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Mandarino, benefici e utilizzi in cucina e in cosmetica

Caratteristiche, proprietà e consigli sul consumo e l'utilizzo

In inverno il mandarino è uno dei frutti che consumiamo maggiormente. Tra l’altro, grazie anche alle sue dimensioni, è anche comodo da portare con sé e mangiare in ufficio o dopo la palestra come salutare spuntino di metà mattina o del pomeriggio.
Andiamo allora a scoprire qualcosa di più su questo profumatissimo frutto che ricorda il Natale!

Mandarino, benefici e utilizzi in cucina e in cosmetica

Quali sono le caratteristiche del mandarino

I frutti del Citrus reticulata, il suo nome botanico, sono molto più piccoli delle arance. Hanno un sapore più dolce e una buccia decisamente più morbida, che talvolta si stacca dalla polpa prima che il frutto sia colto dal ramo, dandogli una forma ‘ammaccata’.

Tutti gli agrumi, anche quelli tradizionali e originari del Mediterraneo, come il bergamotto, il cedro ed il chinotto, ma anche quelli più esotici e gli ibridi come il lime, il mapo appartengono alla famiglia delle Rutacee e sono originari dell’Estremo Oriente.

Forse non tutti sanno che il mandarino, assieme al pomelo e all’arancio amaro, sono gli unici tre agrumi originali, mentre tutti gli altri sono ibridi naturali, risultato d’incroci operati dalla natura tra queste varietà. Ad esempio, dall’ibridazione naturale avvenuta tra arance e mandarini sono nate le clementine e il mandarancio.

L’arancia, ad esempio, è un ibrido, cioè è il risultato dell’incrocio operato secolo e secoli fa tra mandarino e pomelo. Il pompelmo invece è un incrocio tra arancio e pomelo.

Quali sono gli ibridi e le varietà di mandarino

Oggi esistono anche tre ibridi che partono da questo agrume:

  • le clementine, ibrido tra arancio amaro e mandarino, è senza semi ed è molto dolce, molto simile al mandarino, è quella che gli inglesi chiamano tangerine
  • il mandarancio Citrus × tangerin, è un ibrido tra mandarino e arancio
  • il mapo Citrus × tangelo ibrido tra mandarino tangerino e il pompelmo della varietà Duncan (Citrus paradisi var. Duncan).

Sono tante le varietà, come quello cinese (detto anche kumquat), il tangerino, il cleopatra e il king. Differiscono un poco per il gusto, più o meno dolce.

Com’è la pianta del mandarino

Si tratta di arbusto originario della Cina che di media raggiunge i 2 m di altezza ma, talvolta, arriva anche fino a 4.

L’albero ha foglie lucide di un bel verde smeraldo e un buon profumo, e riesce a produrre fino a 600 frutti l’anno, che maturano in autunno-inverno.

Che cosa contiene il mandarino

100 g di mandarino contengono circa 70 kCal così ripartite.

  • 91% di carboidrati
  • 5% di proteine
  • 4% di grassi

Inoltre, in 100 gr di prodotto ci sono:

  • 81,4 gr di acqua
  • 17,6 gr di zuccheri solubili
  • 1,7 gr di fibre: 1,03 gr di fibra insolubile e 0,67 gr di quella solubile

Per quanto poi riguarda vitamine e sali minerali, sempre in 100 gr di polpa di mandarino, ci sono:

A cosa fa bene il mandarino: le sue proprietà

Composto soprattutto da acqua, è un frutto poco calorico, ed è ricco di queste sostanze nutritive:

  • fibre: la presenza di fibre lo rende particolarmente indicato per la motilità intestinale e per la dieta perché molto nutriente e facilmente digeribile
  • zuccheri
  • sali minerali: abbonda in particolare in calcio, indispensabile per le ossa, magnesio, regolatore della pressione arteriosa, e ferro
  • vitamine: è molto ricco di vitamina C, alcune vitamine del gruppo B, J, E, e la vitamina P, che favorisce la diuresi, oltre alla vitamina A (sotto forma di carotene, il suo precursore) e acido folico (vitamina B9), indicato per le donne in attesa

Perfino i semi, se masticati, contengono vitamine! E la polpa è la parte più ricca di vitamina C. Studi recenti lo attestano anche come antitumorale (in particolare per il tumore del fegato e dello stomaco) e protettore cardiaco; inoltre diminuirebbe del 20% la probabilità di ictus.

Qual è la differenza tra mandarini e clementine

Le principali differenze tra i due agrumi si rilevano sostanzialmente a livello della forma e della scorza.

  • mandarini hanno una buccia molto chiara (arancione chiaro, quasi giallognola) e spessa; sono ovali e schiacciati ai poli
  • clementine sono tonde, con la buccia sottile di un bell’arancione

Qual è la differenza tra arancia e mandarino

Si tratta di agrumi diversi soprattutto nella grandezza, perchè forma e colore sono simili.

