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Etichetta alimentare: cos’è e perché è importante saperla leggere

Cosa riporta e saperla leggere per una spesa consapevole e responsabile

L’etichetta alimentare ci fornisce tantissime informazioni sui prodotti che acquistiamo. Tutti siamo ben consapevoli che il nostro stato di salute dipende fortemente da ciò che portiamo in tavola. Per questo motivo, per fare una spesa “salutare”, o quantomeno essere consapevoli di quanto stiamo mettendo nel carrello, è bene saper leggere ed interpretare correttamente quanto riportato in etichetta.

Etichetta alimentare: cos’è e perché è importante saperla leggere

Che cos’è l’etichetta alimentare

Potremmo definire l’etichetta alimentare come la carta d’identità di un prodotto.

Formalmente, la definizione ufficiale che ne dà l’Art. 2 del Regolamento (EU) n. 1169/2011 è la seguente: “qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore”.

In pratica, l’etichetta degli alimenti fornisce informazioni sul prodotto commercializzato in modo da consentire al consumatore di fare scelte oculate ed adeguate con le sue necessità, e al tempo stesso offre al produttore l’opportunità di valorizzare alcune specifiche peculiarità dei suoi prodotti.

Quando sono nate le etichette alimentari

L’esistenza delle etichette alimentari risale al 1700. Molto diverse dalle attuali, contenevano soltanto gli elementi chiave e ben poche informazioni circa il contenuto del prodotto.

Nel corso dell’Ottocento, le etichette sono tate arricchite di sigilli e attestati di garanzia volti soprattutto alla valorizzazione delle produzioni artigianali. Inoltre, a livello grafico-estetico, sono cominciati a comparire i primi elementi decorativi.

Per avere una chiara connessione con il mondo del marketing si deve aspettare il XX secolo, ma il cambiamento più evidente, sia a livello estetico che normativo, si ha nel 2000.

È infatti col nuovo millennio che fanno la loro comparsa le prime etichette autoadesive, mentre l’Unione Europea lotta per la creazione di regole normative standard da far rispettare ai produttori. Viene introdotto l’obbligo di indicare i valori nutrizionali del prodotto.

Compaiono inoltre anche le denominazioni DOP e IGP coi relativi sigilli.

Più di recente è tata introdotta anche l’etichetta ambientale, che riporta i dati relativi alla natura dell’imballaggio usato, in modo da facilitare il consumatore nell’eseguire correttamente la raccolta differenziata.

Cosa deve contenere una etichetta alimentare

L’etichetta alimentare deve riportare, per obbligo, alcune specifiche indicazioni (come riportato all’art. n. 9 del Regolamento (EU) n. 1169/2011.

Eccole nello specifico.

  • Denominazione dell’alimento, che deve essere descrittiva e facile da comprendere, e che deve inoltre comprendere anche l’indicazione dello stato fisico del prodotto (es. liofilizzato, in polvere, surgelato, affumicato, concentrato…)
  • Elenco degli ingredienti, compresi quelli composti (es. gli ingredienti che costituiscono la crema del ripieno dei biscotti), riportati in ordine decrescente per quantità e con la denominazione legale. Eccezione per gli alimenti che comprendono un ingrediente soltanto e per il latte, il burro, i prodotti ortofrutticoli freschi, le acque gasate e gli aceti di fermentazione
  • Presenza di allergeni o di ingredienti che possono provocare intolleranze (i più frequenti sono cereali contenenti glutine, frutta a guscio, senape, latte, arachidi, crostacei, uova…)
  • Quantità di alcuni specifici ingredienti o categorie
  • Quantità netta dell’alimento
  • Termine minimo di conservazione o data di scadenza
  • Condizioni particolari di conservazione e/o condizioni d’impiego
  • Istruzioni per l’uso (se necessario)
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo (per le bevande con più di 1,2% di alcol in volume)
  • Dichiarazione nutrizionale: indicazioni relative a calorie e quantità dei vari macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine) e altri nutrienti presenti in una porzione di prodotto
  • Nome o ragione sociale e indirizzo dell’operatore che si è occupato della commercializzazione del prodotto
  • Paese d’origine e luogo di provenienza del prodotto

L’articolo 13 del predetto Regolamento UE chiarisce che tutte queste informazioni siano ben visibili, e quindi inserite nel campo visivo principale. Devono inoltre essere indelebili e stampate in maniera chiara e ben leggibile.

Perché le etichette alimentari sono importanti

Le etichette alimentari ci forniscono numerose informazioni sul prodotto che stiamo acquistando. Saper leggere correttamente l’etichetta alimentare ci permette quindi di fare una spesa consapevole facendo scelte responsabili e salutari.

Quali sono le informazioni nutrizionali riportate nelle etichette alimentari

Una delle voci più importanti delle etichette alimentari è la tavella nutrizionale, che fornisce informazioni sull’apporto calorico del prodotto e del suo contenuto dei vari nutrienti.

