Salute

Quello che c’è da sapere sull’intolleranza al lattosio, una delle intolleranze più comuni

Scopriamo quali sono i sintomi e i rimedi più efficaci

Tra le più comuni intolleranze alimentari c’è l’intolleranza al lattosio, che si manifesta con una serie di sintomi tra i quali dolore addominale, gonfiore, diarrea e flatulenza, emicrania e cattiva digestione. Questa forma di intolleranza si manifesta già nei primi mesi di vita al latte materno, oppure può presentarsi in età adulta assumendo latte vaccino e non, ed è spesso accompagnata da perdita di appetito, nausea e vomito anche abbondante.

Quello che c’è da sapere sull’intolleranza al lattosio, una delle intolleranze più comuni

Al presentarsi dei primi sintomi si consiglia di rivolgersi al proprio medico di base che potrà richiedere il test  per fare una diagnosi d’intolleranza al lattosio: è il breath test. A volte questo disturbo può presentarsi per brevi periodi magari a seguito di altre patologie come malattie infiammatorie intestinali acute o dopo aver subito interventi di tipo gastroenterico. In questo caso sarà sufficiente una dieta ad hoc per riportare l’organismo alla normalità.

Una volta accertato con i test medici che esiste l’intolleranza al lattosio, si inizia la cura che di solito altro non è che una dieta a esclusione che punta a sostituire tutti gli alimentai che contengono lattosio  con prodotti delattosati, oppure fermentati e quindi naturalmente privi di lattosio.

Vediamo le cause riconosciute per l’intolleranza al lattosio e scopriamo i rimedi per ridurre i fastidi causati dall’assunzione di lattosio.

Intolleranza al lattosio: in cosa consiste?

Quando in medicina si parla di intolleranza al lattosio si intende che l’organismo non è in grado di digerire il lattosio, uno zucchero presente nel latte (di tutti i mammiferi anche se in percentuale differente)  in tutti i derivati del latte.

Nei soggetti sensibili a questo zucchero, se si ingerisce un alimento che lo contiene, si manifestano nel giro di poche ore alcuni sintomi o disturbi gastrointestinali tipici delle intolleranze alimentari.

Non è una reazione allergica che invece provocherebbe una immediata reazione al prodotto consumato, ma sono disturbi come diarrea, mal di stomaco, gonfiore intestinale…più o meno gravi.

Nei soggetti sensibili al lattosio l’organismo in pratica è mancante o carente  dell’enzima lattasi intestinale. Ma vediamo cosa è il lattosio e dove lo troviamo.

Cosa è il lattosio

Il lattosio o zucchero del latte, è un disaccaride che si trova nel latte dei mammiferi e in tutti i latticini. Si compone di glucosio e galattosio.

Per assorbire il lattosio l’organismo deve essere provvisto di lattasi, un enzima che permette la digestione del lattosio: se questo manca ecco che si presenta l’incapacità di assorbire il lattosio.

In quali cibi si trova il lattosio

Il lattosio è presente in quantità variabili nel latte di mammiferi e in tutti i derivati del latte, come yogurt, formaggi freschi. Si riduce sensibilmente nei formaggi stagionati tanto che ad esempio il Grana Padano stagionato 24 mesi ne è praticamente privo.

Oltre che negli alimenti derivati del latte, oggi però il lattosio viene utilizzato a livello industriale per la preparazione di molti prodotti conservati ad esempio nei salumi, gnocchi di patate, budini pronti, pane, minestre caramelle e dolcetti vari.

Infine lo si trova come eccipiente in diversi prodotti farmaceutici. Insomma, per chi è non tollerante al lattosio è molto importante leggere sempre le etichette che riportano gli ingredienti.

Intolleranza al lattosio: chi ne soffre

Oggi molti adulti, circa il 65%, arrivano a mostrare nel corso della vita qualche forma di intolleranza al lattosio.

Sulla base di questi dati è sempre più diffusa la teoria, che divide il mondo scientifico, secondo la quale i mammiferi dopo lo svezzamento perdono la propria capacità di digerire il lattosio.
Quindi secondo questa teoria è normale per l’essere umano e i mammiferi in genere, mostrino intolleranza a questo zucchero nell’età adulta, nonostante l’evoluzione abbia cercato di adattare l’organismo alla digestione del lattosio per comodità di approvvigionamento già da 10.000 anni.

