Maqui: proprietà e utilizzi del mirtillo della Patagonia

di Elle del 18 novembre 2017

Scopriamo le proprietà delle bacche di maqui (nome scientifico Aristotelia Chilensis), frutto noto anche come mirtillo della Patagonia, che di recente è entrato a far parte del ristretto novero dei superfrutti.

Questa bacca presenta un aspetto simile al mirtillo e ha una colorazione sulle tonalità blu-porpora ed un sapore che richiama quello del sambuco.

La pianta da cui si ricavano le bacche di maqui è una pianta sempreverde che cresce spontaneamente in Cile ed Argentina, in particolare nella regione della Patagonia, caratterizzata da clima umido, piovoso e temperature rigide. La coltivazione di questa pianta è stata iniziata di recente anche negli Stati Uniti, Inghilterra (dove è noto come Chilean Wineberry) e Spagna settentrionale.

Maqui proprietà

Molto note e sfruttate dalle popolazioni locali sudamericane, le bacche sono diventate note per l’elevata concentrazione di sostanze antiossidanti: ricche di antocianine e soprattutto flavonoidi, possiedono proprietà antiossidanti oltre a svolgere un’importante azione antibatterica. In queste bacche si riscontra anche un’alta concentrazione di vitamine, soprattutto vitamine del gruppo B ed E.

Grazie ai suoi nutrienti si attribuiscono proprietà terapeutiche legate in particolare all’azione antiossidante, in grado di prevenire l’invecchiamento cellulare e contrastare l’azione dei radicali liberi; alle antocianine, invece, si attribuisce la capacità di stimolare la produzione di colesterolo ‘buono’ (HDL), riducendo quello ‘cattivo’ (LDL).

Sembra sia presente anche un blando effetto antinfiammatorio a favore soprattutto delle mucose orali e delle prime vie respiratorie, pertanto questo frutto può essere indicato in occasione di raffreddore e malanni stagionali.

Come si presenta il maqui: uno dei rimedi naturali più discussi negli ultimi tempi

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Dimagrire con il maqui?

Essendo solitamente associato ad un rimedio brucia-grassi, il maqui può essere consigliato nelle diete dimagranti, favorendo un rapido smaltimento del grasso in eccesso; d’altra parte sembra che questo frutto possa causare un potenziale effetto di stipsi a causa del suo effetto astringente che lo rende utile in caso di dissenteria.

Le bacche possono essere consumate al naturale oppure si può assumere il succo, consigliato soprattutto per chi deve sostenere delle prestazioni sportive; in alternativa, queste bacche possono anche essere assunte in polvere da sciogliere e mescolare in uno yogurt o in un bicchiere di succo di frutta.

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Il Maqui presenta controindicazioni?

Non sono note precise controindicazioni o effetti collaterali di una certa evidenza collegate al consumo di maqui. In ogni caso, è sempre prudente limitarne l’assunzione in concomitanza con altre cure farmacologiche, specialmente se rivolte a ridurre i livelli di colesterolo, dato che il maqui potrebbe amplificarne gli effetti.

Come anticipavamo, sono stati anche occasionalmente riportati episodi di stitichezza e stipsi, probabilmente collegati alle proprietà astringenti della bacca in questione.

La curiosità: il maqui è una specie vegetale dioica, ossia una specie in cui gli organi riproduttivi maschili e femminili si trovano su due piante distinte e la cui riproduzione richiede un processo di impollinazione. Si tratta di una rarità in natura, essendo la maggior parte delle piante di specie monoica, o ermafrodita. Esempi di specie dioiche, oltre al maqui, sono la papaya, i pistacchi, il luppolo, gli spinaci e gli asparagi.

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