Orto e giardino

Le fave legume primaverile prezioso sulle nostre tavole

Fanno parte da sempre delle nostre abitudini alimentari e fornisce al nostro organismo vitamine e minerali

Le fave sono un legume buono da mangiare e ricco di proprietà nutritive. Garantiscono, infatti, un buon apporto di ferro e altri minerali, e una notevole quantità di vitamine, ancora più attive se consumate crude.

Le fave legume primaverile prezioso sulle nostre tavole

Si tratta di una pianta primaverile che inizia ad affacciarsi sui banchi del mercato ortofrutticolo già a metà marzo. Si può consumare cruda o cotta. Vi diamo alcuni consigli su come cucinare e gustare le fave ma vi spieghiamo anche come coltivarla nell’orto.

Fave: come riconoscerle

Si tratta di una pianta erbacea e annuale che appartiene alla famiglia delle leguminose. Nella nomenclatura botanica, sono note come Vicia faba L. o Faba vulgaris, ed appartengono alla famiglia delle Fabaceae.

  • Il fusto è eretto e grosso: la crescita della pianta delle fave è ascrivibile a quella di un fagiolo verde gigante.
  • La pianta può raggiungere i 140 centimetri di altezza.
  • Il frutto è un grosso baccello lungo circa 30 centimetri e al suo interno si trovano da 5 a 10 semi: questi sono edibili.

Il periodo delle fave

In genere questi legumi maturano tra maggio e giugno, ma a seconda delle varietà (precoci e tardive) e della fascia climatica in cui sono coltivate, inrealtà le troviamo da aprile a tutto agosto.

Fave gialle

In realtà si tratta di fave secche e prive del tegumento, la pellicina che le ricopre, che hanno un caratteristico colore giallo-oro chiaro o bianco.

Si potrebbe anche confonderle con i lupini, che però sono un altro tipo di legume.

Origini della pianta di fave

Sono apprezzate in tavola fin dai tempi antichi. Si pensa che arrivino dall’Asia, ma presto la loro coltivazione si diffuse tra Greci, Egizi e Romani.

Fino agli inizi del ‘900 questi legumi rappresentavano la principale fonte di vitamine in molti paesi del Sud Italia grazie al fatto che fossero ricche di contenuti proteici, facili da coltivare e di prezzo economico. Oggi invece i principali produttori di fave sono oltre all’Italia, la Germania e la Cina.

Fave: le varietà

Questa pianta conta diverse varietà, oltre alla varietà detta favetta destinata al consumo animale come foraggio, in cui un singolo baccello arriva a pesare anche 1000 gr.

Le fave da orto sono invece quelle edibili, che maturano in primavera, e le varietà sono suddivise per periodo di raccolta:

  • varietà medio-tardive: Aguadulce Claudia, Aguadulce migliorata, Aguadulce supersimonia, Relon, caratterizzate da baccelli lunghi e semi grossi dal sapore delicato e dal colore verde brillante.
  • varietà precoci: Reina Mora, Reina bianca, Express, Red epicure, caratterizzate da grani violacei
  • varietà semi-precoci: Sciabola verse e Sciabola verse, Superaguadulce che ha semi grossi di colore verde chiaro.

Come si coltivano le fave

Considerato un legume facile da coltivare, molto diffuso negli orti del Sud Italia, ha bisogno di un clima mite tipico del centro e sud de nostro paese.

Fiorisce e dà i suoi frutti senza troppi sforzi. Ecco quali consigli seguire per coltivarle nel proprio orto.

La semina

Il terreno deve essere a medio impasto con pH neutro o leggermente alcalino. Si semina all’aperto in genere in autunno tra novembre e dicembre, e nei mesi di gennaio-febbraio nelle zone più calde, ma alcune varietà tardive possono essere seminate, anche a marzo-aprile nelle zone più fredde.

Per preparare la dimora trattate il terreno vangando ad una profondità di circa 35 cm. Mettete in dimora la semenza e richiudete con terriccio. Annaffiate in abbondanza per favorire la germinazione. Concimate con letame e concime organico.

Effettuate buche a distanza di circa 50 cm, ogni buca può accogliere fino a 4 semi. Le piantine usciranno nel giro di 2-3 settimane.

La cura delle piantine

Per prendersi cura delle piantine bisogna prima di tutto pulirle sempre dalle piante infestanti. L’orto va irrigato con periodicità, ma senza abbondare, ovvero il terreno non deve restare a lungo bagnato.

  • assicurare le piantine e sostegni in caso di vento forte
  • la cimatura va fatta dopo che inizia a produrre i primi baccelli.
  • la raccolta è a scalare, il seme non deve essere ancora maturo, altrimenti risulta duro, e si esegue iniziando dai baccelli posti alla base della pianta.

