Categories: Piante e fiori

Mini-guida sulle piante grasse

Quali sono, dove piantarle e come curarle nella maniera giusta

Le piante grasse non sono solo cactus, è un mondo variegato di forme, anche curiose, e colorato, perchè si, esistono anche le piante grasse fiorite! E poi, sapete che bisogna annaffiarle? Contrariamente all’idea comune, che le vede sopravvivere nel deserto e quindi che possano farcela anche sul terrazzo senza un goccio d’acqua…E sapevate che ci sono varietà che resistono al freddo? Basta scegliere quelle giuste.

Per aiutarvi a conoscerle un po’ meglio e a curarle nel modo giusto, senza essere degli esperti di giardinaggio: ecco le nostre dritte!

Cosa sono le piante grasse

In botanica sono chiamate ‘succulente’, dalla parola latina succulentus, che significa ‘pieno di succo’. Si tratta di piante che sono in grado di immagazzinare acqua, soprattutto nelle loro foglie carnose, e trasformarla in una linfa mucillaginosa che permette loro di sopravvivere nell’aridità estrema.

Questa capacità fa sì che i loro tessuti si gonfino, dando loro un aspetto per così dire ‘paffuto’, che spiega come mai siano chiamate comunemente ‘grasse’.

Molte sono ricoperte da una formazione lanuginosa o cerosa che rallenta l’evaporazione dell’acqua contenuta nei loro tessuti.

La maggior parte di queste piante ama, o addirittura richiede, un’atmosfera calda e asciutta, che possono essere case o ambienti riscaldati. In estate, hanno bisogno di essere annaffiate regolarmente, ma il vaso dovrà esser ben drenato. In inverno hanno bisogno di un periodo di riposo in un’atmosfera fresca e secca, che è essenziale per la fioritura.

Non sono un’unica famiglia botanica specifica. In realtà, fanno parte di questo raggruppamento diverse famiglie, anche molto differenti tra loro, ad esempio le Agavaceae, le Crassulaceae, le Cactaceae, ma anche famiglie più inaspettate come le Cucurbitaceae o le Campanulaceae.

Differenze tra piante grasse, piante succulente e cactus

Le piante grasse sono comunemente chiamate succulente, in riferimento ai loro tessuti spessi e carnosi. Il termine ‘succulente’ è botanico, ma in pratica i due nomi sono equivalenti.

Tra le più conosciute ci sono i cactus, che appartengono alla famiglia delle Cactaceae. La loro caratteristica è che hanno spine o sottili foglie spinate chiamate glochidi e non foglie vere e proprie. In particolare, si distinguono da altre succulente per la presenza delle areole, i cuscinetti feltrati dai quali si sviluppano le spine, la lanugine ed i fiori.

Dunque, i cactus sono succulente, ma non tutte le succulente sono cactus!

I vari tipi di piante grasse

Di varie forme colori e dimensioni, le succulente, questo il nome scientifico, ricreano degli spettacolari giardini desertici all’aperto, ma sono perfette anche in casa.

Oltre ai classici cactus, originari delle zone aride degli Stati Uniti, del Messico e del Sud America, vi sono tantissime altre varietà, appartenenti ad almeno 20 famiglie diverse e diffuse in habitat svariati. Dalle regioni semi-desertiche dell’America Centrale e dell’Africa, fino alle aree a clima fresco-temperato dell’Europa settentrionale, dell’Asia e dell’America.

Tutte hanno in comune una caratteristica principale: la presenza di un tessuto carnoso nei fusti, nelle foglie o nelle radici, che consente di conservare acqua e quindi resistere bene a lunghi periodi di siccità.

