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Tutto sui probiotici naturali, per scoprirne le virtù, quali cibi ne contengono di più e quali sono le quantità corrette per avere apportare importanti benefici sulla salute

Scoprite i migliori e come assumerli correttamente

Facili da assumere attraverso gli alimenti, i probiotici naturali sono microrganismi viventi utili per il benessere intestinale e tali da favorire la nostra salute.

Tutto sui probiotici naturali, per scoprirne le virtù, quali cibi ne contengono di più e quali sono le quantità corrette per avere apportare importanti benefici sulla salute

Sono microrganismi viventi che, somministrati nelle corrette quantità, sono in grado di apportare importanti benefici sulla salute di chi li assume.

Facili da assumere attraverso numerose fonti alimentari, aiutano a favorire la buona salute dell’intestino e a contrastare disturbi di lieve entità.

Oltre alle persone adulte, anche i bambini possono beneficiare dell’uso di questi preziosi elementi, purché assunti all’interno di una corretta dieta alimentare. Perfino animali domestici, come cani e gatti, possono ricevere vantaggi per la salute dall’assunzione di integratori e prodotti a base di questi microrganismi.

Cosa sono i probiotici naturali

Sono microrganismi viventi di tipo batterico presenti naturalmente nell’organismo, che vivono in armonia con la  flora intestinale, della bocca e vaginale.

Questa flora batterica, chiamata anche microbiota, è costituita da milioni di batteri. Sappiamo che il solo intestino tenue ed il colon sono colonizzati da oltre 100.000 miliardi di batteri, con oltre 700 specie identificate fino ad oggi, che pesano di 1 fino a 5 kg, a seconda dell’individuo.

I batteri presenti naturalmente fanno bene alla salute, perché partecipano alle funzioni digestive, oltre che metaboliche, neurologiche e immunitarie.

I probiotici includono:

  • batteri dell’acido lattico detti anche fermenti lattici (lattobacilli, bifidobatteri)
  • alcuni lieviti come i saccaromiceti

Il significato di probiotico

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) li definisce dei microrganismi viventi che, se ingeriti in quantità sufficiente, esercitano effetti positivi sulla salute, al di là degli effetti nutrizionali tradizionali.

Si tratta dunque di microrganismi naturali che risultano compatibili con quelli presenti nell’intestino dell’uomo.

La parola proviene dal greco ‘pro’ e ‘bios’ che significa ‘a favore della vita’: quindi il significato è ‘benefici per la vita’.

Probiotici e prebiotici naturali

Da non confondere con i probiotici, che sono microrganismi, i prebiotici non sono degli organismi viventi e vengono considerati una sorta di nutrimento utile per i probiotici.

Si tratta di zuccheri fermentabili che non si scompongono durante la digestione e che agiscono come una sorta di fertilizzante. Infatti stimolano la crescita di colonie di batteri ‘buoni’.

In caso di disbiosi, cioè l’alterazione qualitativa e funzionale del microbiota dell’intestino, all’origine di molte malattie come le malattie infiammatorie croniche, il diabete, l’obesità, la depressione, si può riparare questo squilibrio: basta  ‘ricolonizzare’ il microbiota con batteri buoni.

È possibile, sia ingerendo dei probiotici, sia promuovendo la crescita di questi batteri buoni alimentandoli con dei prebiotici.

I probiotici migliori

Perché siano efficaci, devono arrivare vivi e in gran numero nell’intestino. Infatti l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco ne uccide una gran parte.

Per questo l’assunzione richiede che siano :

  • presenti sotto forma di cellule viventi
  • stabili e vitali per tutta la durata di conservazione del cibo
  • ingeriti in grandi quantità, così che una parte sopravviva alla digestione

Meglio dunque non assumerli con bevande calde, che potrebbero ucciderli, e a stomaco vuoto per non essere aggrediti dai succhi gastrici attivati dalla digestione.

Ci sono diversi ceppi utili per la salute dell’uomo. Bisogna tenere conto del tipo di flora batterica presente fisiologicamente nell’intestino e poi scegliere quelli simili e con composizione batterica adatta all’uomo.

Secondo alcuni studi, differenti ceppi hanno effetti specifici sui vari disturbi.

