Gemmoderivati: cosa sono, a che cosa servono e dove trovarli

di La Ica del 1 Ottobre 2019

I gemmoderivati sono soluzioni naturali volte ad aiutare l’organismo a disintossicarsi autonomamente. E, per questo, fungono anche da energizzanti. Conosciamoli da vicino e scopriamone le controindicazioni.

Gemmoderivati: cosa sono, a che cosa servono e dove trovarli

Gemmoderivato significato

Questa soluzione viene utilizzata in gemmoterapia, una branca della fitoterapia che studia le caratteristiche ed i benefici delle gemme vegetali, o, per meglio dire, delle parti più giovani delle piante.

Fa dunque parte della grande tradizione delle erbe medicinali, e si propone di prevenire e curare una varietà di problemi di salute utilizzando le piante.

Non solo gemme però, ma anche radici, corteccia, germogli, linfa, boccioli, semi ed amenti.

Gemmoterapia

Nata intorno agli anni ’50 dal professor Georges Netien dell’università di Lione, la gemmoterapia è stata poi ripresa dal medico belga Pol Henry. Oggi è una medicina alternativa a tutto tondo, che sfrutta i principi vegetali dei germogli macerati o diluiti in un soluzione di alcol e glicerolo.

Secondo questa teoria le gemme possiedono proprietà terapeutiche superiori a quelle delle varie parti della pianta matura. Il bocciolo, essendo in realtà una pianta in embrione, porterebbe al suo interno il potenziale di sviluppo della pianta stessa, un po’ come se fosse in contemporanea sia radice, che fusto, sia foglia, che fiore e frutto. Inoltre, la gemma contiene alte concentrazioni di elementi attivi come ormoni, oligoelementi, vitamine, minerali.

I seguaci della gemmoterapia parlano della ‘globalità’ del bocciolo. Il tessuto embrionale, infatti, non solo offrirebbe un contenuto più elevato di composti attivi, ma avrebbe anche uno spettro d’azione molto più ampio di ogni singola parte della pianta.

Ad esempio, la gemma di biancospino, avrebbe sia le proprietà del frutto (azione sul muscolo cardiaco) che del fiore (azione sulla frequenza cardiaca). Il bocciolo di tiglio combinerebbe le proprietà calmanti associate al fiore di quest’albero e le proprietà purificanti e diuretiche dell’alburno, la parte morbida e biancastra che si forma ogni anno tra il legno duro e la corteccia.

Per questo la gemmoterapia è a volte indicata come una terapia erboristica globale. Tuttavia, la gemma non sempre riassume tutte le proprietà della pianta. La crescita può anche svolgere un ruolo importante nell’acquisizione di alcune proprietà. Ad esempio, il germoglio di lampone non ha l’alto contenuto di vitamina C del frutto giunto a maturazione.

Cos’è il gemmoderivato

I preparati vengono infatti identificati con la sigla MG. Iniziali che stanno per macerato glicerico, ovvero un mix di acqua (20%), alcol a 90° (30%) e glicerina (50%), in cui i germogli vegetali vengono diluiti e messi a macerare.

Il principio del gemmoderivato è che nel germoglio, e non nell’infiorescenza, si trovano concentrate in potenza tutte le proprietà i principi attivi della piante nascente.

Le virtù terapeutiche dei vari gemmoderivati variano a seconda della pianta da cui provengono: ribes nero per l’energia, abete per la tosse, biancospino per il cuore.

Inoltre, diversi prodotti derivati dalla gemmoterapia hanno in comune proprietà diuretiche, drenanti o disintossicanti.

Come si estrae il gemmoderivato

Le parte giovani della pianta sono le più delicate; per lavorarle senza danneggiarne i principi attivi, è necessario utilizzare solventi poco aggressivi. Pertanto, una volta raccolte a mano, nel loro periodo balsamico (quando vi è la maggior concentrazione di principi attivi), vengono triturate e poi poste a macerare o prima diluite.