Ci sono circa 20 famiglie di piante grasse, tra cui:

    • Cactaceae: con più di 2.300 specie, è la più grande famiglia di succulente. Si tratta dei veri cactus, da non dovete confondere con le euforbie: per distinguerli notate che i cactus hanno piccoli cuscinetti simili a feltro alla base degli aghi (che non sono spine!). I cactus sono classificati in 3 famiglie: le Pereskioidea, le Opuntioidea e le Cactoidea. Ecco alcuni dei cactus più conosciuti: il Cereus e la Mammilaria, il Ferocactus e la Opuntia, il Epiphyllum crenatum e lo Zygocactus.
    • Mesembryanthemaceae: ci sono più di 2.000 specie e sono uniti dai loro corpi fruttiferi. Sono anche conosciuti come piante di roccia. Hanno portamento strisciante o arbustivo, ma possono anche essere senza fusto, o mimetiche come il Lithops, che assomiglia a un sasso. Di questa famiglia fanno parte il Carpobrotus, la Faucaria, il Glottiphyllum.
    • Crassulaceae: circa 1.300 specie conosciute, hanno foglie carnose e una bellissima fioritura che dona loro un certo fascino. Si trovano spesso come piante da appartamento, ma anche nei giardini rocciosi. Tra queste ci sono la Crassula, il Cotyledon, il Kalanchoe, il Sedum, la barba di Giove.

  • Agavaceae, con più di 300 specie, sono rappresentate principalmente dalle agavi.
  • Apocynaceae: piante a fusto eretto e succulento come l’Adenium ed il Pachypodium lamerei.
  • Asclepiadaceae: come la Stapelia e i suoi fiori di carogna dall’odore pestilenziale.
  • Compositae: alcune piante succulente appartengono alla più ricca delle famiglie botaniche come l’Othonna, ed il Senecio.
  • Euphorbiaceae, il cui genere principale è l’Euphorbia.
  • Liliacee, che comprendono succulente come l’Aloe, che fiorisce in inverno, la Gasteria e l’Haworthia.
Come curare le piante grasse: una composizione di cactus in giardino

Inoltre, possono essere raggruppate anche per conformazione esterna:

  • succulente a fusto in cui è il fusto che trattiene l’acqua aumentando di volume, possono essere caratterizzate da un fusto con corrugazioni e strozzature, come la famiglia delle Euforbiacee, delle Asclepiadacee, delle Cactacee.
  • succulente fogliari in cui è la foglia carnosa e spessa a immagazzinare l’acqua, come la famiglia delle Crassulacee tra cui il Sedum e la Crassula, oppure l’Aloe, l’Echeveria ed il Lithops.
  • succulente caduciformi dove è il fusto a ingrossarsi fino a sembrare un grosso tubero, che funge da tessuto di conservazione idrico ed è spesso e legnoso, mentre sono prive o quasi di foglie e rami (famiglie delle Apocynacee, delle Cucurbitacee, delle Convulvulacee).

Piante grasse fiorite

È opinione comune che le piante grasse non fioriscano. Invece ci sono diverse varietà che tra primavera e autunno si colorano di splendidi fiori, che spuntano al raggiungimento della maturità (che può richiedere da 1 a 40 anni!) e durano da un solo giorno fino a 3-4 mesi, a seconda delle varietà.

Delicati e dalla consistenza serica, questi fiori sono molto grandi rispetto alle piante e presentano vivaci colori caldi, dal giallo intenso fino allo scarlatto e al carminio.

Vediamo le varietà con bellissime corolle multicolori più facili da coltivare:

  • Rebutia Minuscula, della famiglia delle Cactaceae, è originaria degli altipiani desertici di Bolivia e Argentina. Ha una forma tondeggiante e rimane bassa. Teme il freddo e si adatta meglio all’esterno ed in terra che in vaso. Tra primavera e autunno fa dei fiori arancioni, rossi o gialli a seconda della varietà, che si sviluppano dal fusto.

  • Mammillaria zeilmanniana, è un cactus originario del Messico Centrale, adatto sia al giardino che in casa. Ha la classica forma globosa. Non cresce troppo in altezza, ma si sviluppa più in larghezza, rimanendo tozzo. La sua superficie è coperta di spine bianche e in estate all’apice spuntano dei graziosi fiori bianchi nella variante albiflora, rosa o violetti.