Quando la pianta termina di produrre frutti, come consigliato per tutte le leguminose, va tagliata e interrata perché migliora la qualità del terreno a favore delle future coltivazioni.

Fave: proprietà nutritive

Sono ricche di vitamine, ferro, potassio, magnesio, rame, selenio e soprattutto acido ascorbico.
In particolare si compongono di

  • 84 % di acqua
  • 5% di proteine
  • 5% di fibre,
  • 4,5% di carboidrati
  • 0,4% di grassi

fave

Grazie alla loro composizione ne viene consigliata l’assunzione per depurare l’organismo:

  • il ferro contenuto nelle fave è un valido aiuto per chi soffre di anemia
  • le tante fibre possono essere utili per favorire la regolarità intestinale
  • le vitamine sono fondamentali per migliorare il sistema immunitario (se ne consiglia l’uso a crudo perché la cottura fa perdere gran parte delle vitamine)
  • fibre ed acqua sono usate per favorire la diuresi (in questo caso si consiglia il consumo delle fave essiccate che si acquistano in erboristeria)

Non va dimenticato che a fronte di tante proprietà nutritive, sono povere di grassi e quindi sono un alimento consigliato nelle diete ipocaloriche: 100 gr contengono 70 calorie.

Fave e morbo di Parkinson

Tra le proprietà benefiche sembrerebbe che siano efficaci nel ridurre i sintomi del morbo di Parkinson.

Questo legume infatti contiene un amminoacido dal nome l-dopa, in grado di agire sui livelli di dopamina, andando ad aumentare la sua concentrazione all’interno del cervello.

La dopamina è ingrediente principale dei farmaci che combattono la degenerazione causata dal Parkinson.

Fiori secchi di fava

I fiori secchi di fava che si acquistano in erboristeria possono essere utilizzati per preparare un decotto dalla ottime proprietà diuretiche.

Bastano 10 gr di fiori secchi in 250 ml di acqua.

In erboristeria si trovano anche i baccelli secchi e con appena 50 grammi in 250 ml di acqua si può preparare un infuso consigliato soprattutto durante la gravidanza perché fornisce un importante apporto di folati, da cui deriva l’acido folico: un tazza di fave cotte contiene il 44% del fabbisogno giornaliero di acido folico.

Fave: controindicazioni

Mangiare fave può causare disturbi, soprattutto se si esagera. In particolare, come tutti i legumi, possono causare pancia gonfia.

fave

Il favismo 

Hanno una controindicazione molto pericolosa: il favismo. Si tratta di una patologia correlata alla carenza di un enzima, il G6PD. È una forma di grave anemia, diffusa in Italia soprattutto nel Sud e nelle isole, causata dall’ingestione di Vicia faba e di alcuni farmaci.

La carenza dell’enzima G6PD può scatenare crisi emolitiche: uno dei fattori scatenanti è proprio l’ingestione di fave o l’inalazione del loro polline. Una delle cause è la presenza della divicina nel legume soprattutto crudo.

Le fave fanno alzare la pressione

Non ci sono evidenze scientifiche che supportino questo effetto sull’uomo.

Fave in cucina

Possono essere consumate cotte o crude e anche essere fatte essiccare o surgelare per conservarle a lungo prima di essere cucinate. Solo fresche però possono essere mangiate con la pellicola che le ricopre, il tegumento.

Se le si vuole cuocere, devono sempre essere decorticate, cioè va eliminata la pellicina che le ricopre, per renderle più digeribili. Poi potranno essere cotte, essiccate o surgelate.

fave

  • Fresche possono essere consumate al naturale, basta aprire il baccello ed estrarre i semi, eliminando solo il piccolo peduncolo posto sulla sommità. Possono essere accompagnate da pane, salame e formaggio fresco come in Liguria, oppure pecorino come in Centro Italia. Oppure possono essere cotte, e allora è importante togliere la pellicina. Basta prima sbollentarne i semi per 5 minuti. Possono essere anche arrostite incidendole come le castagne.
  • Cotte, basta sbollentare i semi in acqua bollente per 5 minuti per togliere il tegumento e condirle con un filo di olio oppure cotte con altre verdure e usate per zuppe.
  • Essiccate devono essere cucinate prima di mangiarle. È necessario lasciarle in ammollo come gli altri legumi, ma sarà sufficiente 8 ore se sono già decorticate. Vanno messe in acqua bollente per ammorbidirle e cucinarle in zuppe e minestroni.