  • Lactobacillus rhamnosus: previene la diarrea legata agli antibiotici
  • Bifidobacterium longum, Lactobacillus helveticus, Lactococcus lactis e Streptococcus thermophilus: previene la sindrome dell’intestino irritabile e la stitichezza
  • Lactobacillus gasseri: rafforza la barriera intestinale
  • Lactobacillus plantarum: previene la candidosi vulvo-vaginale

 

probiotici naturali

La composizione della flora varia enormemente in quantità e qualità lungo il tratto digestivo. Più si scende verso il colon, più la flora è densa e anaerobica (sopravvive in assenza di ossigeno).

Ecco alcuni probiotici naturali:

  • ceppi dei bifidobatteri: Bifidobacterium bifidum, Bifidobacterium longum, Bifidobacterium infantis
  • ceppi degli streptococchi: Streptococcus lactis, Streptococcus faecium
  • ceppi dei lattobacilli: Lactobacillus bifidus, Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus thermophilus, Lactobacillus casei, Lactobacillus reuteri, Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus plantarum…
    Tra i lieviti: Saccharomyces cerevisiae, Saccharomyces boulardii

I criteri di selezione

Per scegliere probiotici di buona qualità che abbiano veramente effetti benefici per l’organismo, devono essere presenti determinate caratteristiche.

  • Ceppo identificato. È essenziale scegliere un probiotico il cui ceppo (o ceppi) sia stato studiato ed i cui effetti siano stati dimostrati da studi e ricerche.
  • Resistenza gastrica testata. Una volta ingerito deve superare un ambiente ostile, resistere all’acidità dello stomaco, agli enzimi digestivi, ai succhi biliari. Se i batteri non resistono a queste condizioni, non raggiungeranno vivi l’intestino tenue e il colon e non saranno in grado di esercitare i loro effetti benefici.
  • Rintracciabilità. La rintracciabilità è stabilita secondo processi standardizzati per assicurare la sicurezza del consumatore, garantiscono la registrazione del prodotto o la reattività del produttore in caso di evento. Preferite le aziende che rispettano le buone pratiche di produzione dell’industria farmaceutica, che hanno una lunga esperienza nella manipolazione di prodotti ‘vivi’ e che sono regolarmente ispezionate dalle autorità competenti.
  • Quantità. Sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la quantità minima sufficiente per ottenere una
    temporanea colonizzazione dell’intestino è di almeno 10 miliardi cellule
    vive al giorno. e questa è la quantità raccomandata per il consumo giornaliero per ceppo.
  • Stabilità. Questo parametro garantisce la vitalità del probiotico nell’ambiente circostante (temperatura/umidità) nel tempo, in condizioni normali di stoccaggio. Questa stabilità si basa sulle caratteristiche del ceppo, sulla scelta degli ingredienti utilizzati nella sua composizione e sull’imballaggio protettivo contro l’aria e l’umidità, preferite bustine o capsule in blister.
  • Adesione alla mucosa intestinale. Rappresenta la capacità di legarsi alle cellule dell’intestino. Se l’adesione è soddisfacente, il tempo in cui i ceppi sono presenti nell’intestino aumenta. Una buona adesione ottimizza l’interazione tra i batteri del microbiota e i relativi sistemi (in particolare il sistema immunitario).

A cosa servono i probiotici naturali

Ingerire dei batteri per rimanere in salute e aumentare la propria immunità non è una idea folle. Ci aveva già pensato Metchnikoff, premio Nobel per la medicina all’inizio del XX secolo. Ma è stato ripreso con la crescente consapevolezza del ruolo giocato dal microbiota intestinale nel meccanismo di molte patologie.

Oggi è ormai chiaro che questi batteri, definiti come ‘buoni’, sono necessari per il buon funzionamento intestinale e non solo. Se assunti in modo naturale attraverso l’alimentazione, si rivelano dei validi alleati per la salute di tutto il corpo.

Ma è nell’intestino che il ruolo dei probiotici è fondamentale. La sua buona salute dipende dall’equilibrio tra batteri ‘buoni’ e ‘cattivi’.

E quando i ‘cattivi’ sono in eccesso, possono esserci vari problemi: infezioni ripetute, cattiva digestione, allergie. Il consumo di probiotici è un buon modo per ripristinare quest’equilibrio.

In concreto, rafforzano temporaneamente la flora intestinale in modo da ripristinare l’equilibrio tra batteri buoni e batteri cattivi, permettendo ai primi di prendere il sopravvento sui secondi.

La produzione di acido lattico aiuta infatti a mantenere un pH acido, che limita lo sviluppo dei funghi e favorisce la digestione e l’assimilazione dei nutrienti.

