Erbe medicinali e aromatiche

Tutto sul mondo degli estratti vegetali, per capire meglio i cosmetici e i preparati erboristici

Cosa sono, quali tipologie, a cosa servono e in quali ambiti vengono utilizzati

Spesso sentiamo l’espressione ‘estratti vegetali‘, soprattutto in cosmetica, farmacia e fitoterapia. Ma sapete davvero cosa si intende di preciso? Cosa sono e a cosa servono?

Tutto sul mondo degli estratti vegetali, per capire meglio i cosmetici e i preparati erboristici

Cerchiamo di scoprire qualcosa di più in questa guida.

Cosa sono gli estratti vegetali

Si tratta di soluzioni ricche di principi attivi, usate in ambito farmaceutico, cosmetico e fitoterapico.

Possono essere preparazioni liquide, solide o molli, ottenute partendo da materie prime vegetali, che di solito sono essiccate, ma possono essere anche fresche.

I vari estratti si distinguono in base al tipo di solvente utilizzato per l’estrazione dei principi attivi che ne determineranno di conseguenza l’applicazione. Per capirci: una tintura madre di bardana, un olio di iperico o un olio essenziale di betulla, un burro di karité, sono differenti preparati con azioni cosmetiche e terapeutiche diverse e contengono principi attivi differenti.

La produzione di un qualsiasi estratto vegetale inizia con la selezione dell’attivo naturale, ovvero della parte di pianta che si vuole utilizzare. A questo punto, queste parti vengono sottoposte a specifici processi di estrazione mediante l’utilizzo di solventi appropriati.

estratti vegetali

Il processo di estrazione può isolare, concentrare o rimuovere determinati componenti dalla parte vegetale di partenza.

Come avviene la preparazione degli estratti vegetali

La preparazione dell’estratto avviene in due momenti distinti:

  • l’estrazione: procedimento che prevede l’utilizzo di solventi appropriati nonché il ricorso alla macerazione, alla percolazione o ad altri procedimenti idonei
  • la concentrazione: attraverso l’evaporazione del solvente, l’estratto viene reso più concentrato

Tipologie di estratti vegetali

In base alla pianta da cui si vogliono estrarre le sostanze attive, vengono utilizzati solventi specifici.

Gli estratti (liquidi, molli e secchi) sono ricavati dalla macerazione in diversi tipi di solventi, che vengono poi progressivamente eliminati. Indipendentemente dal tipo di solvente, la sua eliminazione avviene fino alla concentrazione del principio attivo che si vuole ottenere. L’eliminazione dev’essere realizzata attraverso procedimenti che preservino il principio attivo.

A seconda del solvente impiegato, gli estratti vegetali si classificano in varie categorie di prodotti.