Ci sono infatti due scuole di pensiero per quanto riguarda la preparazione dei gemmoderivati. Si possono usare le gemme sotto forma di estratto derivato dalla loro macerazione, oppure usare un’ulteriore diluizione, di tipo omeopatico, che verrà chiamata forma diluita 1DH.

Macerato. Le gemme vengono macerate al buio in una miscela di alcol etilico puro, acqua e glicerina per almeno 21 giorni, quindi filtrate. La sostanza ottenuta, chiamata macerato-madre, è paragonabile alla tintura madre, base delle soluzioni fitoterapiche. Tuttavia, è meno concentrata della tintura, con una diluizione di 1/20 anziché 1/10. Di solito si consuma diluito in poca acqua. Il dosaggio varia a seconda del prodotto.

Diluito alla 1DH. Corrisponde ad una soluzione dieci volte più diluita del macerato originale. Dopo che la gemma è macerata in alcol etilico e glicerina, una parte del liquido di macerazione viene diluita in 10 parti di glicerina, olio e acqua (in proporzioni differenti 50% glicerina, 30 % alcol e 20% acqua). Il metodo dunque è quello dell’omeopatia. Ma la preparazione 1DH non è, in senso stretto, una soluzione omeopatica. Rimane un concentrato, cioè contiene ancora molti elementi attivi e non solo le semplici ‘vibrazioni’ delle soluzioni omeopatiche. E non comporta la dinamizzazione, il processo di agitazione della soluzione che è essenziale per l’omeopatia.

Infine il gemmoderivato è confezionato in flaconi contagocce di vetro scuro, al riparo dalla luce.

Gemmoderivati elenco

Alcune delle piante più utilizzate in gemmoterapia sono:

Ma anche:

E altri come:

E poi:

Ed infine:

Gemmoderivati: castagno

Le gemme di castagno (Castanea vesca) agiscono sul sistema linfatico grazie ad acido deidro-digallico, vitamine E e B e diversi minerali quali ferro, calcio, magnesio e potassio. Il magnesio, in particolare, aiuta a rigenerare il sistema nervoso e riequilibrare l’umore.

Ma è più spesso indicato per chi soffre di insufficienza venoso-linfatica, capillari fragili e cellulite agli arti inferiori, con la sensazione delle ‘gambe pesanti’. Può essere associato al sorbo domestico, che ne aumenta l’efficacia.

Il suo potete astringente lo rende ideale in caso di emorragie e diarrea. E nonostante sia utile anche su dolori lombari, irrigidimento muscolare ed articolare, le proprietà anti-infiammatorie ed antisettiche ne fanno un rimedio naturale per tosse, bronchiti e febbre.

Gemmoderivati: betulla

Indicato più che altro come integratore, il gemmoderivato di betulla favorisce la concentrazione e la memoria. Ma può essere anche un valido aiuto a livello dei reni, grazie alla sua azione drenante, capace di ridurre edemi e gonfiori.

Può essere associato a castagno, frassino e faggio nel trattamento della cellulite, per questa ragione, è stato pensato anche per uso esterno, come coadiuvante dei reumatismi articolari.

Agendo sul sistema linfatico, migliora le difese dell’organismo, e aiutando il corpo a depurarsi dalle tossine, tramite un’azione analgesica, diuretica ed antinfiammatoria, è utile anche per abbassare il colesterolo ed in caso di iperuricemia.

Gemmoderivati: ribes nigrum

Il ribes nero apporta energia e vigore utili a contrastare allergie e stanchezza. La sua azione anti-infiammatoria ed antistaminica dà infatti al corpo lo stimolo necessario per reagire alle infiammazioni e allo stress.

Indicato in caso di congiuntivite ed infezioni delle vie respiratorie, il gemmoderivato di ribes nigrum sostiene il sistema immunitario, anche grazie a virtù depurative e diuretiche, utili in caso di colesterolo alto, fragilità capillare, dermatiti, prostatiti e couperose.

Gemmoderivati funzionano?

