Erba medica: proprietà e utilizzi

di La Ica del 1 marzo 2018

La Medicago sativa o erba medica è una pianta medicale originaria dell’Asia sud-occidentale. Il nome alternativo alfalfa deriva dall’arabo “padre di tutti gli alimenti e, per estensione, “foraggio”, infatti i suoi semi vengono utilizzati come mangime per animali. In formato germoglio, viene aggiunta a zuppe e insalate, ma è anche utile a contrastare diverse patologie.

Erba medica: proprietà e utilizzi

Le proprietà

I germogli di erba medica sono i più completi dal punto di vista nutrizionale. Poiché contengono diverse vitamine ed amminoacidi essenziali, ma anche gli 8 enzimi digestivi e ben il 36% delle proteine.

In particolare, presenta gli stessi quantitativi di vitamina A della carota, vitamine del complesso B (inclusa la B12!), la C, la D, la E e la K. Ma è anche particolarmente ricca di sali minerali, tra cui citiamo calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, selenio e zinco.

Gli utilizzi dell’erba medica

In fitoterapia è considerata lo ‘spazzino’ delle arterie, utile in caso di ipercolesterolemia, ma è anche un cardiotonico naturale e ricostituente. Può essere utilizzata da chi soffre di artrite e dolori articolari. L’elevato contenuto di manganese, invece, la rende perfetta per i diabetici.

Nella medicina ayurvedica, i germogli di alfalfa sono utili al trattamento della ritenzione idrica, dei disturbi gastrointestinali, e in caso di insufficienza renale del cane e del gatto.

Essendo ricca di clorofilla, è ideale quindi in caso di gastriti, ulcere, alito cattivo e anemia, e pare sia anche in grado di contrastare l’invecchiamento dei tessuti.

I germogli di erba medica possono essere consumati crudi nelle insalate, nelle zuppe, come contorno e nelle torte salate. Oppure trasformati in vellutate, uniti ai succhi e anche cotti.

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I germogli di erba medica possono essere consumati sia crudi che cotti

Dove si trova

Possono essere acquistati presso i negozi biologici e specializzati, ma una volta aperta la vaschetta, vanno trasferiti in un contenitore di vetro con coperchio, da conservare in frigorifero.

Chi voglia invece far germinare i semi a casa, dopo averli acquistati dai negozi di giardinaggio, può utilizzare un metodo fai da te che consiste nel lasciarli a bagno per una notte. Il mattino dopo, bisognerà disporli nel germinatore (alla luce indiretta del sole) e innaffiarli almeno 2 volte al giorno.

Il tempo di germogliazione e inverdimento è di 3-6 giorni. Quando avranno raggiunto l’altezza di 2,5-5 cm, saranno pronti per la raccolta. Se ancora giallastri, presenteranno meno clorofilla, ma avranno un sapore più dolce.

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Le controindicazioni

L’erba medica non va consumata da chi è affetto da gotta o lupus eritematoso sistemico. La presenza delle fibre può comportare il malassorbimento di diversi farmaci assunti per via orale, come antidiabetici, ciclosporina e prednisone. Stesso discorso per anticoagulanti e tamoxifene.

La pianta ha infatti un’attività estrogenica (che raggiunge il suo picco massimo tra aprile e maggio), che può interagire con le terapie ormonali. È sconsigliata anche a chi presenta un’ipersensibilità accertata per le sue componenti.

Altre informazioni

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