Dieta del gruppo sanguigno: cos’è e come funziona?

di Alessia del 2 giugno 2017

La dieta del gruppo sanguigno (o emodieta) è stata ideata dal naturopata Peter D’Adamo ed è stata recentemente riportata alla ribalta dal dottor Mozzi.

Si basa sull’analisi del gruppo sanguigno per capire la tipologia di metabolismo dell’individuo e quindi stabilire il regime alimentare più adeguato.

Si tratta in realtà di uno stile di vita e non di una dieta transitoria. I sostenitori di questo regime alimentare sostengono che solo in questo modo si possa ridurre il rischio di sviluppare infiammazioni e quindi ammalarsi.

Dieta del gruppo sanguigno: i principi guida

Il principio sottostante a questa dieta è completamente diverso da quelle più conosciute come la dieta paleo, la Dukan o la dieta low carb, che si basano tutte sull’assunzione di proteine e la limitazione di carboidrati. Qui si parte invece dai vari gruppi sanguigni, che determinano la predisposizione genetica verso l’alimentazione.

Di conseguenza quando immettiamo nel nostro corpo un cibo non adeguato e percepito come pericoloso, il sistema immunitario si allerta. Questo riconoscimento avviene mediante gli antigeni presenti sia nel sangue che nell’alimento stesso. Una incompatibilità tra questi, determina l’intervento degli anticorpi.

Se l’alimento continua ad essere ingerito, il corpo potrebbe alla lunga ammalarsi. Di conseguenza, conoscere il proprio gruppo sanguigno, permette di impostare un regime alimentare specifico e ingerire solo determinate tipologie di cibi. Andiamo a scoprire quali.

Dieta del gruppo sanguigno O

Questo gruppo appartiene alle persone atletiche, con una grande resistenza fisica al pari dei cacciatori primitivi. I primi uomini comparsi sulla Terra difatti avevano tutti questo gruppo sanguigno.

Nella loro alimentazione dovrebbero privilegiare la carne (ma non quella di maiale), il pesce e le verdure. Si tratta quindi di seguire una dieta iperproteica come la dieta Paleo.

Al contrario dovrebbero tenersi alla larga da cereali, legumi, latticini, caffè. Sembra inoltre che tra le persone del gruppo 0 sia più diffuso il rischio di sviluppare la celiachia e il diabete.

Dieta del gruppo sanguigno A

Questa dieta si rifà alle esigenze dei primi coltivatori, i quali iniziarono a produrre verdure ed ortaggi. Si tratta di individui che potrebbero essere maggiormente a rischio di sviluppare tumori, malattie cardiovascolari e diabete.

Tollerano poco la carne rossa, le solanacee (pomodori, melanzane e patate) e i latticini. Al contrario digeriscono bene i carboidrati. La dieta prevede cereali, legumi, carne bianca, pesce e naturalmente tutta la frutta e la verdura.

Dieta del gruppo sanguigno B

In questo gruppo rientrano i primi nomadi del Medio-Oriente, che svilupparono un sistema immunitario molto resistente dovendo spostarsi spesso a condizioni climatiche estreme.

Sono a rischio di sviluppare patologie autoimmuni, malattie del sangue, sclerosi multipla e sindrome da affaticamento cronico. La dieta dovrebbe basarsi su verdure e carne, uova e latticini. Sarebbero da evitare i cibi ricchi di frumento e mais.

A quanto pare molti degli alimenti base della dieta Mediterranea sarebbero sconsigliati.

dieta del gruppo sanguigno come funziona

La dieta del gruppo sanguigno stabilisce gli alimenti da evitare

Dieta del gruppo sanguigno AB

L’ultimo gruppo, quello AB, si è formato solo “recentemente” e si caratterizza per la compresenza di antigeni del gruppo A e del gruppo B. L’organismo sembra essere maggiormente a rischio di sviluppare tumori, mentre è resistente alle infiammazioni.

Bisognerebbe limitare la carne rossa, evitare il frumento e il mais e preferire uova, pesce e legumi. Si sconsiglia inoltre di assumere carboidrati dopo le 17 per evitare di accumulare peso.

Il parere dei medici

Molti sono stati i pareri avversi a questo regime alimentare. Come sempre, quando ci sono diete troppo rigide, che escludono a priori dei gruppi alimentari, bisogna prestare sempre molta attenzione.

Da un lato il divieto di assumere latticini aumenta il rischio di andare incontro a carenze di calcio e sviluppare osteoporosi, dall’altro mangiare troppa carne rossa potrebbe aumentare il rischio di problematiche cardiovascolari.

Tutto ciò che è eccessivamente restrittivo comporta condizioni di carenza rispetto al fabbisogno quotidiano di vitamine e sali minerali. Siamo certi dunque che sia davvero questa la via per stare bene?

Come sempre, prima di seguire una dieta, l’imperativo è quello di consultare il vostro medico di fiducia, un dietologo o un nutrizionista.

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