A cosa serve la tintura madre e come viene preparata

di Elle del 8 novembre 2017

Quando si cerca un rimedio erboristico spesso ci si imbatte in questo preparato: ma vi siete mai chiesti cosa sia e a cosa serve la tintura madre? Scopriamolo insieme con la nostra guida.

In fitoterapia la tintura madre (o estratto idroalcolico) rappresenta uno dei principali rimedi naturali di tipo erboristico ottenuto a partire da materie prime, tipicamente piante ed alcol.

In questo modo  si possono avere in forma liquida (più o meno acquosa, in base al tipo di solvente utilizzato) tutte le proprietà terapeutiche attribuite a quella pianta da cui la tintura madre viene ricavata, conservandola anche al meglio e favorendo l’assorbimento dei principi attivi.

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Come viene preparata la tintura madre

Per preparare la tintura madre si lascia macerare lentamente a freddo la parte normalmente utilizzata della pianta (foglie, radici, fiori, cortecce, semi e resine) nel solvente (di solito l’alcol opportunamente ridotto di gradazione) così da estrarne le proprietà fitoterapeutiche.

La pianta deve macerare per tre settimane in questa miscela. L’alcool deve avere gradazione tra 60° e 95°.

La miscela deve essere regolarmente mescolata lontano dalla luce in modo che si carichi dei principi attivi della pianta utilizzata. Viene quindi filtrata per mantenere solo la soluzione liquida.

Autoproduzione? meglio di no

Vi chiedete se è possibile produrla come fai da te? La risposta è si, è possibile preparare una tintura madre da soli, ma richiede molto tempo e generalmente sconsigliamo il fai da te.

Le piante devono infatti essere prima lavate in acqua pulita e poi pesate per verificare che le proporzioni siano corrette.

tintura madre

Erbe medicinali per la tintura madre

Ci vorranno 50 grammi di piante per 10 centilitri di alcool.

  • Tagliate le piante in piccoli pezzi, mettetele in un recipiente sigillato e riempitelo di alcol fino a coprire completamente le erbe.
  • Mescolate la soluzione.
  • Lasciatela riposare per tre settimane in un luogo asciutto e buio.

Una volta trascorso questo periodo di tempo,  dovete passare il liquido attraverso un filtro e recuperare la tintura madre. Scrivete la data di produzione della tintura e che erba contiene. La durata massima di conservazione è di cinque anni.

Attenzione: sconsigliamo comunque di assumere il prodotto fai da te ed in generale vi raccomandiamo di visitare un medico preventivamente all’assunzione, anche in caso di prodotti acquistati in erboristeria.

A cosa serve

La tintura madre è alla base della maggior parte dei farmaci omeopatici ed è regolarmente utilizzata nella medicina erboristica e in fitoterapia.  La produzione è codificata e soggetta a severi controlli di laboratorio. Esistono anche tinture madri ottenute a base di erbe secche, ma in questo caso i principi attivi sono meno forti.

Sul mercato esistono varietà corrispondenti a circa un centinaio di piante. In base alle piante utilizzate può essere efficace per combattere la fatica e le oscillazioni dell’umore o per combattere le malattie infettive o contro l’ipertensione.

I benefici

I vantaggi della tintura madre sono legati al suo possibile uso prolungato e alla migliore conservazione, grazie all’alcool in essa contenuto; la tintura madre è anche facile da impiegare per trattare e curare da soli alcuni disturbi.

Si può ingerire, preferibilmente lontano dai pasti, diluita in acqua o con altri ingredienti, preferibilmente evitando di mischiare due tipi di tintura madre per scongiurare eventuali effetti di interazione.

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Si tratta inoltre di un prodotto facile da reperire in erboristeria ad un prezzo conveniente.

Le controindicazioni

D’altro canto, tuttavia, ci sono anche svantaggi come il fatto di non conoscere bene il tipo e la concentrazione di principio attivo presente nel preparato (non sono titolate né standardizzate).

Per questo è meglio sempre chiedere consiglio ad uno specialista in caso di somministrazione, con estrema cautela soprattutto per i bambini.

Ricordatevi comunque che la tintura madre è sconsigliata per le donne in gravidanza e allattamento così come per chi è affetto da patologie epatiche o per chi ha problemi con l’alcool.

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