Salute

Sintomi carenza di ferro: quali sono

I vari sintomi che devono insospettire e indurre a fare gli esami del sangue

Speciale sintomi carenza di ferro. Fra le varie carenze di cui si può soffrire, quella di ferro è fra le più comuni ed è la principale causa dell’anemia. Prima di svolgere gli esami ematici, che danno risultati oggettivi, vediamo quali sono i sintomi che devono insospettire.

Sintomi carenza di ferro: quali sono

Cos’è il ferro e a cosa serve

Il ferro è uno degli oligominerali essenziali. Non viene prodotto dall’organismo, ma deve essere assorbito tramite l’alimentazione.

Il ferro è fondamentale per lo svolgimento di alcune importanti funzioni del nostro corpo: in primis, aiuta la formazione del sangue e il trasporto dell’ossigeno. Il ferro serve infatti per produrre emoglobina, che trasporta l’ossigeno inalato dai polmoni a tutto il corpo. L’ossigeno, dal canto suo, è essenziale per le cellule che ne hanno bisogno per svolgere i propri processi metabolici.

Inoltre, il ferro è coinvolto nel corretto funzionamento del sistema immunitario ed è importante per rinforzare unghie, pelle e capelli.

Qual è il fabbisogno di ferro

Il fabbisogno di ferro varia in base all’età anagrafica e al sesso.

Indicativamente, gli uomini adulti necessitano di 10 milligrammi di ferro al giorno, mentre le donne di più (15 milligrammi) perché perdono ferro durante il ciclo mestruale.

Maggior apporto di ferro serve anche alle donne incinta (30 milligrammi) e quelle che stanno allattando (20 milligrammi).

Sintomi carenza di ferro: quali sono

Secondo le stime del Ministero della Salute, al carenza di ferro affligge un terzo della popolazione italiana. I sintomi più comuni dell’anemia sono i seguenti.

  • Pallore
  • Capelli fragili
  • Stanchezza e senso di debolezza generalizzato
  • Perdita di capelli
  • Problemi di concentrazione
  • Unghie deboli che si spezzano facilmente
  • Screpolature agli angoli della bocca
  • Mancanza di respiro e affanno
  • Capogiri e vertigini
  • Battito cardiaco accelerato
  • Mal di testa
  • Scarsa energia
  • Estremità (piedi e mani) sempre freddi
  • Insonnia

Cause del ferro basso

Vere il ferro basso può dipendere da varie patologie e condizioni particolari. Ecco i principali:

  • gravidanza
  • allattamento
  • ciclo mestruale
  • emorragie esterne ed interne provocate ad esempio dall’ernia iatale, dall’ulcera peptica, da polipi del colon retto o da alcune forme tumorali
  • malattia di Crohn
  • emorroidi
  • celiachia
  • colite ulcerosa

Sintomi carenza di ferro: chi ne è più soggetto

Ci sono alcune categorie di persone che sono soggette a questa carenza. Nello specifico:

  • le donne incinta
  • gli anziani
  • le donne che stanno allattando
  • i vegani
  • i soggetti con problemi gastrointestinali (come i diverticoli e il morbo di Crohn)
  • i vegetariani
  • gli atleti professionisti

Come recuperare il ferro velocemente

Prima di ricorrere agli integratori, è bene sapere che ci sono vari rimedi naturali per la carenza di ferro. Molto utile è cominciare ad arricchire la propria alimentazione con i cibi ricchi di ferro, come ad esempio la carne, le verdure a foglia verde (spinaci, rucola, lattuga), i legumi (lupini, ceci, lenticchie), il cacao e la frutta secca, in special modo noci, mandorle, nocciole e pistacchi.

E’ fondamentale assumere le giuste quantità di ferro attraverso l’alimentazione.

Sintomi carenza di ferro: Q&A

Ecco le risposte alle domande più diffuse sul tema.

Cosa non bere con l’anemia

Se si ha il ferro basso, bisogna ridurre l’assunzione di bevande alcoliche e gassate, così come anche vanno limitati il caffè e il tè nero, perché non aiutano l’assorbimento di ferro.

Quali tumori provocano anemia

La carenza di ferro può essere provocata da problemi nell’assorbimento. Ciò accade spesso nei soggetti celiaci, che soffrono di diverticoli, affetti dal morbo di Crohn o da alcune patologie tumorali soprattutto allo stomaco o al colon-retto.

In quale momento della giornata è meglio assumere il ferro

Gli integratori di ferro andrebbero assunti a stomaco vuoto, mezz’ora prima della colazione. Questo è infatti il momento della giornata in cui il nostro corpo riesce ad assorbire la maggior quantità di ferro.

Qual è il frutto più ricco di ferro

Rispetto alla frutta fresca, quella secca o disidratata contiene maggiori quantitativi di ferro. In particolare, noci, anacardi, pistacchi, arachidi, pinoli, castagne e noci pecan. Per quanto riguarda la frutta fresca, possono essere d’aiuto a far rialzare un po’ i valori del ferro basso i kiwi e il ribes.

Cosa bere per alzare il ferro

Se si soffre di ferro basso, l’ideale è cominciare la giornata bevendo tutte le mattine una spremuta di arancia o di pompelmo.

Qual è il cibo più ricco di ferro

I cibi contenenti grandi quantità di ferro sono la carne rossa, il pesce, i legumi, le verdure a foglia verde, la frutta secca e il cioccolato fondente. Tuttavia, i cibi che in assoluto ne contengono di più sono la milza di bovino (45 mg ogni 100 gr), il fegato di bovino e quello di maiale (rispettivamente 9 e 8 mg in 100 gr).

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Published by
Federica Ermete