  • Sedum Acre. Ha piccole foglie carnose ed è senza spine. È presente sia nelle regioni desertiche che in quelle montane (anche tra le montagne dell’Himalaya). Della famiglia delle Crassulaceae, è adatto in giardino anche a ridosso dei muri, perché resiste al freddo e alle gelate. Da febbraio produce dei graziosi fiorellini gialli a forma di stella. Ha proprietà antinfiammatorie e idratanti come l’aloe vera.

  • Mesembriantemo. Dalla fioritura scenografica e decorativa, ha un portamento tappezzante con piccole foglie ad ago di color verde scuro, da cui si aprono piccole e fitte corolle viola in un’abbondante fioritura. Facile da coltivare, abbellisce giardini rocciosi e aiuole.

Piante grasse senza spine

Ci sono anche piante grasse senza gli aculei. Alcune hanno addirittura dalle foglie pelose, ma tutte sono contraddistinte da una certa carnosità che gli serve per trattenere meglio l’acqua e sopravvivere in un ambiente arido. Ecco alcune varietà:

  • Lithops, gruppo di piante della famiglia delle Aizoaceae, dall’incredibile forma a ‘sasso’. Da cui anche il nome. Amano il sole ma non il caldo eccessivo e possono essere sistemate anche in vasi, purché abbastanza grandi per accogliere le radici, che sono ben sviluppate. Fanno perfino dei piccoli fiori gialli.

  • Jovibarba Sobolifera, è una succulenta molto apprezzata per balconi e terrazzi, perché resiste bene a qualsiasi tipo di clima e si adatta a qualsiasi ambiente, dalla roccia assolata alle vallate alpine, alla città. Anzi, è considerata una vera pianta antismog. Si riproduce molto velocemente ed in primavera spuntano dei piccoli fiori giallo-verdi che restano fino all’autunno.

  • Echeveria, gruppo di succulente della famiglia delle Crassulaceae, originarie del Messico. Tutte le varie specie hanno foglie carnose grigio-verde o più sottili e rosse, disposte a rosa. Fanno anche dei fiori a campanula di colore rosa o rosso che sbocciano in primavera dal centro dello stelo. Temono i raggi diretti del sole e sono quindi più adatte all’ombra. Sopportano anche temperature molto rigide.

  • Cephalocereus senilis, tondeggiante, si allunga in crescita ed è ricoperto da una fitta lanugine, per questo è chiamato anche ‘testa di vecchio’.

Piante grasse rare

Ci sono alcune piante piuttosto rare perché si trovano in luoghi difficilmente accessibili all’uomo e sono dunque impossibili da raccogliere.

Altre si trovano solo in alcuni posti in aree molto delimitate e ve ne sono rimasti pochi esemplari. Altre ancora sono considerate rare per via di alcune anomalie, oppure sono a rischio per via della crescita estremamente lenta e della grande delicatezza.

  • Escobaria minima
  • Euphorbia ambovombensis
  • Mammillaria pectinifera
  • Astrophytum asterias
  • Discocactus
  • Aztekium hintonii
  • Ariocarpus
I classici cactus a cui tutti pensiamo, quello a palla è l’echinocactus grusonii

Piante grasse da esterno

Selezionando e disponendo secondo il vostro gusto le succulente, potete creare delle aiuole in giardino, anche in zone relativamente fresche.

Generalmente, queste piante non sopportano l’eccesso di umidità. Fate però attenzione al tipo di clima in cui vivete. Se il clima è mite, le possibilità di coltivare diverse specie sia in vaso che all’aperto si ampliano notevolmente.

Nei contenitori grandi, ad esempio, possono essere raggruppate piante dal bel fogliame che fioriscono in periodi diversi (ad esempio l’Aeonium con le sue foglie violacee, l’Aloe vera che produce fiori gialli e la Crassula perfoliata a fiori rossi).

Laddove le temperature non scendano sotto i 13° vi consigliamo di provare a realizzare vasche e fioriere coi cactus nani (ad esempio Mammillaria, Rebutia, Gymnocalcium).

Quali sono le piante grasse che possono stare fuori in inverno

Non vi sono restrizioni alla coltivazione esterna dei cactus se le temperature scendono di rado sotto i 7-10°.