In questo caso, l’obbligatorietà riguarda l’indicazione dei seguenti elementi:

  • valore energetico, espresso in Kjoule e kCal, e riferito a 100 g/100 ml dell’alimento oppure alla singola porzione
  • grassi
  • carboidrati
  • proteine
  • zuccheri
  • acidi grassi saturi
  • sale

Possono inoltre essere indicate ulteriori informazioni integrative come la presenza di:

Per una spesa consapevole e informata: l’utilità dell’etichetta alimentare.

Altre informazioni nutrizionali che possono essere presenti

Sull’etichetta alimentare possono essere specificate alcune espressioni, i cosiddetti “claims” di tipo salutistico. Le diciture più famose in tal senso sono:

  • A basso contenuto calorico, nel caso di max 40 kcal/100 g per i prodotti solidi e max 20 kcal/100 ml per quelli liquidi
  • Senza calorie: non più di 4 kcal/100 ml
  • Senza grassi: non oltre 0,5 gr di grassi ogni 100 gr o 100 ml di prodotto
  • Senza grassi saturi: il totale di acidi grassi saturi e acidi grassi trans non supera 0,1 gr di grassi saturi per 100 g o 100 ml
  • Senza zuccheri: non più di 0,5 gr di zuccheri per 100 gr o 100 ml
  • Senza zuccheri aggiunti: il prodotto
  • A basso contenuto di grassi: non più di 3 gr di grassi per 100 gr per i prodotti solidi o 1,5 gr per 100 ml di alimenti liquidi
  • A ridotto contenuto calorico: riduzione del valore energetico totale del prodotto di almeno il 30%
  • Fonte di fibre: almeno 3 gr di fibre ogni 100 gr di prodotto o almeno 1,5 gr di fibre ogni 100 kcal
  • Ad alto contenuto di fibre: almeno 6 gr di fibre per 100 gr di prodotto o almeno 3 gr di fibre ogni 100 kcal
  • Fonte di proteine: almeno il 12% del valore energetico dell’alimento proviene dalle proteine
  • Ad alto contenuto di proteine: almeno il 20% del valore energetico dell’alimento arriva da proteine
  • Senza sale o senza sodio: non più di 0,005 gr di sodio
  • A basso contenuto di sale/sodio: non più di 0,12 gr di sodio per 100 gr o 100 ml di prodotto
  • A bassissimo contenuto di sale/sodio: non più di 0,04 g di sodio ogni 100 gr o 100 ml di prodotto
  • Light o leggero: il valore energetico del prodotto è ridotto di almeno il 30%

Quali prodotti non hanno l’obbligo di etichettatura

Sono esentati dall’obbligo di riportare le indicazioni i prodotti disciplinati da norme comunitarie e dai relativi atti di recepimento nazionale, così come pure i prodotti disciplinati da norme nazionali, per gli aspetti già considerati.

Inoltre, ci sono anche alcuni prodotti che non hanno l’obbligo di riportare le indicazioni nutrizionali in etichetta. È il caso di:

  • acque da bere, anche quelle aromatizzate e/o con l’aggiunta di anidride carbonica
  • prodotti non trasformati contenenti un unico ingrediente
  • sale
  • spezie e i loro mix
  • piante aromatiche
  • tisane
  • caffè
  • aceto
  • frutta e verdura
  • aromi e additivi alimentari (ad es. lieviti ed enzimi)
  • alimenti non pre-imballati
  • prodotti con etichetta inferiori a 25 cm2

Informazioni obbligatorie nell’etichetta alimentare di alcuni prodotti

Le indicazioni generiche finora viste, che devono essere riportate sulle etichette alimentari, valgono per tutti i prodotti alimentari pre-imballati.

Ci sono però alcune categorie alimentari particolari che necessitano di informazioni complementari. Nello specifico, si tratta di quegli alimenti che prevedono l’aggiunta di particolari sostanze o prodotti tramite procedimenti non comuni.

Eccoli nello specifico.

  • Alimenti confezionati in atmosfera protetta, ovvero con gas d’imballaggio autorizzati
  • Bevande con elevato tenore di caffeina o alimenti con caffeina aggiunta “Non raccomandato per i bambini e durante la gravidanza e l’allattamento”.
  • Alimenti contenenti edulcoranti
  • Alimenti con aggiunta di fitosteroli, esteri di fitosterolo, fitostanoli o esteri di fitostanolo:, da segnalare con la dicitura “addizionato di steroli vegetali”
  • Carne e prodotti trasformati a base di pesce congelati: le etichette devono riportare la data di congelamento o del primo congelamento

Chi è il responsabile che controlla le etichette alimentari

Ci sono varie agenzie governative che hanno la responsabilità di regolamentare la produzione, la commercializzazione e la vendita di alimenti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Programma Alimentare Mondiale (PAM) lavorano a livello globale.