Oggi sulla base delle statistiche si può affermare che alcuni gruppi etnici e alcune regioni sono più intolleranti al latte di altre.
Il problema è generalmente più diffuso tra gli asiatici e gli orientali, mentre gli europei sono generalmente più resistenti rispetto alle altre popolazioni.

In Italia coinvolge il 54% delle persone e riguarda con particolare intensità la Sardegna.

Intolleranza al lattosio: le cause 

Quali sono le cause dell’intolleranza al lattosio? Come detto è la mancanza o deficienza dell’enzima lattasi responsabile della scissione del lattosio negli zuccheri semplici (galattosio e glucosio).

A volte invece a mancare sono anche gli enzimi proteolitici che determinano la digestione delle proteine del latte.

Classificazione delle intolleranze al lattosio

Vi sono diverse cause e diversi stadi di intolleranza ala lattosio.
L’intolleranza può essere

  • genetica: cioè l’organismo non è in grado di produrre enzima lattasi a sufficienza fina dalla nascita: il disturbo si manifesta in genere a partire dal periodo dello svezzamento.
  • acquisita: ovvero insorge a qualunque età, come conseguenza di patologie, lesioni e infiammazioni a carico dell’intestino, a causa di lunghe terapie antibiotiche. E’ una sensibilità che può essere risolta con una dieta alimentare adeguata.

In medicina si definiscono quattro tipi di intolleranza al lattosio:

  • primaria, la più comune, si verifica la diminuzione dell’enzima lattasi nella tarda infanzia ed aumenta con l’età
  • secondaria dovuta a lesioni all’intestino tenue
  • evolutiva che si manifesta durante lo sviluppo può verificarsi nei bambini prematuri ma di solito migliora nel tempo
  • congenita è una forma genetica rara in cui viene prodotta poca lattasi fin dalla nascita.

intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio: i sintomi

I sintomi che si manifestano nel giro di poche ore negli individui sensibili al lattosio sono prima di tutto disturbi gastrointestinali, come

  • gonfiore addominale
  • crampi addominali
  • flatulenza
  • diarrea
  • nausea
  • vomito

I sintomi sono più gravi in base alla quantità di lattosio assunto e al deficit di enzima presente. Vi sono infatti casi di cattiva digestione del latte ma non intolleranza, casi di capacità di digestione di piccole quantità di latticini.

Va comunque sottolineato che questa intolleranza alimentare non provoca danni all’apparato digerente, ma i sintomi sono molto fastidiosi, tanto che spesso sfociano in

  • inappetenza
  • astenia
  • perdita di peso

Come si esegue la diagnosi

Ai primi sintomi di intolleranza al lattosio si consiglia una visita dal medico che per eseguire la diagnosi dovrà richiedere il breath test: questo test del respiro valuta la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata dopo aver assunto alimenti con lattosio.

La fermentazione dello zucchero ingerito produce idrogeno che viene prontamente riassorbito dalle pareti intestinali ed eliminato con la respirazione: se è presente intolleranza al lattosio il test mostrerà una concentrazione di idrogeno nell’aria espirata.

Intolleranza al lattosio: i rimedi

Il lattosio è presente in ogni latte di mammifero (latte di vacca, di asina, oppure latte di capra). Escludere il latte dalla propria dieta potrebbe se l’unica soluzione al problema…ma non essendo una allergia alimentare ma solo una intolleranza si possono attuare metodi e rimedi che possono in parte risolvere il problema.

Il primo passo dopo la diagnosi è sicuramente di rivolgersi ad un nutrizionista che possa scegliere la dieta più adatta per escludere e poi reintegrare il latte.Si è infatti accertato che ingerire latte con altri ingredienti come i cereali o il cacao ad esempio, può migliorarne la tollerabilità.

Ma cosa dobbiamo quindi mangiare se siamo intolleranti al lattosio?

Cosa mangiare

Nei casi accertati di mancanza di enzima lattasi prima di tutto bisogna eliminare latte e suoi derivati fino alla scomparsa dei sintomi per poi cercare di integrarli poco a poco alla dieta.

