Erbe medicinali e aromatiche

Tutto sull’artemisia, un’erba amica delle donne

Conosciuta anche come erba di San Giovanni, è usata come calmante e contro i dolori del ciclo

Scopriamo tutti gli utilizzi dell’artemisia, una perenne appartenete alla stessa famiglia dell’assenzio, con proprietà toniche, sedative e digestive. Comunemente usata in fitoterapia per calmare la tosse e lenire il male, è anche nota come rimedio naturale nella medicina tradizionale cinese.

Tutto sull’artemisia, un’erba amica delle donne

La pianta di artemisia

Il suo nome scientifico è Artemisia vulgaris, ed appartiene alla famiglia delle Asteracee.

In realtà ne esistono circa 350 specie, come l’assenzio (Artemisia absinthium), il dragoncello (Artemisia dracunculus), il genepì (Artemisia genipi) e l’artemisia cinese. Da quest’ultima si ricava un principio attivo che sembra efficace nel trattamento della malaria. Sono comunque in corso ulteriori studi per scoprire il vero potenziale di questa pianta medicinale.

Viene chiamata anche con altri nomi come ‘erba di S. Giovanni’ perché era tradizionalmente bruciata durante le celebrazioni del giorno di San Giovanni, poco dopo il solstizio d’estate, come offerta per scacciare il diavolo e la sfortuna. Alcuni mazzi venivano lasciati appesi in casa per allontanare gli spiriti maligni.

Secondo alcuni il suo nome deriva da Artemide, il nome greco di Diana, dea della caccia, dei boschi e protettrice delle donne. Per altri sarebbe da ricondursi ad artemes che significa ‘in buona salute’.

Si tratta di un arbusto perenne con un fusto rossastro che raggiunge un’altezza compresa tra 50 e 150 cm. Le foglie sono lanceolate e di colore verde, mentre i fiori hanno un colore che va dal giallo al rosso e sono radunati in pannocchie.

artemisia

Emana un odore che ricorda il vermouth. Questa pianta si caratterizza come una specie infestante: la troviamo nei prati, lungo il corso dei fiumi e nelle zone incolte. Si concentra nelle zone a clima temperato, in Europa, Nord Africa e Asia, non superando i 1000 m di quota. Fiorisce in estate.

Ci sono altre specie di artemisia, come Genepi, Assenzio, Dragoncello e Artemisia cinese, da cui sono stati estratti principi attivi efficaci nel trattamento della malaria. Sono in corso ulteriori studi per scoprire il potenziale di queste piante medicinali.

I benefici dell’artemisia

In fitoterapia è utilizzata per le sue molteplici proprietà benefiche, in particolare per i disturbi femminili. Se ne sfruttano sia le parti aeree che le radici essiccate per ricavare soprattutto tisane e impacchi.

  • Antispasmodica: rallenta gli spasmi tipici del dolore mestruale. Questa azione viene esercita dai flavonoidi, alcuni oli essenziali (come il cineolo e il borneolo) e i lattoni sesquiterpenici. Inoltre regolarizza anche il ciclo e il flusso mestruale nei casi di amenorrea, soprattutto se legata ad anemia.
  • Sedativa: favorisce il rilassamento e svolge un’azione calmante nei casi di eccitazione. Nella medicina popolare cinese viene utilizzata nel trattamento dei disturbi d’ansia, dell’insonnia e della depressionestress e stanchezza mentale.
  • Espettorante e antisettica: questa pianta è comunemente impiegata come rimedio naturale per la tosse e in caso di parassitosi intestinali.
  • Digestiva: favorisce il processo della digestione e la secrezione dei succhi gastrici, grazie ad alcune sostanze amare in essa contenute. Inoltre, stimola l’appetito e e migliora l’assimilazione del cibo.

Inoltre, ha anche un’azione contro la febbre e l’ittero. Gli sono riconosciute proprietà antisettiche e antimalariche.

In passato veniva applicato un cataplasma a base di questa pianta officinale sulla pancia delle partorienti per facilitare il parto, per l’espulsione della placenta e per espellere i coaguli. Le sue radici venivano invece impiegate per trattare l’isteria e l’epilessia.

Artemisia: rimedio omeopatico

L’omeopatia ricorre a questa pianta per il trattamento di diverse condizioni:

  • dermatiti e problematiche della pelle
  • convulsioni
  • debolezza muscolare
  • ciclo mestruale abbondante o irregolare

Come utilizzare l’artemisia

In erboristeria si impiegano le foglie, le sommità fiorite e le radici per fare tisane e infusi, o sotto forma di tintura o di polvere. Si può anche fare un decotto di foglie per trattare le contusioni e per le punture di insetti.