Tuttavia, alcune varietà come l’Opuntia e la Echinocereus, riescono anche a sopportare temperature basse, sempre che vi siano estati calde e un buon drenaggio.

Se non ci sono poche gelate la gamma coltivabile si amplia fino a comprendere le rosette di Agave americana e i suoi cultivar, mentre le specie semi-rustiche come la Beschorneria yuccoides e l’Agave filifera necessitano di un’ulteriore protezione, rappresentata da un luogo drenante posto al riparo di un muro caldo e soleggiato.

Agave americana, la più grande e spettacolare

Quali piante grasse resistono al freddo

Se le temperature scendono raramente sotto 0°, molte specie crescono bene all’aperto in fioriere o vasi, purché rialzati per favorire il drenaggio.

L’ambiente ideale è un luogo caldo e riparato, ad esempio l’angolo di un patio coperto o di un balcone. Tra le specie coltivabili segnaliamo il Sedum nelle diverse varietà (S.pachyclados,S.spurium,S.telephium) col suo bel fogliame carnoso verde intenso, il Sempervivum caratterizzato dalle graziose rosette, l’Echinopsis chamaecereus coi suoi fiori estivi scarlatti, l’Agave parryi e l’Opuntia polyachanta (dai fiori giallo brillanti). e anche l’Echeveria derenbergii.

Il piccolo Sempervivum dalla forma a rosetta resiste al freddo

Come si tengono le piante grasse in inverno

Non sono piante resistenti al freddo, quindi per non farle morire andrebbero poste in un ambiente protetto, delle serre o un giardino d’inverno. Qui è possibile controllare temperatura, luce, acqua e umidità, e impostare le condizioni ideali per farle sopravvivere durante la stagione fredda.

Per facilitare la manutenzione, quando progettate queste strutture cercate di abbinare gruppi di cactus e succulente che abbiano necessità colturali simili.

Le piante in serra o giardino d’inverno possono essere coltivate anche in vaso o in aiuole aperte, sia a terra che rialzate sui bancali.

Se non disponete di serre, portate in casa quelle più delicate, se le temperature esterne nella vostra zona scendono sotto i 7°-9°.

Piante grasse da interno

La maggior parte delle piante che si coltivano all’aperto nei climi caldi possono inoltre essere tenute senza problemi anche come piante da appartamento se si abita in una zona più fredda.  Per la loro capacità di resistere in aree aride, non fanno fatica ad ambientarsi alle condizioni calde e secche di una casa riscaldata.

In generale, per sviluppare bene le piante grasse richiedono calore, tanta luce e una buona aerazione, anche se le specie le epifitiche sono aggiungono un tocco di colore e vivacità agli angoli in ombra della casa.

Consiglio: indossate sempre i guanti quando maneggiate piante spinose!

Per coltivare in vaso utilizzate contenitori piccoli per piante singole o ciotole grandi per riunire insieme specie diverse, purché compatibili. Un effetto scenografico di tutto rispetto è garantito dalle vaschette da giardino, riempite di specie diverse con esigenze colturali simili.

Ecco alcune varietà da interni con brevi consigli per la disposizione e la cura:

  • Agave attenuata. L’ideale è disporla in grandi vasi che si adattano meglio a questa pianta di grandi dimensioni.
  • Schlumbergera x buckleyi. Appartiene ad un importante gruppo, quello delle epifitiche, provenienti dalle foreste pluviali umide e ombreggiate dell’America centrale e meridionale, e richiede condizioni di ombra o luce filtrata. Ideale in casa quindi, per esempio in cucina o in bagno.
  • Cleistocactus. Si tratta di una succulenta dal fusto alto
  • Cephalocereus. Dal portamento eretto che può essere sistemata come focus di una composizione, al centro del vaso o in fondo.
  • Echeveria. Le ciotole basse sono ideali per questa specie prostrata e strisciante, mentre
  • Haworthia.
  • Mamillaria. Aggiunge colore grazie ai suoi fiori sgargianti di cactus fioriti, pur essendo di piccola taglia.
  • Parodia. Altra pianta dalla fioritura esuberante da poter tenere in vaso in casa.
  • Rhipsalis cereuscula. Adatta ai cestini pensili grazie al portamento strisciante dei suoi rametti carnosi. Ed è perfetta per cuscini e letti accanto a piante succulente più alte sia in giardino che in casa
  • Kalanchoe. È un cactus nano rampicante ideale per vasi da appendere, facile da tenere, aggraziata e di piccole dimensioni.
La ricadente Rhipsalis cereuscula è perfetta accanto a piante succulente più alte sia in giardino che in casa