Fave secche

Secche possono decorticate, cioè già essere private del tegumento , e allora basta un ammollo di 8-10 ore in acqua fredda (che dovrete buttare) prima di cuocerle. L’acqua le rammollisce, fino a trasformarle in una purea. Si accompagnano a verdure dal gusto amarognolo, come la cicoria.

Se sono state essiccate con il tegumento, allora vanno vanno prima ammollate per 12-18 ore in acqua fredda che poi getterete, come per i fagioli e i ceci, e poi lessate per farne zuppe e vellutate.

Fave surgelate

Si possono anche surgelare ancora crude, eliminando prima la pellicina e poi conservandole in sacchettini trasparenti per alimenti.

Per consumarle dovranno poi essere sempre cotte, sia direttamente in padella con dell’olio di oliva e alcuni cucchiai di acqua o brodo, sia bollite.

Fave: ricette per tutti i gusti

Ecco diverse ricette per cucinare questi legumi in maniera gustosa e inusuale.

Fave al forno

Le fave al forno sono un secondo piatto gustoso, da accompagnare magari con patate e altre verdure lesse.

Preparazione. Fare un soffritto di cipolla e porre in una casseruola unendo i legumi. Mettete in forno a 180° per 25 minuti. Quindi spruzzate con prezzemolo e irrorate con olio.

Fave in umido

In umido è il metodo più pratico e usato per gustarle di stagione.

Preparazione. Preparate un soffritto con olio e cipolla. Mettete l’acqua a bollire. Nella padella del soffritto aggiungete le fave e saltatele con pepe e sale. Unite 3 cucchiai d’acqua calda. Cuocete per 10 minuti a fuoco basso e con coperchio.

Fave e pecorino

Il piatto tipico dell’Italia centrale, stuzzichino goloso e nutriente è fave e pecorino romano.

Preparazione. Cucinate le fave pulite della pellicina in acqua bollente per 5 minuti. Scolatele e fatele raffreddare. Intanto grattugiate 100 gr di pecorino e frullatele insieme al formaggio.

Unite al composto 1 cucchiaio di olio, 1 macinata di pepe e alcune foglioline di menta. Create delle palline con questo composto e passatele sul formaggio grattugiato. Quindi lasciatele in frigorifero per un’ora e poi servite come aperitivo.

Ricetta senza glutine: panelle di fave

Ingredienti:

  • 600 gr di fave
  • 1 cipolla
  • 1 mazzetto di finocchietto selvatico
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 200 ml di olio di semi di arachide

Preparazione. Mondate la cipolla e sgusciate le fave. In un tegame fate rosolare la cipolla con l’olio. Quindi aggiungete le fave ed il finocchietto lavato e spezzettato. Versate 2 l di acqua e lasciate cuocere per 1 ora e 30 minuti, finchè le fave si disferanno. Schiacciate bene aiutandovi anche con il cucchiaio di legno per ridurre in crema. Salate e poi togliete dal fuoco. Versate la crema sul tagliere di legno – come la polenta – e fate raffreddare.
Quando il composto si è indurito, preparate con lo stampino le panelle. Friggete nello olio di semi e scolate sulla carta assorbente. Vanno servite calde con una spruzzatina di pepe.

Fave e diabetici

I legumi fanno parte degli alimenti con basso indice glicemico quindi consigliati per i malati di diabete.

Si è scoperto inoltre che esercitano un’azione positiva generale sull’organismo, hanno la capacità di regolare l’assunzione dei carboidrati. Fanno sì che i carboidrati vengano assorbiti lentamente, evitando così che gli zuccheri che ne derivano si riversino nel sangue troppo rapidamente, causando picchi glicemici.

La capacità offerta da questi baccelli di contenere i rapidi aumenti di glicemia è molto importante, perché proprio i picchi iperglicemici ripetuti sono corresponsabili dello sviluppo di complicanze, soprattutto nel diabete di tipo 2.

ScriBio

Siciliana di nascita (1970) e milanese di adozione dal 1988. Ha svolto tanti lavori e per ognuno di essi ha dato il meglio con passione e voglia di imparare. Fino al 2011: licenziata, separata, due figli. Anno della svolta: seguire la sua attitudine, la scrittura. Inizia per caso a lavorare come free lance per una casa editrice milanese specializzata in riviste tecniche. Scrive di edilizia e architettura per Imprese Edili e viene attirata dal mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile (collabora anche con architetturaecosostenibile.it). Arriva la digitalizzazione, le riviste sono quasi totalmente online: si specializza e anche oggi continua a tenersi aggiornata, non smettendo mai di ascoltare, guardare e imparare.

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