Ecco cosa mangiare:

Cosa non mangiare

  • latte
  • formaggi freschi
  • panna
  • burro e margarine (se non 100% vegetali)
  • formaggini da spalmare
  • gelati e frappé
  • dolci
  • pane e preparati di pane
  • cioccolato
  • insaccati

Attenzione: ricordarsi di leggere sempre l’etichetta degli ingredienti perche il lattosio può essere presente in prodotti confezionati di ogni genere, caramelle, bibite e succhi di frutta ad esempio

Cosa mangiare in piccole dosi

 Alcuni alimenti con latte sono ben tollerati:

  • yogurt
  • formaggi stagionati
  • prodotti per l’infanzia

Alcuni farmaci, vitamine e integratori possono contenere piccole quantità di lattosio generalmente ben tollerate.

Come integrare la dieta senza lattosio

Modificare la propria dieta eliminando o diminuendo notevolmente il lattosio vuol dire anche causare con il tempo una importante carenza di calcio. Per questo si consiglia di assumere integratori di:

  • calcio
  • calcio carbonato
  • calcio citrato

Inoltre in farmacia si possono trovare sostituti enzimatici formulati con lattasi: non risolve definitivamente ma può attenuare i sintomi. Si tratta di integratori di lattasi, gli enzimi che aiutano la digestione del lattosio. Vanno assunti prima di ogni pasto, su prescrizione medica.

Intolleranza al lattosio: i rimedi naturali

Esistono rimedi naturali che non risolvono il problema della mancanza di lattasi ma che aiutano a contrastare i sintomi aiutando a stare meglio.

Ecco un elenco di prodotti naturali che assunti possono limitare il malessere, la nausea e il gonfiore intestinale:

  • la menta è un ottimo rimedio per ridurre ad esempio i sintomi della diarrea e delle coliche grazie alle sue qualità calmanti.
  • semi di finocchio masticati dopo i pasti aiutano la digestione, aiutano a lenire il mal di pancia causato dal lattosio e il bruciore di stomaco. Per i bambini è consigliata la tisana al finocchio per ridurre le coliche causate dal latte materno.
  • semi di cumino, simile al finocchio, anche questi migliorano e in più contengono una grande quantità di ferro, un elemento fondamentale per la salute dell’organismo. Perfetti per una tisana calda.
  • arancia e limone: entrambe ricchi di vitamine contengono anche una buona dose di fibre che aiuta nei casi di stipsi. Il succo di limone è anche utile per combattere il mal di stomaco se spremuto in un bicchiere di acqua calda.
  • cacao in polvere è ottimo perché facilita la digestione di lattosio e perché colma il desiderio di dolci. Inoltre riduce il gonfiore intestinale e le coliche.
  • kefir è una bevanda che si ottiene dalla fermentazione del latte ed è ricca di probiotici che attivano le funzioni intestinali e migliorano le difese immunitarie. Il kefir è una ricca fonte di proteine, calcio e potassio.
  • l’ acqua di riso si prepara facilmente facendo bollire a lungo il riso in acqua. Dopo aver scolato il riso bere due il liquido bianco e denso che rimane. Due bicchieri al giorno.
  • lo zenzero è un ottimo rimedio per ridurre i gas intestinali. Assumere come tisana.

Omeopatia per l’intolleranza al lattosio infantile

Se l’intolleranza al lattosio si manifesta fin da piccolissimi, viene in aiuto l’omeopatia, come risposta ai sintomi manifestati dal lattante.
Il consiglio è

  • nel caso di vomito prolungato e neonato che non piange: Phosphoricum acidum
  • vomito copioso e bambino che dopo l’evento si addormenta: Aethusa cynapium
  • feci stitichezza con feci chiare, secche, che si sbriciolano: Magnesia carbonica
  • neonato che si rifiuta di attaccarsi al seno e vomita il latte dopo averlo succhiato, accompagnato da addome duro e gonfio: Silicea

Attenzione anche per iniziare la cura omeopatica, soprattutto se si tratta di bambini,  il consiglio è di rivolgersi ad uno specialista in medicina omeopatica.

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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