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Pesticidi nei cibi: guida semplice per consumare in modo più consapevole

Cosa sono i pesticidi, come arrivano nei nostri alimenti e quali cibi tendono ad accumularli di più

Tutti noi vogliamo mangiare sano, ma è normale chiedersi quanto i pesticidi possano entrare nei nostri piatti. I pesticidi sono strumenti utili in agricoltura, ma come tutti i prodotti utilizzati nei campi possono lasciare tracce nei cibi. In questa guida semplice e chiara si spiega cosa sono davvero i pesticidi, dove e perché si usano, quali piante tendono ad assorbirne di più, quali alimenti controllare con più attenzione e perché scegliere biologico può fare la differenza. Niente allarmismi: informazioni chiare per scelte alimentari più consapevoli.

Pesticidi nei cibi: guida semplice per consumare in modo più consapevole

Cosa sono i pesticidi (in parole semplici)

I pesticidi sono sostanze chimiche o naturali usate in agricoltura per proteggere le colture da:

  • insetti (insetticidi)
  • funghi (fungicidi)
  • erbe infestanti (erbicidi)
  • altri parassiti

👉 Sono strumenti che aiutano a mantenere le piante in salute e a ridurre le perdite di produzione.

Ogni pesticida deve essere autorizzato dalle autorità sanitarie e viene usato in quantità e momenti precisi per minimizzare rischi per l’ambiente e la salute.

Dove e come vengono usati i pesticidi

  • sui campi coltivati (frutta, ortaggi, vigneti)
  • nelle serre, per controllare malattie in ambienti chiusi
  • prima della raccolta, per ridurre attacchi imminenti

Si applicano con atomizzatori o spruzzi ben calibrati, seguendo dosi regolamentate. In agricoltura biologica invece si usano prodotti ammessi e più selettivi, spesso di origine naturale.

Come finiscono nei nostri alimenti

Dopo l’irrigazione o la nebulizzazione in campo, i pesticidi:

  • possono restare sulla superficie di frutta e verdura
  • in parte penetrare nei tessuti della pianta
  • degradarsi nel tempo se il raccolto avviene a distanza dall’ultimo trattamento

Le autorità stabiliscono limiti massimi di residui detti LMR (Livelli Massimi di Residui) per garantire che le quantità che arrivano nei nostri piatti siano sicure per la salute.

Quali piante tendono ad accumulare più pesticidi

Non tutte le colture assorbono o trattengono gli stessi residui. In generale:

✔ Le piante con buccia sottile tendono ad avere più residui sulla superficie
✔ Alcuni ortaggi a foglia raccolti più volte durante la stagione possono ricevere più trattamenti

10 alimenti dove si possono trovare più tracce di pesticidi

Questa lista si basa su analisi alimentari di controllo effettuate da enti pubblici come la EFSA in Europa e la USDA negli USA:

  • Fragole. Se ne trovano molti perché ha buccia molto sottile e superficie ampia, che trattiene facilmente i trattamenti. Inoltre è un frutto delicato, che deve essere protetto da muffe e funghi. Le alternative possono essere kiwi e ananas.
  • Spinaci. Guidano la categoria a foglia verde dei freschi perchè le loro foglie delicate ed i raccolti frequenti durante la stagione necessitano di un maggior numero di trattamenti. Molti meno comunque per quelli in scatola.
  • Uva. Può avere più pesticidi perché è una coltura sensibile a funghi e parassiti, e spesso viene trattata in vigneto. L’uva passa, seppur di meno, pure contiene un alto numero di pesticidi.
  • Peperoni. In tutte le varietà e colori, contengono diversi pesticidi, perché la coltivazione avviene spesso in serra per via delle loro necessità di temperature miti, con trattamenti focalizzati contro gli insetti.
  • Sedano. Si trovano molti pesticidi diversi che si depositano per la sua struttura porosa, che assorbe i residui superficiali, ma le sue alternative sono broccoli, ravanelli e cipolle.
  • Pera. La buccia edibile trattiene i trattamenti, molto simili a quelli del melo. Va eliminata o è meglio passare alle pere bio.
  • Mele. altamente soggette a funghi e insetti, necessitano di antiparassitari, che si trovano anche nel succo di mela e nelle salse di mela. La buccia soprattutto che può trattenere residui superficiali e sarebbe meglio eliminarla, ma così facendo si elimina anche la sua componente più nutriente. Qualora non troviate mele biologiche, vi suggeriamo angurie, banane e mandarini.
  • Pomodori. Sono sensibili a parassiti e malattie fungine, e dunque sono molto irrorati da pesticidi che restano sulla buccia. Eliminarla aiuta.
  • Lattuga. Le sue foglie ampie e ravvicinate intercettano gli spruzzi dei vari insetticidi, ma in sostituzione di quella biologica, le alternative sono gli asparagi.
  • Cetrioli. Hanno una buccia sottile e una coltivazione intensiva, che necessita di pesticidi in quantità.