In generale:

  • favoriscono la digestione
  • regolano il transito intestinale
  • diminuiscono la diarrea
  • migliorano la sindrome del colon irritabile
  • aumentano l’immunità, aiutando a superare le infezioni
  • promuovono la sintesi delle vitamine B e K
  • prevengono le recidive di infezioni vaginali da lieviti come la Candida
  • combattono l’infezione da Helicobacter pylori, un batterio responsabile dell’ulcera
  • si ritiene che abbiano un ruolo in alcune malattie neuropsichiatriche come l’ansia, la depressione e i disturbi bipolari

Probiotici per la pelle

La pelle è colonizzata da batteri. Quando i cattivi proliferano (a causa dell’età, della scarsa igiene, dei trattamenti antibiotici), possono sbilanciare il suo microbiota e causare infiammazioni (arrossamenti, irritazioni, secchezza) e patologie come l’acne o l’eczema.

I probiotici hanno anche un’azione anti-invecchiamento, rafforzando la barriera cutanea.

Probiotici per perdere peso

Contribuiscono al dimagrimento.

Alcuni studi hanno dimostrato che il microbiota di una persona in sovrappeso è diverso da quello di una magra. L’equilibrio della flora batterica intestinale è quindi un vantaggio per chi vuole perder peso.

Il ceppo che farebbe dimagrire è il Lactobacillus gasseri. Avrebbe un effetto positivo sulla circonferenza della vita e sull’indice di massa corporea.

Infine, l’azione benefica sullo stress calmerebbe la voglia di dolci e limiterebbe gli spuntini.

Probiotici in gravidanza

Poiché aiutano la digestione e combattono i problemi di stitichezza e diarrea, due disturbi comuni durante la gravidanza, costituiscono un valido aiuto durante l’attesa.

Inoltre, secondo uno studio neozelandese pubblicato nel marzo 2017 sul British Journal of Nutrition, il consumo del ceppo Lactobacillus rhamnosus HN001 aiuterebbe a regolare i livelli di zucchero nel sangue nelle donne in gravidanza, riducendo così il rischio di sviluppare il diabete gestazionale.

Sono completamente sicuri per lo sviluppo del feto.

Probiotici per rafforzare il sistema immunitario

I probiotici regolano il sistema immunitario. In questo modo, aiutano a combattere le infezioni e a modulare le risposte immunitarie inadeguate dell’organismo, come le allergie.

I probiotici sono quindi consigliati in caso di raffreddore ricorrente, ma anche se si soffre di eczema o di acne. In Giappone, infatti, i ricercatori ne hanno sottolineato il ruolo nel trattamento e nella prevenzione delle allergie alimentari infantili che provocano un eczema atopico.

Gli antibiotici disturbano la flora intestinale. L’assorbimento dei probiotici aiuta a riequilibrarlo e permette all’organismo di eliminare i germi responsabili delle malattie, stimolando al tempo stesso la crescita dei germi utili.

Probiotici contro i problemi intestinali

Numerosi studi hanno convalidato la loro azione benefica, in particolare dei fermenti lattici, sul benessere dell’intestino. Contribuiscono alla digestione e migliorano il transito e la flora intestinale.

Presentano dunque dei vantaggi per chi soffre di stitichezza, gonfiori intestinali e digestione lenta.

I ricercatori sospettano che molte malattie siano legate a squilibri microbici. Anche i nutrizionisti sono molto interessati ai probiotici.

Si sta testando l’efficacia di alcuni probiotici nella lotta contro il Clostridium difficile, un batterio che causa diarrea e altre malattie intestinali più gravi, come la colite e morbo di Crohn.

Probiotici in caso di stitichezza

Rafforzano la flora intestinale e la aiutano nel suo lavoro di digestione del cibo e di regolazione del transito intestinale.

Alcuni ceppi sono più efficaci: è il caso di Bifidobacterium animalis, Lactobacillus delbrueckii bulgaricus e Streptococcus salivarius thermophilus.

Dove si trovano i probiotici naturali

Si trovano soprattutto nei cibi fermentati, ma anche in alcune verdure e legumi.

Probiotici naturali nel cibo fermentato

Essendo batteri e lieviti, sono presenti in particolare nel cibo fermentato, come alcuni formaggi, lo yogurt, il kefir e il kombucha (come lactobacilli e bifido-batteri), oltre a certi condimenti e pesce fermentati, ma anche nelle bevande alcoliche come la birra, i crauti, e le verdure fermentate.