Come fare per coltivare le piante grasse

Per la cura di queste piante originarie delle zone aride e calde, la cosa più importante è la messa a dimora. Ecco alcuni accorgimenti:

  • in giardino scegliete un luogo soleggiato e protetto dalle gelate, su di un terriccio o un compost ben drenante.
  • non acquistate esemplari leggermente avvizziti o con segmenti flaccidi e secchi, dando la preferenza a piante sane e non macchiate, che mostrano segni di ricrescita o gemme floreali.
  • sistematele in aiuole rialzate almeno 25 cm da terra, formate da una base di ghiaia e da una composta drenante e poste in un luogo soleggiato, con una temperatura minima di 5°, poiché necessitano di un buon drenaggio. Le aiuole devono essere leggermente inclinate su una base di ghiaia o cocci, che deve essere pari almeno a un terzo dell’altezza totale dell’aiuola.
  • usate un apposito substrato di crescita drenante, infatti non basterà un comune terreno da giardino perché non è sufficientemente drenato.
  • usate un buon compost meglio se fatto in casa comprende del limo da giardino sterilizzato (pH 4-5,5), mescolato in due parti con una parte di sostituto di torba o di sfagno finemente triturato, una parte di sabbia grossa o ghiaia lavata e un po’ di fertilizzante a lento rilascio.

Come disporre le piante grasse in vaso o in giardino

Le piante grasse possono esser coltivate senza problemi, per dar vita a giardini desertici di grande impatto visivo. Se il sottosuolo è particolarmente pesante, si possono raccogliere le piante in aiuole rialzate. Così si assicura il giusto drenaggio.

Le specie più piccole dovranno esser poste davanti, i cactus e le altre succulente erette e a colonna realizzeranno un perfetto sfondo (scegliete ad esempio il Cephalocereus senilis o il ramificato Cleistocatus strausii), mentre alle piante cespitose (Ruschia, Echeveria, Mamillaria...) si dovrà assicurare uno spazio per farle espandere liberamente.

La piccola Ruschia pulvinaris è ideale per composizioni in vaso

Si possono creare moltissimi effetti sia in giardino che in grandi vasi da porre sul balcone:

  • linee verticali con le specie dalla forma sferica, dal Cleistocactus strausii da porre in primo piano (Echinocactus grusonii)
  • linee orizzontali e copertura di sassi con le specie a comportamento strisciante (Ruschia pulvinaris, lamprantus, Carpobrotus edulis..) e le succulente rampicanti (Rhipsalis, Schlumbergera…) che emettono cascate di fusti o foglie sottili, ideali nei cestini pensili.
  • punti d’interesse con i fusti rampicanti articolati dell’Hylocereus, perfetti per ricoprire i muri.
Una composizione decorativa di varie piante grasse in un vaso

Come travasare le piante grasse

Estraetele dal vaso e sciogliete piano le radici per verificare la presenza di parassiti o malattie (in quel caso provvedete prima alla cura).

  • Disponetele alla stessa profondità che avevano nel vaso, dopo aver scavato una buca delle giuste dimensioni.
  • Allargate bene le radici e riempite lo spazio intorno con la composta, compattando bene e assicurandovi che i fusti delle foglie non tocchino il terreno.
  • Ricoprite di ghiaia per ridurre l’evaporazione del terreno e lasciatela assestare, prima di annaffiarla aumentando gradualmente la quantità di acqua, finché non si è stabilizzata e produce nuova crescita.