  • arance sono tonde e decisamente più grosse. Di color arancione, sono un po’ più aspre leggermente più difficoltose da pelare.
  • mandarini sono più piccoli e dalla forma un po’ appiattita verso l’apice. Più facili da sbucciare, hanno un sapore più delicato.

Quali sono gli utilizzi del mandarino

Si può mangiare fresco, oppure come molti agrumi, anche candito o come ingrediente per i dolci, le marmellate e i liquori. Come per il limone, è utilizzato per condire piatti salati di carne e pesce, e nelle insalate.

In cosmesi e fitoterapia si utilizza sotto forma di olio essenziale, ricavato dalla buccia, che non è commestibile, ma è ricca di limonene, un antiossidante dagli effetti antiage.

Ideale per la cura della pelle, per le virtù depurative, ammorbidenti ed idratanti. Viene utilizzato anche come anticellulite perché facilita il riassorbimento dei liquidi.

Consigliato in casi di stress e tensioni nervose, stitichezza, ansia, ritenzione idrica, coliche e asma, è utile anche come antisettico ed antinfiammatorio.

Ricette con il mandarino: qualche idea

Come gran parte degli agrumi, anche i mandarini stanno bene sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate.

Ecco alcune semplici idee da prendere come spunto e farsi ispirare per portare in tavola qualche piatto originale e un po’ diverso dal solito.

  • Insalata di finocchi e mandarini pelati a vivo
  • Torta morbida di carote e succo di mandarino
  • Risotto al mandarino e mandorle
  • Salmone al forno accompagnato da una salsa al mandarino
  • Capesante servite con finocchi, mandarino e aneto

Cosa fare con le bucce dei mandarini

Potete conservare le scorze per preparare diverse cose.

  • potpourri: essiccatele bene e inseritele in un mix di spezie e frutta secca per profumare la casa
  • pomander: potete puntare dei chiodi di garofano direttamente sulla scorza, seguendo linee e curve per creare decorazioni a vostro gusto, il frutto profumato verrà posizionato dove volete o appeso con un nastro per profumare la casa
  • profumare la casa: in inverno, posizionate le scorze in un sacchettino di garza sul termosifone o gettatele nel camino, sprigionano un incredibile profumo nelle stanze
  • olio aromatizzato: mettetele a macerare in una bottiglia di olio vegetale poco persistente come l’olio di mais o l’olio di semi di girasole e lasciate a macerare per minimo 10 giorni al buio. Ottimo per aromatizzare e condire insalate e piatti a base di pesce.
  • polvere aromatica: una volta fatte essiccare (basta tenerle in forno per un paio d’ore a bassa temperatura, massimo 50°) possono essere ridotte in polvere e usate per fare il sale aromatizzato o lo zucchero per insaporire vari piatti come zuppe, secondi di pesce, risotti o dessert.
  • infuso: mettendole in acqua bollente per 5 minuti, potremo ottenere un gradevolissimo quanto profumato infuso al mandarino.
  • liquore: proprio come accade per il limoncello, in infusione per 1 mese in alcool, con l’aggiunta poi di uno sciroppo di zucchero, permettono di preparare un ottimo liquore.
Il mandarino può essere utilizzato per fare un profumatore come il pomander

Qual è la stagione dei mandarini

Si cominciano a trovare verso novembre, dopo i mandaranci, e, di solito, si trovano fino a gennaio.

Quanti mandarini si possono mangiare in un giorno

Per godere dei benefici di questo frutto, l’ideale sarebbe mangiarne almeno un paio al giorno, ma è possibile arrivare anche a massimo 4-5 al giorno.

Quando è meglio non mangiare i mandarini

Essendo ricchi di fruttosio, non sono consigliati ai soggetti diabetici. Inoltre, è bene ricordare che possono esserci anche persone intolleranti o allergiche.

Quando mangiare i mandarini

Come tutta la frutta, si consiglia di consumarli lontano dai pasti per evitare che fermentino nello stomaco, perdendo così la maggior parte delle sostanze nutritive in essi presenti.

Quanto si conservano i mandarini

In frigorifero, sistemati nell’apposito cassetto della frutta, resistono 10-14 giorni. Possono essere anche conservati fuori dal frigo, a temperatura ambiente, ma non vicino a delle mele, che ne accelerano la maturazione. In questo caso non durano più di 5-7 giorni.

Potete anche congelarli, ma vanno spellati e prima congelati gli spicchi per 1 ora separati in un vassoio, per poi riporli in un sacchetto per alimenti da freezer, altrimenti si attaccheranno diventando un grumo inseparabile!

Chi ha il diabete può mangiare i mandarini

I diabetici devono evitare di assumere tutti quegli alimenti con un indice glicemico piuttosto elevato. Per quanto riguarda la frutta, devono quindi evitare uva, cachi, banane e, per l’appunto, anche i mandarini.

Chi ha il colesterolo alto può mangiare i mandarini

Oltre ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, i mandarini riportano nella norma anche i valori di pressione arteriosa.

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Published by
Rossella Vignoli