Si trovano poi nel lievito di birra e nel pane a lievitazione naturale e, naturalmente nella pasta madre.

La fermentazione, infatti, rende l’ambiente più acido, limitando la proliferazione batterica, responsabile della putrefazione. Per questo veniva utilizzata per conservare gli alimenti.

Probiotici naturali

In breve, si tratta di una strategia utilizzata dai microrganismi (alcuni batteri, ma anche i lieviti) per rimuovere l’energia dallo zucchero in assenza di ossigeno. Scompongono il cibo e, così facendo, rilasciano proteine benefiche per la salute, la cui concentrazione viene decuplicata da questa semplice trasformazione. Può essere di due tipi:

  • fermentazione alcolica, che trasforma gli zuccheri in alcol e anidride carbonica attraverso l’azione del lievito. È quella dei cereali e della frutta, e viene utilizzata per produrre una varietà di bevande alcoliche e per far lievitare il pane.
  • fermentazione lattica che trasforma gli zuccheri in acido lattico attraverso l’azione di batteri. Viene utilizzata nella produzione di yogurt, formaggi, salumi e verdure.

È la fermentazione lattica a produrre probiotici. Lo yogurt, ad esempio, contiene milioni di batteri che possono rimanere in vita per un mese intero. È un prodotto ‘vivo’, ricco di enzimi e probiotici.

Probiotici naturali negli alimenti

Sono però presenti in numerosi altri tipi di alimenti.

Sono presenti anche in alcune verdure come carote, barbabietole, ravanelli, peperoni, e nella frutta, nei semi oleosi, e nei cibi ricchi di fibre alimentari.

In particolare, nei derivati della soia, come il tempeh e il miso, ma anche nelle olive. Insomma, si trovano in molti cibi consumati quotidianamente.

Probiotici naturali in cucina

Chi ha esperienza nella preparazione casalinga dello yogurt, del kefir (a base di acqua o a base di latte) e del kombucha sa già dove trovare questi organismi vivi.

Integratori alimentari a base di fermenti lattici

Oltre agli alimenti, alcuni possono essere assunti sotto forma di integratori alimentari. I più noti sono il lievito di birra ed i fermenti lattici che si trovano nello yogurt. Ma si trovano anche degli integratori farmaceutici ed erboristici sotto forma di capsule, compresse o anche bustine in polvere (consigliati in caso di disturbi intestinali).

Questi integratori alimentari si trovano nelle farmacie e nei negozi di alimenti naturali. Sono efficaci perché sono avvolti in una protezione resistente agli acidi e si sciolgono solo una volta nello stomaco (capsula enterica), per un effetto più mirato e concentrato.

Quali sono i formaggi probiotici

Sono particolarmente ricchi di batteri ‘buoni’ per via dei fermenti lattici e muffe che si creano dal loro metabolismo, che risultano avere un effetto positivo sulla flora batterica, poichè sono prodotti con latte intero pastorizzato e fermenti lattici, caglio e spore di penicilli:

  • formaggi fermentati a pasta molle di tipo erborinato, cioè quelli come il Gorgonrzola, il Roquefort
  • formaggi a pasta molle con la crosta come il Camembert, il Brie, .

Probiotici naturali: il kefir

Il kefir, una combinazione di lieviti e batteri, ha la proprietà di far fermentare cibi e bevande. Ci sono due famiglie principali:

  • Il kefir di latte. La fermentazione è simile a quella che trasforma il latte in formaggio o il succo di mela in sidro. Durante la preparazione del kefir, i microrganismi presenti nei grani coagulano la caseina del latte e lo fanno fermentare, agendo sul lattosio (uno zucchero del latte), che viene trasformato in acido lattico, sull’alcol (meno dell’1%) e l’anidride carbonica (che rende la bevanda frizzante). Non è molto diverso dallo yogurt, fatto con altri tipi di batteri.
  • Il kefir di succo di frutta. Si tratta dello stesso processo di fermentazione che trasforma l’acqua e la frutta macerata in una bevanda frizzante con poco zucchero.

Questa bevanda fermentata è ricca di vitamine, minerali e oligoelementi, e naturalmente i probiotici.

I suoi benefici si riscontrano sulla flora intestinale, sul transito intestinale e sul sistema biliare (la cistifellea aiuta la digestione).