  • Estratti vegetali acquosi. Preparati facendo macerare in acqua una base di erbe medicinali secche o fresche per estrarne i principi attivi idrosolubili e termolabili delle piante secche o fresche. Sono di difficile conservazione.
  • Estratti glicerici e idro-glicerici. Ottenuti tramite macerazione in sola glicerina. o con l’aggiunta di acqua distillata. Sono riservati all’estrazione di attivi idrosolubili e solubili in glicerolo. Si conservano per settimane. Questo procedimento è in genere utilizzato per estrarre i principi attivi da piante particolarmente delicate, anche le gemme (si chiamano allora estratti gemmoderivati), che si rovinerebbero durante il processo.
  • Estratti idro-glicerol-alcolici. Ottenuti utilizzando come solvente, insieme alla glicerina, una percentuale di alcool.
  • Estratti idro-alcolici. Ottenuti macerando le piante secche in acqua e una percentuale di alcool per ricavarne gli attivi idrosolubili e solubili in alcool. Di facile da conservazione.
  • Estratti alcolici. Si macera la parte vegetale secca o fresca in alcool per estrarne i principi solubili in alcool. Sono meno efficaci della tintura madre. Tra questi si ricorda l’enolito, un preparato in cui l’estrazione avviene usando come solvente il vino.
  • Tinture. Ottenute per macerazione idro-alcolica della pianta fresca, adatte estrarre le proprietà idrosolubili e solubili in alcool. La tintura madre è un estratto che in cui il rapporto droga-solvente è di 1:10, ma esiste anche la tintura classica, meno usata, in cui il rapporto droga-solvente è di 1:2
  • Oleoliti. Dalla macerazione in olio delle parti aeree secche delle piante si ricavano gli oleoliti. Sono una tipologia di estratti utile a ricavare le proprietà liposolubili del vegetale ed hanno applicazione in cosmetica e in fitoterapia. La pianta viene immersa varie settimane in olio vegetale scelto tra quelli che irrancidiscono difficilmente.
  • Estratti per macinazione. Con questa tecnica, le piante fresche vengono macinate appena dopo la raccolta, tramite diversi strumenti (come mortai) per ottenerne una polpa omogenea da cui ricavarne il succo.
  • Estratti con acqua e calore. Utilizzano acqua e calore partendo da erbe idrosolubili e non termolabili per ricavare preparati come tisane, infusi e decotti. La differenza sta nei diversi tempi di infusione, dalla tipologia e dalla quantità di droghe vegetali, nonché dall’uso che se ne può fare (interno o esterno).
  • Oli essenziali. Ottenuti da distillazione in corrente di vapore della pianta fresca o dalla sua pressione a freddo, sono la vera ‘essenza’ della pianta. Sono adatti a estrarre i principi attivi solubili in vapore o termolabili in maniera molto concentrata. Si usano soprattutto in aromaterapia e profumeria.
  • Idrolati. Sono estratti dal vegetale mediante distillazione in corrente di vapore e sono la parte residuale più leggera composta da maggior quantità d’acqua e minore di olio che rimane nel distillatore. Contengono principi attivi idrosolubili.
  • Oli, burri e cere vegetali. Prodotti attraverso la pressione o spremitura delle parti più oleose e dure della pianta, in genere semi e radici. Sono ricchi di acidi grassi e hanno una parte insaponificabile che ne determina le caratteristiche aromatiche e di sapore.
  • Concreta e assoluta. Dall’estrazione con CO2 supercritica o altro solvente volatile si ottiene un elevato concentrato di oli e degli altri attivi più pregiati della pianta  Non adatto a tutti i vegetali. Serve soprattutto nell’industria dei profumi per il costo elevato.

Estrazione dei principi attivi con eliminazione del solvente

Gli estratti che si ottengono a seguito della macerazione e della distillazione, necessitano di eliminare il solvente (acqua, alcool, glicerolo, olio) utilizzato, fino ad ottenere il grado di concentrazione desiderato.

estratti vegetali

In base alla quantità di solvente restante nel preparato si possono distinguere degli estratti di diversa consistenza. Si può infatti parlare di:

  • Estratto fluido: preparazione ottenuta tramite la macerazione di parti vegetali essiccate o fresche in un solvente che favorisce l’estrazione dei principi attivi. Appartengono a questa categoria gli estratti liquidi in una miscela idroalcolica (30% circa) come la tintura madre, e gli estratti glicerici e idro-glicerici. Essendo idrosolubili, gli estratti fluidi possono essere impiegati nella formulazione di emulsioni, tonici, gel, lozioni e detergenti
  • Estratto secco: si ricava concentrando e facendo essiccare gli estratti fluidi. Si tratta della tipologia più concentrata di estratto.
  • Estratto molle: preparazione dalla consistenza intermedia tra estratto fluido e secco. Si ottiene per evaporazione del solvente (di solito etanolo).

Estrazione dei principi attivi senza eliminazione del solvente

Tutte le macerazioni in solvente che non viene eliminato, con o senza calore, servono per preparati con differenti principi attivi e diverse applicazioni. Vediamoli meglio.