Sebbene le conoscenze scientifiche sulle proprietà curative delle piante siano in costante aumento, la comunità scientifica internazionale non si è ancora pronunciata riguardo alla gemmoterapia, ma alcuni studi sono stati in grado di confermare la capacità di tali sostanze di legarsi ad alcuni recettori umani, innescando una risposta biologica.

Si tratta di principi attivi presenti nel momento in cui le piante sono in crescita, ovvero ormoni vegetali (come gibberelline, auxine, chitochine, cinetine, fitostimoline) ed enzimi.

Benefici dei gemmoderivati

Tradizionalmente, i boccioli di piante e frutti sono usati per curare diverse affezioni.

  • Trattamento delle malattie cardiovascolari. Il vischio è una pianta usata per regolare i problemi cardiaci. Così il suo gemmoderivato ridurrebbero il rischio cardiovascolare abbassando i livelli di colesterolo nel sangue. Il biancospino è utilizzato per problemi circolatori, grazie alle proprietà lenitive dei suoi fiori (riduce la frequenza cardiaca e le palpitazioni) e alle proprietà stimolanti dei suoi frutti (effetti protettivi sul muscolo cardiaco). Le gemme di mandorlo e di tiglio, ridurrebbero i livelli ematici di trigliceridi e agirebbero come anticoagulante, che aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari.
  • Disintossicare il corpo. Le gemme di tiglio, rosmarino e mandorlo purificano il corpo dai suoi rifiuti. Le gemme di betulla sono utilizzate per pulire il fegato e le vie urinarie, rendendo più facile la rimozione dell’acido urico e del colesterolo. Il germoglio di ribes nero, avrebbe un’azione detergente sul fegato.
  • Migliorare il sonno e combattere la fatica. Il germoglio di fico agisce sul sistema endocrino, il che spiegherebbe la sua azione positiva sui disturbi del sonno. Il germoglio di ribes nero aiuta a combattere la fatica fisica e mentale. Per quanto riguarda le gemme di timo, avrebbero anche effetto sedativo, migliorando la qualità del sonno.
  • Trattamento dei disturbi dell’artrite. Grazie alle sue proprietà, la gemma di betulla è considerata efficace nel trattamento della poliartrite cronica progressiva. Le gemme di vischio e pino avrebbero un’azione antinfiammatoria, che allevierebbe i problemi artritici.
  • Rafforzare la salute. Grazie alle loro proprietà antiossidanti e alla grande quantità di polifenoli che contengono, le gemme di vite e rosmarino contribuirebbero a rafforzare la salute fisica.

Gemmoderivati per dimagrire

I meristemi lasciati a macerare sembrerebbero migliorare il lavoro di alcuni organi fondamentali, in quanto stimolerebbero il metabolismo. Il gemmoderivato di rosmarino, ad esempio, è in grado di aiutare il lavoro di fegato e intestino, migliorando così la digestione e favorendo, dunque, il dimagrimento.

gemmoderivati

Se associato al fico, è in grado di contrastare il gonfiore addominale, quando dettato da patologie allergiche, intolleranze e ansia. Mentre ginepro e faggio contribuiscono a depurare dalle scorie, favorendo, così, anche la perdita di peso.

Gemmoderivati e cellulite

Castagno ed ippocastano sono usati nei trattamenti anticellulite. Efficaci sulla cosiddetta pelle a buccia d’arancia, hanno un’azione mirata proprio alla zona inferiore del corpo.

L’efficacia sulla cellulite non è stata provata scientificamente, ma una delle funzionalità più conosciute dei gemmoderivati sta proprio nella loro capacità drenante.

Gemmoderivati controindicazioni

I principi attivi dei tessuti embrionali vegetali potrebbero interferire con alcuni farmaci, come anticoagulanti e psicofarmaci. Il ribes nero, ad esempio, può provocare effetti collaterali in chi soffre di ipertensione arteriosa.

Pertanto, i gemmoderivati vanno sempre somministrati previa consultazione medica. Se ne sconsiglia, in generale, l’uso in gravidanza e allattamento e ai soggetti sensibili.

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