Triptofano: quello che c’è da sapere su questo aminoacido essenziale

di Alessia del 29 dicembre 2017

Il triptofano migliora l’umore e il benessere psico-fisico. Andiamo a capire meglio le caratteristiche di questo importante aminoacido.

Triptofano: quello che c’è da sapere su questo aminoacido essenziale

Torniamo a parlare di aminoacidi essenziali, approfondendo la molecola del triptofano, forse tra le più conosciute per la sua associazione con la serotonina.

Triptofano: caratteristiche

La sua scoperta risale al 1901. Il triptofano si trova nelle proteine che hanno una struttura a L e si compone di una catena laterale aromatica.

Si presenta come un cristallino solido, dal colore tendente al giallo-verdastro. Si tratta di una molecola che risente fortemente del calore, difatti viene persa con la cottura prolungata del cibo.

Proprietà e funzioni del triptofano

Ora vediamo nello specifico tutte le funzioni di questo aminoacido.

  • Interviene nel naturale processo di sintesi delle proteine, elementi costituenti di organi e tessuti.
  • Sintetizza la vitamina B6, fonte di energia per il corpo ed elemento chiave per la formazione dei globuli rossi.
  • Funge da precursore della vitamina B3 o niacina.
  • Favorisce la produzione di sostanze importanti per il nostro benessere, quali adrenalinadopamina ed endorfine.
  • Modula la sintesi di molti ormoni, come la melatonina, responsabile della qualità del sonno, il cortisolo, l’ormone dello stress, ma anche l’ormone della crescita e la prolattina.

Triptofano e serotonina

Infine, come anticipato, il triptofano è il precursore della serotonina, il cosiddetto ormone del buonumore.

Quindi interviene direttamente nella regolazione dell’umore, della percezione del dolore, del sonno, del senso di appetito e degli impulsi. Questo ne ha decretato l’utilizzo come integratore per il trattamento della depressione e dell’insonnia.

In alcuni casi può essere suggerito per ridurre il senso di fame e per attenuare la sindrome premestruale.

In ogni caso, si tratta di prescrizioni che devono essere seguite e valutate da medici competenti. Il fai da te potrebbe rivelarsi rischioso e controproducente.

triptofano e dieta

Triptofano e dieta

Essendo un aminoacido essenziale, il triptofano viene introdotto mediante la dieta poichè l’organismo non possiede la capacità di sintetizzarlo. Il fabbisogno giornaliero è di circa 3-3.5 mg/kg.

Le ricerche hanno però messo in luce un punto debole: quando viene assunto insieme ad altri aminoacidi, la capacità di assorbimento si riduce notevolmente. Questo accade perchè a livello di barriera ematoencefalica c’è una stretta competizione per l’utilizzo dei trasportatori.

Il triptofano deve quindi fare i conti con gli altri aminoacidi: fenilalanina, leucina, tirosina, valina, isoleucina. Il risultato però è che spesso soccombe, ad esempio in presenza della tirosina.

Di conseguenza, non passando attraverso la barriera, si riduce notevolmente la sua presenza a livello cerebrale.

Gli alimenti maggiormente ricchi di questa molecola sono: alga spirulina, pesce e carne, uova, latticini, lievito, soia, fagioli e semi oleosi.

Carenza di triptofano

In alcuni casi, soprattutto quando si segue una dieta ipoproteica, potrebbero verificarsi situazioni di carenza. Introducendo poche proteine, viene meno difatti la principale fonte di triptofano.

Anche una condizione di malassorbimento del fruttosio potrebbe avere ricadute sulla quantità di triptofano. Si è visto difatti come questa incapacità di assorbimento venga trasferita agli stessi aminoacidi e di conseguenza al triptofano.

Infine scarse concentrazioni sono state rilevate anche nei soggetti intolleranti al lattosio, dal momento che devono evitare i latticini dalla loro dieta.

I sintomi legati alla carenza potrebbero essere:

  • depressione e insonnia
  • desiderio di consumare carboidrati
  • carenza di vitamina B3.

Eccesso di triptofano

Anche un eccesso di questa molecole può danneggiare l’organismo. Generalmente questo avviene quando mancano gli enzimi responsabili del metabolismo. In alternativa, gravi patologie quali alcuni tumori, possono interferire con le quantità disponibili.

In questi casi, i sintomi riscontrati sono:

  • vomito e nausea
  • giramenti di testa
  • irritazione a livello gastrico.

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