Alimenti

Scopriamo la farina di amaranto: valori nutrizionali, specificità e utilizzi consigliati

Ideale per la dieta di celiaci, vegetariani e vegani: una farina alternativa da conoscere meglio

La farina di amaranto rientra nella categoria delle farine alternative, prive di glutine adatta all’ alimentazione di chi soffre di celiachia. Questa farina si ricava dall’amaranto, uno pseudocereale che in natura è già del tutto privo di glutine, ma è anche ricco di tante proprietà nutrizionali.

Scopriamo la farina di amaranto: valori nutrizionali, specificità e utilizzi consigliati

L’amaranto è definito un superfood ricco di qualità e proprietà nutritive.Ad esempio, è ricco di fibre e di proteine, tanto da renderlo un alimento consigliato nel caso di dieta vegana o vegetariana perché contiene una buona quantità di ferro, calcio, fosforo e magnesio, un ottima quantità di lisina oltre alle vitamine dei gruppi B e C, acido aspartico, arginina, serina, alanina e acido glutammico. Facilmente digeribile, bene si presta anche all’alimentazione di bambini piccoli.

Scopriamo tutto sulla farina ricavata dall’amaranto, le sue caratteristiche e le ricette

Farina di amaranto: cosa è

La farina di amaranto è una farina gluten free, molto apprezzata da chi soffre di celiachia ma anche da chi segue una dieta senza derivati animali perché costituisce una valida alternativa come fonte di ferro, calcio, magnesio e proteine vegetali.

L’amaranto è considerato uno pseudocereale, ovvero è una pianta che produce frutti comparabili dal punto di vista nutrizionale al frutto prodotto in genere dai cereali della famiglia delle graminacee.

  • Dai semi dell’amaranto si estraggono dei semi che essiccati e macinati danno vita alla farina
  • Le foglie dell’amaranto sono molto ricche di ferro, sono commestibili e si cucinano come qualsiasi verdura a foglia larga.

Origini e storia

Il nome amaranto significa fiore imperituro e deriva dal greco amarantos. La pianta è conosciuta dai tempi antichi.

Si pensa infatti che insieme alla quinoa e al mais fosse tra gli alimenti base delle antiche popolazioni dell’America centrale molto apprezzato dagli Atzechi e dagli Incas.

L’amaranto è stato considerato sacro da molte popolazioni tra cui gli antichi Romani che pensavano fosse un portafortuna, o dagli antichi Greci che pensavano fosse la pianta dei sentimenti eterni.

Rimane pressoché inutilizzato per secoli, ma torna ad essere un prodotto di largo consumo dopo gli anni ’60 soprattutto negli Stati Uniti, dove si scopre il suo grande valore nutrizionale: le sue tante proprietà restano ancora poco conosciute in varie parti del mondo.

Caratteristiche della farina di amaranto 

La farina di amaranto si ricava dai semi della pianta, solitamente di provenienza da coltivazioni biologiche per essere certi della mancanza di contaminazioni. L’aroma dell’amaranto ricorda un po’ il gusto delle farine integrali e del malto.

Oltre al suo tipico aroma facilmente riconoscibile, la farina di amaranto non contiene glutine in natura e non è adatta alla produzione di alimenti lievitati: per la panificazione va aggiunta una miscela di altre farine derivate da cereali.
È invece perfetta per preparare biscotti, injera (pane etiopico) chapati (pane indiano) tutti prodotti da forno non lievitati, simili a piadine.

Come si ottiene

La farina di amaranto si ottiene dai piccoli semi di questa pianta che si distinguono per il loro colore tendente al marrone dorato. Il seme viene processato attraverso la molatura che è un procedimento simile in tutte le farine.

Il prodotto finale è 100% integrale perché non è previsto un processo di separazione tra crusca e seme.

Valori nutrizionali

L’amaranto è una pianta che conta diverse specie appartenente alla famiglia delle Amarantacee, è catalogato come pseudocereale ed è molto calorico: contiene infatti 371 ogni 100 grammi. Pianta dalle tante qualità contiene ogni cento grammi:

  • 135 mg potassio
  • 19 g glucidi
  • 47 mg calcio
  • 6 mg sodio
  • 65 mg magnesio
  • 0,1 mg piridossina
  • 2,1 g fibra alimentare
  • 2,1 mg ferro
  • 1,6 g lipidi
  • 3,8 g proteine

 Contiene anche vitamine dei gruppi B e C, acido aspartico, arginina, serina, alanina e acido glutammico.

Presenta un basso indice glicemico pari a 35, a confronto della pasta di semola di grano duro che possiede indice glicemico uguale a 45. Di conseguenza è adatta a chi soffre di diabete o intolleranza al glucosio.