Probiotici naturali

Questi probiotici rafforzerebbero anche il sistema immunitario. Più in generale, il kefir avrebbe effetti benefici sulla pelle, proteggerebbe contro varie allergie e problemi respiratori come l’asma.

Il contenuto di probiotici nel kefir e la loro efficacia, legata alla diversità dei ceppi batterici, sarebbe superiore a molti alimenti che ne sono ricchi (yogurt, crauti, birra).

Alimenti probiotici al supermercato

Sono naturalmente presenti in diversi alimenti, ma a volte ci sono delle condizioni che portano a dover integrarli.

Numerosi prodotti integratori di probiotici sono disponibili anche al supermercato. In genere sono sotto forma di fiale pronte da bere, gocce e compresse e bustine da sciogliere in un bicchiere d’acqua.

Probiotici naturali erboristeria

Si possono trovare nelle erboristerie e online degli integratori da assumere oralmente.

Probiotici naturali senza lattosio

Per chi preferisci evitare il lattosio, esistono anche quelli ricavati da fonti vegetali. Ad esempio, è il caso dei crauti, ricavati a partire dal cavolo fermentato.

Anche la tradizione gastronomica asiatica, in particolare giapponese, offre alimenti vegetali per rifornirsi di  batteri senza lattosio.

Il miso, ottenuto da un lungo processo di fermentazione della soia, con l’aggiunta di sale marino e cereali, rappresenta un condimento molto diffuso nella tradizione culinaria nipponica.

Altrettanto diffusi, ma molto meno amati nella società occidentali, sono i fagioli natto, ricavati dalla fermentazione dei fagioli di soia, caratterizzati da un odore e da un sapore particolarmente intenso.

Tra le alternative prive di lattosio troviamo anche il tè kombucha, particolare mix di tè verde o nero unito ad una coltura di lieviti o batteri.

Un’altra speciale pietanze proveniente dalla cucina asiatica è il kimchi. Preparato a partire dalla fermentazione del cavolo cinese o di altri ortaggi, viene oggi considerata un nuovo superfood.

Probiotici naturali per bambini

Anche i più piccoli possono beneficiare degli effetti dei probiotici introdotti con l’alimentazione. Tramite l’impiego di questi preziosi elementi si assicura ai bambini una buona salute della flora intestinale.

Ovviamente è scontato sottolineare e ribadire che l’uso dei probiotici è utile sono se inserito all’interno di uno stile alimentare vario ed equilibrato.

Probiotici naturali e neonati

Posizioni controverse, invece, sono quelle relative all’uso dei probiotici nei neonati soprattutto allo scopo di trattare le coliche gassose. Meglio pertanto affidarsi al consiglio di esperti nel campo, come i pediatri.

Effetti indesiderati

All’inizio del trattamento, in alcune persone può causare disturbi intestinali come gonfiore e flatulenze. In questo caso, è consigliabile iniziare con piccole dosi, prima di aumentarle gradualmente.

Si consiglia di assumere gli integratori alimentari per massimo un mese, da ripetere più volte all’anno a seconda delle necessità.

Allo stesso tempo, è opportuno avere una dieta diversificata che fornisca anche prebiotici, sostanze che nutrono i probiotici e ne promuovono lo sviluppo.

Controindicazioni

Poiché ogni individuo ha il proprio microbiota, con i propri ceppi di batteri, è fondamentale individuare il proprio ceppo, altrimenti non funziona.

Probiotici naturali per cani

Anche l’alimentazione degli animali domestici può essere arricchita al fine di assicurare i maggiori effetti benefici sulla salute dei nostri amici a quattro zampe. Esistono prodotti specifici da acquistare per favorire la tutela della flora intestinale del proprio cane.

Data la particolare natura dell’ambiente intestinale dei cani, è preferibile somministrare queste sostanze a stomaco vuoto. In ogni caso, se sono presenti condizioni particolari o patologiche, è sempre preferibile rivolgersi al veterinario che saprà dare le migliori indicazioni in merito ed eliminare qualsiasi tipo di dubbio.

Probiotici naturali per gatti

Bioregolatori naturali della funzionalità intestinale sono previsti anche per i gatti. Alcuni particolari integratori a base di probiotici e specifici tipi di cibi complementari possono rivelarsi utili per contrastare alcune problematiche feline tipiche dell’apparato digerente.

Ad esempio, è il caso dell’accumulo di bolo di pelo nello stomaco o nell’intestino che può, a lungo andare, arrecare disturbi in gatti che vivono sempre all’interno delle mura domestiche.

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