Anemia, come riconoscerla e curarla

di Alessia del 20 aprile 2017

Anemia: quali le varie cause, come si manifesta, quali i sintomi più comuni. È una breve guida pratica per capire come intervenire e quando chiedere aiuto.

È un disturbo caratterizzato dalla scarsa presenza di emoglobina nel sangue. Questo comporta una riduzione della quantità di ossigeno disponibile, con la conseguente comparsa di numerosi sintomi.

Anemia e disponibilità di emoglobina

L’emoglobina è una proteina dei globuli rossi che si lega all’ossigeno per rilasciarlo poi ai tessuti.

  • Il processo di formazione dei globuli rossi viene definito eritropoiesi e dipende (tra gli altri) anche dalla disponibilità di ferro, acido folico e vitamina B12.
  • Questo significa che in presenza dell’alterazione di uno di questi valori, la produzione subisce rallentamenti e questo comporta una condizione di anemia.

Quando i valori dell’emoglobina scendono sotto i 13 g/dl nell’uomo e i 12 g/dl nella donna, allora si parla di anemia. In maniera più specifica, l’anemia si differenzia per livelli di gravità:

  • lieve: valori tra 13 g/dl e 10 g/dl
  • moderata: tra 10 g/dl e 8 g/dl
  • grave: al di sotto di 8 g/dl.

Questi valori saranno poi differenti in base all’età e a condizioni particolari, come le donne in stato di gravidanza.

anemia cause

L’anemia dipende dalla riduzione di emoglobina nel sangue

Tipi di anemia e cause

Esistono diverse forme di anemia, correlate a cause specifiche.

  • cronica: è legata in realtà alla presenza di patologie croniche, per cui si tratta di una forma secondaria. Generalmente rappresenta la conseguenza di malattie gravi quali leucemia, AIDS, tumore, epatite, insufficienza renale cronica.
  • da carenza di ferro: si tratta di una forma molto comune, soprattutto nelle donne con cicli mestruali abbondanti. Attraverso le perdite di sangue, viene meno anche il ferro per cui si va incontro ad una condizione di carenza. La causa può essere rintracciata anche in una cattiva alimentazione.
  • da carenza di vitamina B12 e acido folico: come per il ferro, una dieta priva di queste sostanze può comportare una condizione di anemia. Nello specifico, si parlerà di anemia perniciosa se il soggetto mostra problemi di assorbimento di vitamina B12.
  • emolitica: dipende dalla distruzione insolita di globuli rossi, un fenomeno spesso correlato a patologie del sangue.
  • aplastica: questa condizione si associa a malattie gravi, in cui il midollo osseo non riesce a produrre non solo i globuli rossi, ma nemmeno globuli bianchi e piastrine.

Fattori di rischio dell’anemia

Ci sono alcune patologie che possono contribuire a predisporre al rischio di sviluppare una condizione anemica. Ne prendiamo in considerazione alcune delle più comuni.

  • La celiachia e il morbo di Chron vanno a contrastare la capacità dell’intestino di assimilare i principi nutritivi, impedendo quindi l’assorbimento di ferro e vitamine.
  • Durante la gravidanza, il ferro presente nella madre viene utilizzato dal feto e questo causa un calo delle riserve, che andrebbero subito rimpiazzate. Parimenti accade nelle donne con mestruazioni particolarmente abbondanti.
  • Se poi le perdite di sangue, seppure minime, si associano a condizioni cliniche quali ulcere, anche in questi casi si assisterà ad una diminuzione della disponibilità di ferro.

Anemia conseguenze e sintomi

Nonostante le cause siano differenti, i sintomi tipici sono sempre gli stessi:

Anemia: come si effettua la diagnosi?

Di fronte alla comparsa di questi sintomi e soprattutto quando si è a conoscenza della predisposizione ad anemia, sarebbe opportuno rivolgersi il prima possibile al proprio medico di fiducia.

Questi generalmente prescriverà indagini complete del sangue: esame morfologico, esame emocromocitometrico, esame sierologico e delle urine. In tal modo si potranno verificare i livelli di emoglobina e di globuli rossi presenti. Nei casi più gravi, potrebbero essere prescritti esami più approfonditi, per escludere la presenza di malattie e altre condizioni.

Come curare l’anemia

La cura dell’anemia, quando associata a riduzione di vitamine e ferro, consiste nell’assunzione di integratori specifici e in una dieta bilanciata. Via libera quindi ad alimenti ricchi di ferro o acido folico, in base alla problematica riscontrata.

Per rimpiazzare il ferro si dovranno mangiare:

anemia dieta

L’anemia può essere curata anche con la dieta

Vegetariani e vegani dovranno prestare particolare attenzione per evitare di andare incontro a condizioni di carenza. Per aumentare la presenza di vitamina B12 si consiglia in aggiunta il consumo di latticini e soia fortificata.

Inoltre è bene evitare di mangiare contemporaneamente alimenti di ricchi di ferro, di fosforo e di calcio, in quanto l’incompatibilità tra gli ioni fa sì che il ferro non venga adeguatamente assorbito. Per cui, ad esempio, mai ingerire carne abbinata a mozzarella o formaggio.

Ridurre anche il consumo di caffè e tè, che vanno assunti eventualmente lontano dai pasti in quanto potrebbero impedire la corretta assimilazione di ferro.

Anemia rimedi naturali

Anche la natura ci viene in aiuto con rimedi naturali specifici, andiamo a scoprire quali:

Noi invitiamo sempre a contattare professionisti del settore ed evitare il fai da te, per tenere sotto controllo eventuali interazioni con i farmaci.

Ecco altre guide sulle carenze di minerali:

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