A livello nazionale, poi, ogni Paese ha la propria agenzia incaricata. In Europa si tratta dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, mentre negli Stati Uniti c’è la Food and Drug Administration (FDA).

Queste agenzie, oltre a stabilire le linee guida per la produzione e la commercializzazione degli alimenti, compreso quanto deve essere indicato sulle etichette alimentari, monitorano e controllano gli alimenti sul mercato al fine di garantire che le informazioni riportate in etichetta siano corrette e gli alimenti sicuri e di qualità.

In Italia, gli organi incaricati del controllo delle etichette alimentari sono l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità e l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, entrambi sotto il controllo del Ministero della Salute.

Come si crea una etichetta alimentare

Per creare etichette alimentari a norma di legge vanno rispettate le indicazioni presenti nel Regolamento UE 1169/2011, riguardanti il packaging dei prodotti alimentari preimballati e provvedere ad indicare tutte le voci elencate all’inizio dell’articolo.

Ricordiamo qui di seguito le informazioni obbligatorie da riportare.

  • Denominazione commerciale del prodotto
  • Elenco completo degli ingredienti
  • Presenza di ingredienti o possibili tracce di essi che causano intolleranze alimentari e allergie
  • Quantità di alcuni ingredienti o categorie
  • Quantità netta dell’alimento
  • Dichiarazione nutrizionale del prodotto
  • Data di scadenza o periodo minimo di conservazione
  • Condizioni di consumo e utilizzo ed eventuali condizioni di conservazione particolari
  • Informazioni sul produttore
  • Luogo di provenienza o paese di origine se richiesto
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo per bevande con contenuto alcolico superiore in volume all’1,2%

Inoltre, le etichette alimentari devono essere ben visibili, leggibili chiaramente e non cancellabili. Inoltre, la lettura delle informazioni riportate deve essere chiara e non ostacolata da elementi grafici.

Va scelto un font leggibile e la grandezza dei caratteri deve essere proporzionata alle dimensioni dell’imballaggio stesso. Il colore dello sfondo non deve andare a creare un contrasto che ne ostacoli la lettura.

Consigli e accorgimenti per leggere una etichetta alimentare

Per fare una spesa consapevole, è importante leggere attentamente le etichette alimentari dei vari prodotti prima di inserirli nel carrello.

In ogni caso, sappiamo bene che soprattutto nell’ambito alimentare girano vari falsi miti alimentari, e ogni giorno nascono nuove bufale.

Vediamo alcuni consigli pratici per fare buone scelte.

  • L’ordine degli ingredienti è in base alla quantità presente nel prodotto stesso
  • Diffidare dagli ingredienti espressi con parole molto lunghe e apparentemente chimiche
  • Ricercare termini come “naturale”
  • Non per forza i prodotti integrali sono sempre i migliori
  • Attenzione all’inganno dei prodotti “light”, “magri”, “leggeri” o “a contenuto ZERO”
  • Diffidare dei prodotti che al primo o secondo posto degli ingredienti indicano lo zucchero

Altri ingredienti da cui diffidare

Andrebbero evitati, o comunque consumati solo saltuariamente, tutti quegli alimenti che contengono i seguenti ingredienti:

  • Glutammato monosodico (E621), presente ad esempio nei dadi da brodo
  • Nitriti e nitrati (E249, E250, E251 e E252): aggiunti come additivi per mantenere il colore rosso della carne, si trovano principalmente negli insaccati e nelle carni lavorate
  • Oli di palma e colza, in quanto ricchi di acidi grassi saturi, il cui consumo esagerato può aumentare il rischio di patologie cardiovascolari
  • Grassi trans e idrogenati perché correlati all’aumento del rischio cardiovascolare
  • Alcuni coloranti alimentari, come il tartrazina (E102), il giallo di chinolina, giallo tramonto FCF, l’azorubina (carmoisina), il rosso cocciniglia A e il rosso allura AC
  • Solfiti e anidride solforosa (E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227 e E228): presenti soprattutto in bibite e succhi a base di frutta, birra, vino, dolci e pesce conservato, possono provocare reazioni allergiche, irritazione gastrica e alterazioni vitaminiche
  • Mono- e Di-gliceridi degli acidi grassi (E471): emulsionanti spesso presenti in prodotti da forno e pasticceria, cioccolato, gelati, margarine e chewingum, sono grassi di origine animale o vegetale di scarsa qualità

Le sanzioni sull’etichetta alimentare

Abbiamo visto che ci sono alcuni prodotti che sono esentati dall’obbligo di avere la propria etichetta alimentare.

In caso di omissione di etichetta per i prodotti per i quali i invece è prevista, si rischiano pesanti sanzioni: multa da 500 a 4.000 euro per gli operatori alimentari (supermercati, grossisti e piccoli negozi).

Per modifiche non conformi c’è una multa da 2.000 a 16.000 euro, mentre per la mancanza delle informazioni obbligatorie la multa da pagare va da 3.000 a 24.000 euro.

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Published by
Federica Ermete