Per preparare un tisana utilizzare 1-1,5 gr di foglie essiccate per 250 ml di acqua. La posologia è:

  • 1 tazza 30 minuti prima dei pasti per stimolare le funzioni digestive, per la cura di febbre, raffreddore, disturbi allo stomaco e al fegato e per agevolare la cicatrizzazione delle ulcere.
  • 1 tazza tra i pasti, nei 10 giorni che precedono l’arrivo teorico delle mestruazioni per trattare l’amenorrea. 
  • 2 tazze al giorno alla sera per trattare i dolori mestruali, e può anche essere usata in combinazione con la camomilla romana e la melissa.

La pianta ha anche un effetto calmante e lenitivo sulle contusioni, basterà applicare un cataplasma fatto con alcune foglie conservate nel brandy.

Altri usi dell’artemisia

Le sue foglie essiccate possono essere messe all’interno dei cuscini curano i disturbi del sonno, mentre nella suola delle scarpe sono un antidoto alla stanchezza.

I rami, se appesi nella stalla e nei pressi dell’orto, grazie al loro odore caratteristico, tengono lontani parassiti e mosche. I contadini preparavano un decotto da applicare direttamente sulla pelle per alleviare le punture di zanzara e altri insetti.

Il suo utilizzo è antichissimio, già Dioscoride, un famoso medico  del I secolo aC faceva riferimento ad un gran numero di rimedi a base di questa pianta medicinale. Anche Avicenna, il grande medico arabo-persiano del X secolo dC ne parlava e la utilizzatìva.

La medicina popolare cinese la utilizza anche per la preparazione dei moxa. Si trita la pianta nel mortaio e poi si ottengono delle palline che vengono fatte bruciare in corrispondenza dei punti dell’agopuntura.

Composizione dell’artemisia

È ricca di diversi principi attivi, in particolare:

  • oli essenziali (1-8-cineolo, canfora, linalolo, tujone)
  • resine
  • tannini e flavonoidi
  • cumarine (umbelliferone)
  • lattoni sesquiterpenici (yomogin, vulgarina)

Olio essenziale di artemisia

Se ne ricava per distillazione in corrente di vapore dalle foglie fresche o secche un olio essenziale ed un idrolato che sono comunque vietati per la vendita da banco perché contengono il tujone un olio pericoloso per la salute in caso di consumo regolare, o in dosi elevate. Vengono prescritti solo dal medico.

artemisia

Artemisia e tumori

Lartemisia annua è una varietà specifica che negli ultimi anni è stata oggetto di studi e ricerche. Sembrerebbe infatti che possa essere considerata una sorta di cancer smart bomb, potente arma in grado di distruggere parte delle cellule tumorali.

Recentemente l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano si è pronunciato ufficialmente sull’artemisia annua come rimedio naturale anticancro, relativamente ai  principi attivi in essa contenuti (artemisina e diidroartemisinina).

Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno confermato che queste sostanze svolgono un’azione tossica sulle cellule tumorali. Questi risultati hanno dato il via ad una serie di ricerche più approfondite che lasciano ben sperare anche per la cura della malaria, ma che dovranno essere validate da ulteriori evidenze scientifiche e sperimentali.

Va detto che non è ancora una cura utilizzabile in alcuna terapia, ma comunque un interessante fronte di ricerca.

Artemisia: le controindicazioni

L’uso degli estratti di questa erba è consigliato sempre e solo dietro parere del proprio medico di base, soprattutto se si stanno assumendo altri farmaci o si è affetti da patologie specifiche. Il suo effetto è simile agli estrogeni, quindi dovrebbe essere evitata in caso di:

  • gravidanza
  • allattamento
  • mastite
  • tumori ormono-dipendenti

Importante, infatti, è la somministrazione delle dosi giuste rispetto al proprio stato di salute. Un sovradosaggio potrebbe dar vita a manifestazioni di tipo allergico e causare neurotossicità.

Artemisia: utilizzi in cucina

Oltre ad essere impiegata come rimedio naturale, questa pianta trova largo utilizzo in cucina, ad esempio nella preparazione di alcuni amari e digestivi.

Può essere utilizzata anche nell’insalata, nei ripieni di carne e di pesce. In alternativa si possono preparare the e birre aromatizzate.

Curiosità: aveva lo stesso nome di questa pianta la famosa pittrice di scuola caravaggesca Artemisia Gentileschi, vissuta nella prima parte del diciassettesimo secolo, artista indomita poi diventata simbolo del femminismo a fine ‘900. Anche qui il nome di persona (e la sua variante Artenisia) ha la stessa radice, di omaggio alla dea Artemide: significa infatti “dedicata ad Artemide”.

Altre erbe e piante per curarsi al naturale:

  • valeriana per insonnia e per la disintossicazione da tabacco
  • betulla per calcoli urinari
  • malva per tosse, bronchiti, laringiti e raucedine
  • arnica per contusioni e traumi

Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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