Nei vasi la terra deve essere ben drenata e leggermente acida (pH 5,5-6,5). Per prepararla utilizzate una parte di sabbia o ghiaia ogni tre parti di composta a base di limo.

Le epifite necessitano invece di un terriccio un po’ più acido, una parte di humus (sostituto di torba, torba di sfagno o terriccio fogliare) e due parti di composta da vaso standard, con l’aggiunta di sufficiente sabbia e ghiaia per il drenaggio.

Come rinvasare le piante grasse

Quando le radici delle piante raggiungono le pareti del contenitore dovete procedere col rinvaso.

Esempio di piante grasse in vaso

Per quest’operazione estraete delicatamente la pianta, tagliate le radici morte o disidratate e sciogliete quelle eventualmente attorcigliate.

Disponete un po’ di cocci e composta fresca nel vaso. Inserite la pianta alla stessa profondità che aveva nel contenitore precedente e ricoprite poi di composta il pane di terra, compattandola bene.

Possono essere poste in vasi sia di plastica che di argilla, poiché la prima trattiene l’umidità più a lungo mentre la seconda garantisce una migliore aerazione.

Scegliete contenitori con uno o più fori alla base proporzionati alla pianta ma con una profondità di almeno 10 cm (15 per le specie a radici tuberose).

Come curare le piante grasse

Non richiedono particolari cure. Luce, calore e aerazione sono le loro esigenze principali.

La regola numero uno è di creare un gruppo di piante con simili esigenze colturali, mentre la regola numero due è creare un terreno ben drenante.

Per questo, fin da principio, dovete aver preparato bene il terreno.

Preparate il fondo, spargendo alla base uno strato sottile di materiale drenante (ghiaia o cocci), e ricoprite con uno strato di terra, costituita da 2 parte di sabbia grossa e 3 parti di limo.

Estraete le piante dai vasetti in cui le avete acquistate e inseritele nella ciotola o nel terreno allo stesso livello di profondità, distanziandole bene per garantirgli abbastanza spazio e aggiungendo altro compost, e anche pezzi di roccia o ciottoli per un effetto scenografico.

    • Annaffiatele regolarmente solo dopo che si sono assestate.
    • Se invece volete decorare i vostri interni o il balcone con un cestino pensile, dove ospiterete piante grasse a portamento pendente o espanso, utilizzatene uno in fil di ferro da rivestire con uno strato di muschio di sfagno umido spesso 3 cm, o in alternativa uno di plastica che contiene già una vaschetta di drenaggio, disponendo uno strato di sassolini o ghiaia al posto dello sfagno.
    • Riempite quindi il cestino fino all’orlo con una miscela di 1 parte di sabbia grossa per 3 parti di composta a base di limo, scavando una buca al centro dove inserirete la pianta.
    • Allargate bene le radici e riempite di composta senza lasciare sacche d’aria intorno all’apparato radicale, annaffiando solo 2-3-giorni dopo, quando la pianta si è assestata.
    • Controllate periodicamente che non ci siano segni di malattie o parassiti, nutrite e irrigate in modo appropriato le specie particolari e trapiantatele appena crescono troppo, per evitare di raggruppare le radici.
    • Ombra o sole?
    • Gran parte delle piante grasse preferisce il pieno sole, ma alcune gradiscono l’ombra filtrata. La massima temperatura diurna in primavera-estate non dovrebbe superare i 27°-30°, mentre quella notturna dovrebbe attestarsi fra i 13 e i 19°. Alcune specie tropicali  necessitano invece di maggior calore, con la minima non inferiore ai 13-19°.
    • Le piante grasse richiedono una buona aerazione ma non devono essere esposte alle correnti: in serra potrebbero aver bisogno di paraventi o di vetri, coperti con un’apposita vernice schermante, qualora l’aerazione non fosse sufficiente a mantenere la temperatura sotto i 27-30°.
    • In periodi di eccessiva calura, invece, le piante coltivate all’aperto dovrebbero essere trasferite all’ombra.
Anche i cactus fioriscono: questa è la classica Opuntia calicantha

Bisogna innaffiare le piante grasse ?