  • Utilizzando l’acqua come solvente e impiegando il calore, si ottengono tisane, infusi, decotti, che possono essere utilizzati per uso interno o esterno, cioè da bere o per fare un impacco locale.
  • Macerando parti della pianta essiccate solo in acqua, ma senza calore, si ottengono macerati acquosi che trattengono i principi attivi che si sciolgono in acqua e non resistono al calore. Sono utili a diversi fini terapeutici e cosmetici, ma hanno l’inconveniente di conservarsi poco e di essere di difficile estrazione. Un esempio di macerato acquoso sono i semi di psillio che contengono mucillagini efficaci per la regolarità intestinale che si attivano grazie all’acqua.
  • Macerando in solventi diversi dall’acqua e senza calore, si estraggono diversi tipi di principi attivi, e si ottengo altrettanti preparati in base al solvente impiegato. I solventi più usati sono alcool, glicerolo, etere, olio. A seconda del solvente si potranno usare parti vegetali fresche o secche. La macerazione in solvente permette di ottenere tinture, tinture madri, tinture vinose, macerati alcolici, macerati idroalcolici, macerati glicerici, gemmoderivati e oleoliti. Tutti questi preparati hanno in comune una buona conservazione e un livello di attivi consistente.

Estrazione dalle parti aromatiche della pianta

Se si vuole mantenere la parte aromatica della pianta, allora è bene usare l’estrazione mediante distillazione diretta o in corrente di vapore, ma anche pressatura e spremitura a freddo della pianta fresca o la sua pressione a freddo.

Si ottengono così gli oli essenziali e gli idrolati.

estratti vegetali

Oli essenziali

Sono un concentrato di elementi attivi estratti dalla parte più aromatica della pianta fresca, e si ottengono tramite varie processi:

  • pressatura
  • spremitura a freddo
  • distillazione diretta o per corrente di vapore

Tra gli estratti vegetali, gli oli essenziali sono i più potenti per l’elevata concentrazione di principi attivi. Sempre per tale motivo, tali prodotti vanno usati con molta cautela.

Avvertenza importante: gli oli essenziali devono essere sempre diluiti e mai essere utilizzati in purezza!

Idrolati o acque aromatiche

Le acque aromatiche o idrolati costituiscono il prodotto secondario de processo d’estrazione dell’olio essenziale.

Decisamente più delicate, hanno una maggiore percentuale d’acqua che li fa ‘galleggiare’ sull’olio essenziale vero e proprio, più ricco di parti oleose.

Possono essere usati anche per uso esterno, ad esempio come tonici per il viso e decongestionanti per occhi.

Estrazione delle parti oleose della pianta

La pressione meccanica a temperatura ambiente delle parti più ricche di lipidi della pianta, in genere i suoi semi ed i frutti, permette di ricavare estratti vegetali solidi o liquidi come olio, burro e cera vegetale ricchi in acidi grassi.

estratti vegetali

Ad esempio l’olio di cumino, il burro di cacao, la cera di carnauba. Questi prodotti servono in cosmetica e in fitoterapia oltre che in campo alimentare.

Perché in cosmetica si usano molto gli estratti vegetali?

Anzitutto perché contengono proprietà funzionali per la pelle. Nello specifico, gli estratti vegetali hanno proprietà:

  • emollienti
  • anti-infiammatorie
  • idratanti
  • antisettiche
  • lenitive
  • protettive
  • antiossidanti
  • purificanti
  • detossinanti

Inoltre, i principi attivi lavorati attraverso il metodo dell’estrazione conservano inalterate le loro proprietà. Gli estratti vegetali svolgono quindi al meglio la loro specifica funzione.

Applicare sulla pelle una crema ricca di estratti, in pratica, è come spalmarsi il liquido puro della pianta.

Le creme idratanti contengono spesso estratti, perchè garantiscono un’azione benefica nei confronti della cute e sono molto utili per mantenere la salute della pelle.

Ogni estratto vegetale si rivela efficace per determinate situazioni: alcuni aiutano la pelle sensibile, altri regolarizzano la cute grassa, e altri ancora donano luminosità alle pelli spente.

Estratti vegetali in farmacia ed erboristeria

Gli estratti vegetali vengono inoltre utilizzati anche come veri e propri farmaci naturali per risolvere vari disturbi.

estratti vegetali

Quali sono gli estratti botanici più usati nelle creme viso?

