Salute

Flavonoidi: a cosa servono e in quali alimenti si trovano

Presenti in tanti tipi di frutta e verdura, hanno una spiccata azione antiossidante e protettiva sul microcircolo

Oggi andiamo a conoscere più da vicino i flavonoidi. Di sicuro li avrai già sentiti nominare. Ma sai davvero cosa sono, a cosa servono e soprattutto dove si trovano?

Flavonoidi: a cosa servono e in quali alimenti si trovano

Leggi la nostra guida sui flavonoidi e scoprirai tante informazioni utili.

Flavonoidi: cosa sono

I flavonoidi o bioflavonoidi sono una vasta classe di composti fenolici diffusi nel mondo vegetale. Nello specifico, si tratta di metaboliti secondari prodotti dalle piante. Oltre 6.000 molecole differenti, in grado di esercitare svariate attività biologiche che risultano molto utili per l’organismo.

Si trovano indicati anche come vitamina P. 

Struttura chimica

La loro struttura chimica è costituita da uno scheletro centrale composto da 15 atomi di carbonio (C-15) e, più precisamente, da tre anelli: due anelli benzilici (A e B) e un anello eterociclico (C).

Dal momento che i flavonoidi sono tantissimi, è bene specificare che alcuni gruppi e sottogruppi di flavonoidi possiedono una struttura chimica leggermente differente.

Flavonoidi: dove si trovano

I flavonoidi si trovano in tantissimi alimenti come frutta, verdura, semi, foglie, rizomi, radici e cortecce di numerose piante, così come in alcuni tipi di bevande come il e il vino rosso.

Dal momento che i flavonoidi sono una famiglia molto numerosa, che comprende più di 6.000 composti polifenolici idrossilati, a loro volta raggruppati in 7 categorie, abbiamo riassunto in un elenco le tipologie principali di flavonoidi indicando, per ognuna di esse, dov’è contenuta.

cibi ricchi di flavonoidi

Flavonoidi: a cosa servono

Ruolo dei Flavonoidi o Bioflavonoidi nelle Piante

Trattandosi di metaboliti secondari vegetali, svolgono importanti funzioni all’interno della pianta stessa.

  • Conferiscono colore a piante, fiori e frutti
  • Proteggono le piante dai raggi UV
  • Sono implicati nella sintesi simbiotica dell’azoto
  • Agiscono come messaggeri chimici e regolatori del ciclo cellulare
  • Proteggono le piante da alcuni microorganismi per loro patogeni
  • Sono implicati nei processi di resistenza al gelo e alla siccità

Benefici dei flavonoidi per la salute umana

Numerosi studi condotti hanno provato che questa grande varietà di composti è in grado di esercitare diverse azioni benefiche sull’organismo umano, tanto che il Ministero della Salute riconosce i flavonoidi nella lista “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”. Ecco quali sono gli effetti benefici dei flavonoidi:

  • contrastano l’azione dannosa dei radicali liberi, per questo sono un’ottima fonte di sostanze antiossidanti e antinvecchiamento
  • agiscono positivamente sulla microcircolazione sanguigna e linfatica favorendo la protezione dei piccoli vasi venosi
  • mantengono il fegato in buona salute
  • proteggono la pelle dall’azione nociva dei raggi ultravioletti
  • rafforzano il sistema immunitario
  • hanno un ruolo importante circa la perdita di grasso viscerale
  • prevengono varie patologie soprattutto cardiovascolari, infiammatorie e neoplastiche
  • svolgono attività simili a quelle degli estrogeni naturalmente prodotti dall’organismo
  • hanno un’azione antiulcera

È bene specificare che i flavonoidi, di per sé, non possono curare malattie, ma sono indubbiamente nutrienti utili che possono essere facilmente introdotti attraverso una dieta varia ed equilibrata.

Sono comunque in corso studi e ricerche volti a determinare le potenziali attività terapeutiche di questi composti al fine di poterli sfruttare, in futuro, anche in ambito clinico per il trattamento diretto di vari disturbi. Nello specifico, si stanno studiando gli effetti dei flavonoidi nei seguenti ambiti:

  • proprietà antitumorali e anti-mutageniche
  • prevenzione della neurodegenerazione associata al morbo di Alzheimer
  • proprietà ipolipidemizzanti
  • proprietà antipiastriniche e anti-trombogeniche
  • i ruoli esercitati nei confronti di vari tipi di malattie come diabete, gotta, aterosclerosi, osteoporosi
  • proprietà antivirali e antibatteriche

Flavonoidi, integratori

I flavonoidi sono conosciuti soprattutto per le attività antiossidanti, le attività protettive e rinforzanti il microcircolo e i capillari e per le attività simil-estrogeniche.