Tutte le succulente devono essere annaffiate, ma solo durante il periodo vegetativo, in genere primavera-estate, e mai durante la quiescenza, spesso invernale.

La maggior parte di queste piante cresce durante l’estate, ma le epifite e le specie delle zone boschive fioriscono tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera.

Ecco alcune regole di base:

  • Mai fornire irrigare durante la quiescenza, a meno di temperature eccessivamente alte: in quel caso annaffiate per evitare una disidratazione totale.
  • Nel periodo vegetativo inumidite il terreno in modo uniforme, lasciandola quasi seccare del tutto prima di annaffiare nuovamente.
  • Irrigate sempre al mattino presto o la sera tardi, perché le gocce d’acqua sotto il sole forte potrebbero bruciare le piante. In alternativa, immergete i vasi in una bacinella d’acqua, per farla assorbire dalla composta senza bagnare fusti e foglie.
  • Appena la terra risulta umida, togliete il contenitore dall’acqua e lasciatelo drenare. Per le piante epifite e quelle che amano l’ombra procedete invece solo con leggere vaporizzazioni per mantenere un buon livello di umidità, senza bagnarle.

Fertilizzante per piante grasse

Sempre durante il periodo vegetativo, per lo più primavera-estate, potete prevedere una fertilizzazione, utile a favorire una crescita sana e una buona fioritura. Sarà sufficiente un prodotto concentrato standard in forma liquida, contenente tutti i nutrienti principali, e da applicare ogni 2-3 settimane esclusivamente nel corso della fase di crescita e fioritura.

Le malattie delle piante grasse

Per quanto riguarda gli agenti patogeni, i parassiti più comuni delle succulente sono la cocciniglia, la comune farinosa delle radici, i ditteri sciaridi e i ragni rossi.

Non sono particolarmente soggette a malattie, anche se un eccesso di azoto nel terreno e condizioni colturali inadeguate possono provocare il marciume nero, una patologia che colpisce soprattutto i cactus epifitici e la Stapelia, deformando le piante e provocandone la morte.

Se vi accorgete che una succulenta sta per morire, prelevate dei getti sani o delle sezioni come talee.

Ecco il piccolo Kalanchoe blossfeldiana

Come far riprodurre le piante grasse

Infine, è importante conoscere la riproduzione. Si propagano da seme, da talea di foglia o fusto, ma anche per divisione o per innesto.

  • Propagazione da seme. Coprite la base del vaso con i cocci e aggiungete un cm di ghiaia grossa mescolata a carbone. Riempite il contenitore con composta fresca per semi, livellatela con una tavoletta premendola fino a 1 cm dal bordo. Spargete in modo uniforme i fini semi direttamente dal sacchetto sulla superficie della composta, picchiettando con un dito. Ricoprite poi i semi con sabbia ghiaiosa fine sterilizzata e annaffiate leggermente, prima di etichettare e mettere il vaso in un sacchetto di plastica, da conservare in semi-ombra a una temperatura minima di 21°.

Propagazione da talee. Scegliete un fusto sano e vigoroso e fate un taglio dritto, staccandolo il più possibile vicino alla base. Recidete il fusto sotto un nodo e, qualora necessario, tagliate la coppia di foglie inferiore. Inserite le singole talee in una composta di sabbia grossa e sostituto di torba in parti uguali, impedendo alle foglie di toccare la superficie.

Propagazione fogliare. Staccate una foglia sana dalla pianta tirandola dalla base e lasciando attaccato un pezzetto di fusto, quindi aspettate 24-48 ore che si formi il callo. Riempite un vaso con sostituto di torba fine e sabbia in parti uguali, inserendo la talea in modo che la base sia trattenuta dalla composta. E ricoprite di ghiaia o pietrisco ed etichettate. Dopo che la nuova crescita si è sviluppata per due settimane, le talee possono essere trapiantate in composta a base di limo.

Non avete più scuse, ora siete pronti per uscire in giardino o sul balcone e dedicarvi ai vostri cactus, perché sapete come curare le piante grasse!

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Published by
Marco Grilli

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