👉 Importante: più tracce non significa per forza più pericolosi, perché le quantità sono comunque sotto i limiti di sicurezza.

Perché può valere la pena scegliere biologico

Scegliere verdura e frutta biologica certificata può ridurre l’esposizione ai pesticidi rispetto a prodotti convenzionali perché:

si usano solo prodotti ammessi in agricoltura biologica
✅ si riducono al minimo trattamenti chimici
si incoraggia un approccio di coltivazione più naturale

Questo non significa che il biologico sia completamente privo di ogni residuo, ma tende ad averne in misura molto più bassa e con prodotti meno persistenti.

Piccoli consigli per ridurre i residui sui cibi

Se scegliete dei prodotti non biologici. per limitare la presenza dei pesticidi potete:

  • lavare bene sotto acqua corrente e meglio se con 1 cucchiaino di bicarbonato di socio ogni 3 l d’acqua
  • sbucciare quando possibile verdura come cetrioli e pomodori, frutta come mele e pere
  • preferire prodotti di stagione e locali

I 10 alimenti più ricchi di residui di pesticidi

Le 10 verdure e frutti che più spesso presentano residui di pesticidi e il perché, spiegato senza allarmismi.

Alimento Tipo Perché può contenere più pesticidi
Fragole Frutta Buccia molto sottile e superficie ampia che trattiene facilmente i trattamenti
Spinaci Verdura a foglia Foglie delicate e raccolti frequenti durante la stagione
Uva Frutta Coltura sensibile a funghi e parassiti, spesso trattata in vigneto
Mele Frutta Buccia edibile che può trattenere residui superficiali
Peperoni Verdura Coltivazione spesso in serra con trattamenti contro insetti
Lattuga Verdura a foglia Foglie ampie e ravvicinate che intercettano gli spruzzi
Cetrioli Verdura Buccia sottile e coltivazione intensiva
Pomodori Verdura Sensibili a parassiti e malattie fungine
Pere Frutta Buccia edibile e trattamenti simili a quelli del melo
Sedano Verdura Struttura porosa che può assorbire residui superficiali

Altri alimenti pieni di pesticidi

Ci sono poi quei prodotti molto comuni che seppur non rientrano in questa ‘sporca decina’, contengono comunque un alto numero di antiparassitari.

Rientrano tra questi: carne di manzo, cosce di pollo, grasso di maiale, latte, caffé (quello coltivato nei Paesi che consentono l’uso di pesticidi), vino (per la sopracitata presenza di insetticidi nell’uva, non a caso sta aumentando sul mercato la presenza di vino biologico), cioccolato (come per il caffé, se è coltivato nei Paesi privi di normative specifiche).

Pesticidi nel piatto: gli alimenti che ne assorbono invece meno

Ma non vogliamo deprimervi troppo… ed eccovi i 15 prodotti meno contaminati da pesticidi. Giusto per stilare anche una classifica dei vegetali sui quali sono state rinvenute il minor numero di sostante chimiche:

In breve

I pesticidi sono strumenti utili per proteggere le colture, ma possono lasciare tracce negli alimenti.

I limiti regolamentati garantiscono sicurezza, ma se vuoi ridurre l’esposizione potete scegliere biologico, lavare bene frutta e verdura, prediligere prodotti con buccia spessa o locali.

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Ultimo aggiornamento il 21 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli

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Un commento

  1. Non è chiaro cosa significa quando scrivi che è stato trovato un gran numero di pesticidi. Poiché mi pare strano che 60 (per esempio) si trovino tutti nello stesso campione, allora forse bisogna parlare di quantità assoluta. Avevo sentito dire che si trovano diversi principi attivi sullo stesso frutto – magari ciascuno in una quantità che non supera la soglia di legge – e che complessivamente costituiscono un inquinamento intollerabile. Puoi spiegarti meglio? Per altro condivido lo spirito generale dell’articolo.

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