Nonostante possano essere assunti nell’ambito di una corretta alimentazione, esistono numerosi integratori alimentari a base di flavonoidi, sia da soli, come unico ingrediente, che in associazione ad altre sostanze attive.

Facciamo qualche esempio: gli integratori antiossidanti e antirughe, gli integratori usati per alleviare i sintomi legati alla menopausa e gli integratori utili per rinforzare la microcircolazione.

Seguendo una dieta varia ed equilibrata l’assunzione di integratori (in genere) non sarebbe necessaria, tuttavia, in determinate condizioni particolari, tali prodotti possono rivelarsi effettivamente utili. Generalmente la loro assunzione viene comunque suggerita dal proprio medico o dal farmacista. Meglio evitare di fare di testa propria, soprattutto se ci si trova in particolari condizioni (come la gravidanza), se si soffre di particolari disturbi o malattie o se si stanno seguendo particolari terapie farmacologiche.

Tra i vari prodotti a base di flavonoidi reperibili sul mercato troviamo:

  • Vegavero Ginko biloba
  • LOOV polvere di mirtilli selvatici
  • Venalex
  • Nutravita Vitamina C con flavonoidi
  • Enervit

Flavonoidi, dosi

Il Ministero della Salute precisa che la dose giornaliera massima consentita relativa all’assunzione dei flavonoidi come complesso è di 1 grammo (1000 mg) al giorno.
In ogni caso, per le singole esigenze personali, dosi e modalità di assunzione vengono consigliate dal medico curante o dal farmacista.

Flavonoidi ed emorroidi

I flavonoidi sono agenti venotonici in grado di aumentare il tono vascolare, ridurre la capacità venosa, diminuire la permeabilità capillare e facilitare il drenaggio linfatico. Per tutte queste proprietà, i farmaci a base di flavonoidi vengono prescritti di sovente per il trattamento delle emorroidi. Su uno studio effettuato su oltre 1.500 pazienti, è stato dimostrato che i flavonoidi diminuiscono il rischio di sanguinamento del 67%, il dolore persistente del 65% ed il prurito del 35%.

Non da ultimo, è stato riscontrato anche un calo del 47% del tasso di recidiva.

Flavonoidi e circolazione

La diosmina, contenuta negli agrumi, e specialmente nella parte biancastra della buccia, è un principio attivo usato nel trattamento di vari disturbi del sistema circolatorio: cattiva circolazione nelle gambe (stasi venosa), sanguinamenti ed emorragie negli occhi o alle gengive, ma anche emorroidi e vene varicose.

Flavonoidi e vino

Da sempre i nutrizionisti consigliano un bicchiere di vino rosso. Questa bevanda infatti ha un potere antiossidante proprio grazie ai flavonoidi. Le saponine migliorano inoltre la circolazione e aiutano a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

Flavonoidi e cacao

Finalmente un cibo buono e che fa anche bene. Il cacao è infatti ricchissimo di flavonoidi dalle proprietà anti infiammatorie e di scavenging dei radicali liberi. Un quadratino al giorno di cioccolato, meglio se fondente, è di grande aiuto per l’organismo poiché svolge una buona protezione contro lo stress ossidativo.

Flavonoidi e kiwi

Ricco di vitamina C e perfetto per rafforzare le difese immunitarie, il kiwi è l’ideale anche per aumentare l’apporto di flavonoidi. Questo alimento è perfetto per prevenire l’invecchiamento e le patologie che colpiscono il sistema nervoso, come il Morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Facendo parte di una classe ampia e complessa, i flavonoidi intesi in senso generico non hanno particolari controindicazioni, nel senso che le singole azioni e interazioni vanno valutate caso per caso.

In linea generale possiamo però dire che, se assunti a dosi elevate, possono generare radicali liberi e funzionare come inibitori di enzimi chiave nel metabolismo degli ormoni, dando così vita a effetti nocivi che superano gli eventuali benefici. Ecco perchè è fondamentale assumerli nelle quantità indicate dal medico.

Non vanno inoltre assunti durante la gravidanza poiché attraversano facilmente la placenta e possono avere effetti nocivi sul feto.

Ti potrebbe interessare anche

  • Polifenoli: a cosa servono e dove si trovano in natura
  • Triptofano: alla scoperta di questo aminoacido

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button