Partenio: proprietà e utilizzi della pianta che fa passare il mal di testa

di Eryeffe del 1 marzo 2018

Il partenio è un pianta erbacea originaria dell’Europa molto simile alla camomilla. Conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà benefiche, nella fitoterapia moderna è utilizzata come pianta officinale contro l’emicrania e i dolori muscolari, grazie all’azione antinfiammatoria e antispasmodica che è in grado di svolgere su muscoli e vasi sanguigni. Scopriamo tutte le sue virtù e impariamo a riconoscere questa preziosa erba medicamentosa.

Partenio: proprietà e utilizzi della pianta che fa passare il mal di testa

Il partenio, è una pianta officinale utilizzata da secoli per la cura di molti disturbi di origine infiammatoria. Già nel I secolo a. C. Dioscoride ne suggeriva l’utilizzo per il trattamento delle cefalee, mentre un po’ più tardi Plinio lo consigliava contro le vertigini. Sempre Plinio, aveva consacrato questa pianta alla dea Minerva: per questo motivo, il partenio divenne ben presto la pianta dedicata alla cura di molte problematiche femminili.

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Nella medicina tradizionale il suo impiego si rivelava utile alla stimolazione delle contrazioni uterine e in generale per facilitare il parto e l’espulsione della placenta. Rametti di partenio, infine, venivano posti nelle tombe dei defunti come simbolo di immortalità dell’anima.

Oggi il partenio trova largo impiego in fitoterapia come cura contro mal di testaemicrania, cefalea, disturbi legati alla sindrome premestruale e i dolori mestruali.

Il suo principio attivo è il partenolide, un antidolorifico naturale in grado di volgere una potente azione rilassante su muscoli e vasi sanguigni. Il suo consumo, inoltre, inibisce il rilascio della serotonina, una delle principali cause da cui scaturisce l’emicrania.

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La sua efficacia contro queste patologie è dimostrata anche da studi scientifici e numerose indagini cliniche, specie se assunto a scopo preventivo.

Ecco nel dettaglio tutto quel che c’è da sapere su questa pianta molto simile nell’aspetto alla camomilla ma dall’odore estremamente sgradevole.

La pianta

Come detto, il partenio (tanacetum parthenium) è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea in Europa, America e Australia. Appartiene ala famiglia delle Composite e, a seconda delle regioni climatiche, cresce spontaneamente nei luoghi incolti e pietrosi, vicino a ruderi e macerie, ai margini delle strade o lungo le sponde dei corsi d’acqua.

Nei giardini, può essere coltivata come pianta ornamentale. In Italia è conosciuto con i nomi di amarella, amareggiola, matricale, maresina ed erba marga.

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La pianta presenta un fusto eretto che può raggiungere anche i 70 centimetri di altezza. Le foglie e i fiori sono molto simili a quelle delle margheritine di campo, ma a differenza di queste ultime il suo odore è decisamente sgradevole e pungente. La fioritura avviene in estate con capolini bianchi dall’aspetto molto allegro.

La coltivazione per finalità erboristiche si effettua seminando il partenio in file e solchi non troppo vicini per evitare di disperdere i principi benefici della pianta. Non c’è bisogno di utilizzare un particolare tipo di terreno perchè la pianta si adatta a qualunque substrato, anche pietroso.

Partenio, le proprietà

Oltre alle sue note proprietà antispasmodiche, il partenio è conosciuto come un rimedio naturale miracoloso per la cura del mal di testa e delle emicranie. La sua azione antinfiammatoria, infatti, si esplica nei confronti di tutti i disturbi quelle vasomotori, responsabili del dolore sui centri nervosi.

Le parti della pianta dove si concentrano maggiormente i principi attivi sono le foglie che subito dopo la fioritura sono particolarmente ricche di flavonoidi, sesquiterpeni, e polifenoli.

Ricollegata all’attività medicinale della pianta è il partenolidesostanza in grado di  ridurre la contrazione della muscolatura liscia e la sua eccitabilità.

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Altra caratteristica del partenio è la sua azione ipotensiva a livello gastrointestinale. Anche in questo caso, l’utilizzo di questa pianta si rivela funzionale alla distensione della muscolatura liscia, con conseguente effetto tranquillante e rilassante che può essere sfruttato anche per favorire il riposo notturno.

Sempre in relazione alla sua capacità antinfiammatoria, infine, se ne consiglia l’impiego anche  per combattere i dolori articolari, inclusi quelli legati all’artrite reumatoide.

L’effetto antispasmodico è riconosciuto efficace per la cura della sindrome premestruale e dei dolori durante il ciclo. Assunto sette giorni prima dell’arrivo del ciclo, può attenuare il dolore, i crampi e, in alcuni casi, neutralizzare del tutti i disturbi.

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Usi e applicazioni

In erboristeria, si trova sotto forma di estratto, capsule e compresse masticabili. Come anticipato, è consigliato in tutti i trattamenti preventivi e curativi degli stati infiammatori. Trova dunque applicazione nella cura di cefalea, dismenorrea e disturbi muscoloscheletrici.

Per quanto riguarda il trattamento esterno, il suo impiego è consigliato in caso di dolori reumatici e muscolari. A tal proposito si utilizzano fiori e foglie per preparare decotti applicabili sulle parti dolenti.

L’uso sotto forma di capsule è adatto alla prevenzione degli stati di ansia, insonnia e in generale per favorire la rilassatezza fisica e mentale. L’infuso di partenio, inoltre, svolge un’azione ipotensiva e digestiva. Si prepara con le parti aeree della pianta raccolte ed essiccate tra luglio e settembre.

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Curiosità: sapevate che i fiori non sono solo belli ma anche buoni da mangiare?

In cucina, infine, il partenio si utilizza per il suo retrogusto amarognolo che lo rendono un ottimo ingrediente per arricchire minestroni di verdure, zuppe, frittate e contorni a piatti a base di carni grasse.

Controindicazioni

L’assunzione di partenio come di qualunque altro rimedio naturale deve essere seguita da un erborista esperto o dal proprio medico di base. Il consumo di questa pianta, infatti, è collegato alla comparsa di alcuni effetti collaterali, tra cui:

  • dermatiti allergiche
  • ulcerazioni delle mucose
  • vomito
  • diarrea
  • cefalea
  • insonnia

Se ne sconsiglia l’utilizzo a chi soffre di gastrite, ulcera, ipersensibilità accertata verso uno dei principi attivi. E’ controindicato in caso di gravidanza, allattamento e in occasione di terapie a base di serotoninergici (es. antidepressivi). È sconsigliato l’uso prolungato.

Altre informazioni

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