Farina di amaranto: i benefici 

Vediamo quali sono le sue proprietà e i benefici che derivano dall’assumere farina di amaranto nella nostra dieta alimentare. La farina di amaranto è ricca di

  • fibre e altamente digeribile, è utile per chi soffre di problemi intestinali ed è adatto anche all’alimentazione di bambini piccoli e degli anziani. La grande quantità di fibra ed i fitonutrienti presenti nell’amaranto sono anche in grado di abbassare la pressione sanguigna mentre gli oli e peptidi hanno proprietà antinfiammatorie;
  • ferro, calcio, fosforo e magnesio e quindi adatta in caso di anemia. Per ottimizzare l’assorbimento del ferro di origine vegetale si consiglia di abbinare la farina ad elementi ricchi di Vitamina C che ne aiuta l’assimilazione come arance o kiwi;
  • lisina, un aminoacido essenziale non sempre presente nelle verdure e nei cereali, che aiuta l’organismo ad assorbire il calcio ed a produrre energia;
  • manganese, un minerale importante per tutelare tutte le funzioni cerebrali: la sua assunzione può proteggere da varie patologie neurologiche;
  • antiossidanti che aiutano a proteggere il nostro organismo da problemi cardiaci e tumori
farina di amaranto
Una farina alternativa ideale per chi soffre di celiachia.

Per chi è utile

Sicuramente questa farina priva di glutine e ricca di proprietà è un alimento utile a chi:

  • ha scelto un’alimentazione vegetariana ma soprattutto vegana, perché fornisce una buona quota di proteine vegetali
  • soffre di celiachia perché potrà assumere carboidrati senza glutine
  • chi soffre di diabete perché vanta un basso indice glicemico
  • in caso di colesterolo alto, perché l’olio ricavato da questo vegetale riduce fino al 22 % il livello di colesterolo Ldl cattivo e aumenta il livello di Hdl, il colesterolo buono
  • per chi segue una dieta dimagrante, perché aumenta il senso di sazietà

Dove comprarla

Si trova facilmente sia nei negozi alimentari specializzati in prodotti biologici, che in rete, dove ha un prezzo che oscilla tra i 7 e i 10 Euro al chilo: non è certamente un prodotto economico, tra le varie farine alternative. Qualche esempio di seguito:

Farina di amaranto in cucina 

La farina ricavata dall’amaranto è ottima in cucina per preparare pasta frolla e biscotti, pane non lievitato e impasti dagli aromi forti, come quelli con spezie.
Consigliato in cucina per addensare salse o per compattare ripieni, a cui attribuisce un piacevole aroma.

Può essere usata:

  • in purezza ma attenzione perché assorbe molta acqua, quindi occorre aumentare la quantità dei liquidi
  • miscelata ad altre farine come ad esempio con quella di riso o di mais.

Unita all’amido di tapioca e alla fecola di patate può dar vita a impasti più compatti e strutturati.

Ecco qualche ricetta semplice e adatta a tutti.

Biscotti di farina di amaranto

Ingredienti

  • 100 g di farina amaranto
  • 100 g di farina di farro
  • 75 gr di burro
  • 1 uovo
  • 60 g di zucchero di canna
  • un pizzico di sale

Preparazione:

  • Mescolare la farina di farro e quella di amaranto aggiungere lo zucchero e un pizzico di sale. Incorporate un uovo e il burro freddo tagliato a pezzetti.
  • Lavorare il tutto fino ad ottenere un composto leggermente sabbioso. Impastare bene e avvolgere il composto nella pellicola per alimenti quindi lasciarlo a riposare in frigorifero per circa due ore.
  • Passato il tempo lavorare ancora l’impasto per ammorbidirlo un po’ quindi stendere con il mattarello: per non farlo attaccare usare due fogli di carta forno. Tirarlo fino a 5 mm circa e a questo punto preparare le forme dei biscotti.
  • Disporre nella teglia e cuocere in un forno ben caldo a 189 gradi per circa 10 minuti.
  • Quando diventano dorati sfornare e lasciare a raffreddare. Si possono conservare in un contenitore ermetico per diversi giorni. Ottimi nella colazione della mattina insieme al latte o allo yogurt.

Crostata vegana di amaranto

Ingredienti

  • 120 gr di farina di amaranto
  • 120 gr di farina di riso
  • 80 gr di nocciole tostate
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 6 cucchiai di olio di mais o olio di riso o Evo
  • 200 ml di acqua circa

Preparazione:

  • Tritare le nocciole e lo zucchero da aggiungere alla farina di amaranto e alla farina di riso.
  • Amalgamare bene, aggiungere l’olio e l’acqua qb fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
  • Lasciare a riposo per circa 30 minuti. Intanto preparare la teglia coprendola con carta forno.
  • Stendere bene l’impasto.
  • Aggiungere la marmellata di proprio gradimento oppure una crema di nocciole vegana.
  • Infornare la crostata per circa 30 minuti in un forno già caldo a 180 gradi.

Farina fai da te di amaranto

La farina può essere preparata in casa o acquistata già pronta in negozi specializzato come l’erboristeria o negozi bio. Prestare sempre attenzione che la farina sia priva altre componenti e che riporti il marchio gluten free che attesta la qualità del prodotto per celiaci.
Per realizzare la farina in casa basterà invece comprare i semi di amaranto, in erboristeria, e sminuzzarli a mano o con un robot da cucina.

L’elenco delle farine alternative

Ti potrebbero interessare anche questi articoli relativi ad altre farine alternative:

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close