Ecco una breve carrellata degli estratti botanici più famosi usati nelle creme viso.

  • Aloe (Aloe barbadensis): liquido gelatinoso contenuto nella parte centrale delle foglie di Aloe vera. E’ ricco di vitamine, amminoacidi e minerali benefici per la pelle. L’estratto di Aloe viene inserito nei cosmetici per la sua azione lenitiva, idratante e anti aging
  • Centella asiatica (Centella Asiatica Extract): l’estratto di centella asiatica viene inserito nelle creme in virtù della sua azione riparatrice e rigenerante, poiché stimola la formazione di nuovo collagene. Favorisce anche la tonicità della pelle, molto utile in caso di rughe e cedimenti cutanei
  • Amamelide (Hamamelis virginiana): l’estratto di amamelide ha proprietà calmanti e delicatamente astringenti. Ideale sia per lenire che per purificare le pelli sensibili
  • Moringa (Moringa oleifera Seed Extract): l’estratto di moringa ha un’azione antiossidante che mantiene la cute giovane e sana
  • Camomilla (Chamomilla Recutita): svolge un’azione prevalentemente calmante e lenitiva. Spesso presente nelle creme specifiche contro rossori e couperose
  • Tè Verde (Camellia sensis extract): l’estratto di tè verde possiede innumerevoli virtù antiossidanti che, per la pelle, si traducono in compattezza, elasticità e vitalità
  • Liquirizia (Glycyrrhiza Glabra Root Extract): l’estratto di liquirizia ha un alto potere disinfiammante; per questo motivo è presente spesso nelle creme contro le imperfezioni cutanee, e anche in presenza di acne
  • Alghe: grazie al loro potere antiossidante e rigenerante, le alghe svolgono un’azione anti-age che aiuta la pelle a mantenersi giovane. Le principali utilizzate in cosmetica sono la clorella, la spirulina e la wakame

Integratori alimentari a base di estratti vegetali

In Italia, gli integratori alimentari contenenti estratti botanici rientrano nella legislazione alimentare. La loro approvazione poggia anzitutto sulla qualità della materia prima e sulla sicurezza, che devono essere garantite dal produttore e lungo tutta la filiera, con gli stessi controlli di qualità richiesti per tutti gli alimenti.

Nello specifico, chi coltiva l’ingrediente vegetale deve applicare le norme di Buone Pratiche Agricole (GAP). Chi produce l’integratore deve attenersi alle Buone Pratiche di Produzione, dalla verifica della materia prima alla garanzia della qualità finale. E deve inoltre verificare l’assenza di contaminanti biologici o chimici.

estratti vegetali

L’etichetta deve riportare il contenuto di molecole regolamentate, segnalando altresì le dosi giornaliere sicure per il consumatore.

Attenzione: possono essere utilizzati soltanto gli estratti ammessi per questo uso.

Con il DM 2019 il Ministero della Salute ha incluso tra le piante ammesse negli integratori quelle derivanti dalla lista BELFRIT, stilata nel 2012 da Belgio, Francia e Italia, chiamando alla collaborazione un esperto per ogni Paese.

Avvertenze e controindicazioni sugli integratori a base di estratti vegetali

Si ricorda infine che, come qualsiasi tipo di integratore, anche quelli a base di estratti vegetali non sono da intendersi come sostituti di un’alimentazione sana, corretta e bilanciata.

È sempre buona norma farsi consigliare dal farmacista o dall’erborista e, in caso di terapia con farmaci tradizionali, consultare prima il proprio medico.

Alcuni integratori a base vegetale possono infatti interagire con alcuni farmaci, rendendoli inefficaci o addirittura pericolosi. Ad esempio, l’iperico può inibire l’attività di alcuni farmaci, la liquirizia non va assunta dai soggetti in cura per la pressione alta, il gingko va evitato da chi è in terapia anticoagulante o antiaggregante piastrinica, mentre la valeriana accentua l’azione di alcuni sedativi.

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