi, il bambù, e i salici piangenti si accompagnano ad alte piante e fiori che il maestro acquistava senza badare al prezzo. Ad un certo punto, lo stesso Monet confessò che buona parte del suo patrimonio era stato investito nel suo amato giardino.

Ma non si trattava di piante costose o particolarmente esotiche: Monet era noto per amare soprattutto i fiori più umili. Non mancavano (e non mancano oggi) margherite, primule o i delicati fiorellini di non ti scordar di me.

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Un primo piano del ponticello giapponese e del glicine che lo adorna

Come arrivare e Giverny e visitare la casa di Monet

Giverny è un piccolissimo comune francese di situato nel dipartimento dell’Eure nella regione della Normandia, a un’ottantina di chilometri da Parigi.

Per arrivarci in treno (straconsigliato… vi godete il paesaggio) da Parigi si prende il treno dalla stazione di Saint-Lazare, navetta Vernon – Giverny (circa 40 minuti di viaggio), che si ferma a Vernon, a 4 km da Giverny. Qui potrete prendere un taxi, una bus navetta o se la giornata è bella anche camminare. I treni partono ogni due ore circa.

Alternativamente, si arriva in auto, con l’autostrada A13 (direzione Rouen) per 55 km fino all’uscita 14 (Bonnières) o all’uscita 16 (Douains). La A13 è gratis fino a Mantes-la-Jolie, dopo di che il costo è di 2,30 euro. Dopo l’uscita seguire Vernon e poi le indicazioni stradali di Giverny. Si può anche lasciare l’autostrada prima del casello (seguire le indicazioni verdi Vernon) e proseguire sulla N15 passando per Rosny, Rolleboise e Bonnières, seguendo la Senna per un tratto.

Per passare la notte a Giverny, le strutture non mancano. In particolare, per chi ha l’opportunità, è consigliassimo il Jardin des Plumes, un hotel di design di appena 8 camere con un eccellente ristorante di una stella Michelin.

Gli orari della Casa di Monet a Giverny

La casa-museo e i giardini sono aperti tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10:30 alle 18:00 nei mesi da Aprile a Settembre e dalle 10:30 alle 16:30 da Ottobre a Marzo.

C’è una chiusura annuale prima di Natale, solitamente dal 20 Dicembre a metà Gennaio, con date che possono lievemente variare da anno ad anno. Informatevi ed andateci se ne avete l’occasione: in pochi luoghi si può vedere come Natura ed Arte vengano fuse in una cosa sola.

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